Parma aveva dovuto aspettare 13 anni per cucirsi sul petto la stella, poi altri 14 per vincere un altro scudetto. Ma questa volta l’attesa è stata molto più corta: due anni dopo l’ultima festa tricolore, i ducali tornano sul trono d’Italia. Il 12° titolo della gloriosa storia della società emiliana arriva nella notte di San Marino dove la squadra di Saccardi completa lo sweep esterno (9-0) contro una formazione che prima di questa serie, non perdeva in casa nei play-off da due anni, guardacaso dalla finale del 2024.
Garacinque delle Italian Baseball Series non sembrava neppure una partita che valeva lo scudetto. Gara scontata doveva essere e lo è stata ancor più che nelle più rosee previsioni dei tifosi emiliani. Semplicemente in campo c’era una squadra in fiducia, galvanizzata dalle tre vittorie in rimonta, con il roster al completo e una squadra totalmente a pezzi, svogliata, priva di due pedine come Angulo e Rifaela, con il line-up stravolto e sul monte gli ultimi reduci disponibili.
L’esempio è quello che succede al secondo inning. Con due out, Angioi (già a punto nella ripresa d’apertura sul singolo di Leonora) riceve la base ball, sul pick-off di Artitzu non controllato da Lino, la palla supera la prima base senza che nessun difensore sammarinese si preoccupi di andarla a ripredere. Così l’interbase di Parma si fa tutto il giro delle basi segnando il 2-0. Artitzu subisce poi il singolo di Geraldo e poi l’ennesimo fuoricampo di queste finali di Robel Garcia, giustamente nominato Mvp.
La coppia Astorri-Battioni produce il 5-0 al terzo, entra Giulianelli che tiene a zero Parma per due riprese, poi al sesto riempie le basi, concede altri quattro ball a Flisi (6-0), Astorri va con la volata e Battioni con la rimbalzante per l’8-0 di chi viaggia. Che diventa 9-0 all’ottavo sul giovane Guidi comunque positivo. San Marino non è pervenuto in attacco e l’unico a togliersi una soddisfazione è Mazzone alla sua prima valida in Serie A Gold.
Scotti, autore di una prestazione solida, quasi di pura accademia per sei riprese, ha passato il testimone a Bocchi che ha condotto la partita fino all’ottavo, prima di lasciare la piacevole incombenza di chiudere a Infante che ha fatto gioire tutta Parma con lo strike-out finale su Diaz.
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