Non solo Classic: italiani in luce nei College USA

Mentre l’Italia incantava al WBC, alcuni dei nostri giovani talenti come Greene, Benelli, Baldassarri, Bernardis e Laise continuavano a mettersi in evidenza sui diamanti americani. Attesa per il possibile derby Greene/Benelli

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Il lanciatore grossetano Omar Benelli
© FIBS

Mentre non si è ancora spenta del tutto l’euforia per la fantastica avventura dell’Italia nel World Baseball Classic, restiamo negli Stati Uniti per segnalare le ottime prestazioni a livello di College di diverse nostre promesse.

Primi fra tutti Alessandro Laise, Filippo Baldassarri e Mattia Bernardis, un ottimo terzetto che sta continuando a contribuire all’ottima stagione di Arizona Western JC, stabilmente fra le prime 20 compagini nel Ranking della NJCAA Division I. Da sottolineare, in particolare, la costanza su buoni livelli del lanciatore Mattia Bernardis, cresciuto nel vivaio dello Staranzano ed ormai punto fermo nella rotazione dei partenti per i suoi Matadors con numeri importanti (3 vittorie ed 1 sconfitta, 3.28 di media pgl e 23 strikeout ottenuti).

Rimaniamo a livello di Junior College ma ci spostiamo in Colorado per menzionare la continuità a buoni livelli con Northeastern del promettente George Greene, ormai titolare inamovibile nel lineup e a difesa dell’angolo caldo con statistiche di rilievo (.386 di media nel box , 9 rbi e 2 fuoricampo in 20 partite disputate). Passando nella parte Sud dello Stato troviamo in casacca Trinidad State il lanciatore grossetano Omar Benelli, reduce dalla sua migliore prestazione della stagione (5.2 inning, 3 punti subiti e ben 7 strikeout) nella netta vittoria per 19-10 dei suoi Trojans contro Dawson Community College.

Ora per uno strano scherzo del destino, il calendario metterà di fronte nel corso del poker di sfide previste nel prossimo week end proprio Greene a Benelli in quello che si potrebbe definire un derby italiano con accento grossetano, visto il passato per entrambi in una delle culle del nostro batti e corri.

Passiamo a livello NAIA dove troviamo il nettunese Samuele Bruno, sempre più al centro del lineup per Hastings College (.381 di media battuta con 11 rbi) uscita però sconfitta nettamente nella serie contro Briar Cliff dello scorso week end.

Restando allo stesso livello, segnaliamo la seconda breve apparizione sul diamante come pinch-hitter con Valley City State per l’altro nettunese Filippo Venditti, mentre il bresciano Samuele Sbardolini ha lanciato un inning nella vittoria per 12-7 di Fisher College su Florida National.

Spostiamoci in Ncaa Division III dove il bolognese Jacopo Tamburini al suo terzo anno con Beloit College occupa stabilmente il ruolo di terza base, mentre il grossetano Tommaso Franceschelli non ha ancora esordito con Rockford University, destino che lo accomuna al suo concittadino Nicholas Fancellu con Adams State in Division II.

Chiudiamo questa carrellata passando in Division I dove Edoardo Cornelli sta vivendo non il suo miglior momento di forma nel box con Omaha, reduce dalla netta sconfitta nel derby con Creighton University. Lo stesso si può dire per il ricevitore italo-americano Domenico Tozzi con Coastal Carolina ed in parte anche per l’italo-venezuelano Jose Fernandez Di Felice, non sceso sul diamante nel trittico vittorioso della sua Bethune Cookman contro i rivali di conference di Prairie View.

 

Informazioni su Andrea Palmia 188 Articoli
Andrea Palmia è nato a Bologna il 4 aprile 1968 e vive nel capoluogo emiliano con la moglie Aurora e la figlia Lucia di due anni. Laureato in Pedagogia con una tesi sperimentale sui gruppi ultras, lavora dal 1995 come educatore professionale con utenti disabili mentali e fisici. Appassionato di sport in genere ed in particolare di quelli americani, ha sempre avuto come sogno nel cassetto quello di fare il giornalista sportivo. Dal baseball giocato nel cortile del condominio con una mazza scolorita alle partite allo stadio Gianni Falchi con i fuoricampo di Roberto Bianchi e Pete Rovezzi, il passo è stato breve. Fortitudino nel DNA, nutre una passione irrazionale per i "perdenti" o meglio per le storie sportive "tormentate" fatte di pochi alti e di molti bassi.

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