L’impianto sportivo livornese di via Sommati a Banditella, all’interno del quale si trova lo stadio “Alfredo Sisi”, la casa del Livorno Baseball 1948, è di nuovo nel mirino di malintenzionati. L’altra notte ignoti hanno cercato di entrare all’interno della struttura.
Un episodio che lascia dietro di sé porte e serrature danneggiate, come del resto accaduto ad altre strutture sportive cittadine, e che riporta l’attenzione anche sulle condizioni dell’impianto e sulla necessità di renderlo più sicuro e curato.
Lo stadio di Banditella fu inaugurato nell’agosto 1991, sotto la spinta del presidente Alfredo Sisi e del general manager Riccardo Fraccari, oggi presidente della World Baseball Softball Confederation. Su quel diamante si sono esibiti, proprio in quella stagione, i migliori juniores in un indimenticabile campionato europeo, ma qualche anno dopo il Livorno, targato Lemet coronò il suo sogno di salire sul massimo palcoscenico, facendo diventare insufficienti quelle tribune da 500 posti. Con il passare degli anni i Mori persero un po’ del loro fascino, finendo nelle categorie inferiori. Grazie ad alcuni appassionati dirigenti come Antonio Martini, Luciano Vitiello e attualmente Lorenzo Martini, quella storia non si è mai interrotta e in quello stadio, intitolato a un pioniere del batti e corri come Alfredo Sisi (scomparso nel 2013), si sta cercando di riportare la società nelle categorie che merita.
Da anni la dirigenza sta anche combattendo per riportare anche un certo decoro ed episodi come quello dell’altra notte non fanno che interrompere il percorso e profanare il ricordo di chi con tanto amore ha voluto quello stadio.
«Cosa pensavano di trovare nei locali di una società sportiva di baseball, non certo ‘ricca’ come altre realtà?», si domanda Davide Amadei, vice presidente del Livorno Baseball.
A finire nel mirino sono stati alcuni dei locali utilizzati dalla società sportiva, tra cui la clubhouse, gli spogliatoi, l’ufficio e la cucina destinata agli atleti. Non è tanto ciò che i malviventi possano aver trovato, quanto il danno provocato dal tentativo di entrare a rappresentare il problema per una realtà sportiva che deve già fare i conti con risorse limitate e con i costi necessari per mantenere in condizioni adeguate campo e strutture.
Il problema, sottolinea Amadei, è soprattutto nelle conseguenze che episodi di questo tipo producono: «La conseguenza è un danno materiale importante per la società, costretta a riparare le porte, le serrature e le strutture danneggiate. E purtroppo incide sugli sforzi che stiamo facendo per creare e mantenere un campo e locali idonei agli allenamenti e alle partite del nostro sport».
Uno sforzo che il Livorno Baseball vuole portare avanti soprattutto per costruire intorno allo sport una comunità: «Non vogliamo sottrarre risorse alla creazione di un ambiente adatto ad accogliere bambini e famiglie, che hanno bisogno di vivere in una comunità sportiva scura, pulita, bella».
Da qui anche l’attenzione alle condizioni generali dello stadio Alfredo Sisi. “Lo stato di manutenzione delle strutture dello stadio, che necessita di molti interventi, sicuramente non aiuta a impedire l’accesso di malintenzionati”, spiega il vice presidente.
La società, però, evidenzia anche il percorso avviato con l’amministrazione comunale di Livorno. «La nuova dirigenza ha instaurato un rapporto di interlocuzione e collaborazione con il Comune, che dopo un sopralluogo in aprile, ha mostrato di voler pianificare lavori per far tornare sicura ed accogliente la struttura».
Il tentato furto diventa così anche l’occasione per rilanciare una richiesta: intervenire sulla struttura, sulle recinzioni e sull’area di ingresso, rendendo lo stadio più curato, frequentato e riconoscibile come spazio sportivo della città. Una struttura più ordinata e vissuta può infatti contribuire anche a creare un maggiore presidio e a scoraggiare, almeno in parte, eventuali intrusioni».
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