Il Parma Clima espugna ancora San Marino (7-10) e vede vicinissimo il suo 12° scudetto. Ci proverà ancora sul monte Titano in una garacinque dove Saccardi andrà con la collaudata coppia Scotti-Bocchi, mentre la rotazione di San Marino sarà ancora una volta un rebus: finora irrisolto in questa serie di finale.
Prima della cronaca della quarta partita, una considerazione. Parma ha avuto problemi con i partenti stranieri (male Cruz lunedì, male Figueredo in garaquattro) ma ha trovato rilievi perfetti: Kourtis e Bocchi in garatre e soprattutto Yomel Rivela. Entrato al quarto inning, è rimasto in pedana per 84 lanci, con un’altissima percentuale di strike e fino a quando la partita era in equilibrio, ha narcotizzato le mazze avversarie concedendo una sola valida (poi altre tre al nono). San Marino invece ha avuto discreti partenti (Palumbo e Sanchez), ma rilievi non all’altezza, in particolare Leal, l’anello debole del bullpen di Ramos.
Garaquattro ha ricalcato perfettamente garatre, ma anche garadue. Parma ha lasciato scatenare in avvio i padroni di casa, poi da buon pugile incassatore è uscita alla distanza. Dunque, Figueredo va in crisi già al secondo inning, subisce il doppio di Guevara, i singoli dei redivivi (per poco) Martini e Colmenares, poi s’incarta pure sul bunt di Di Fabio (2-0). Il singolo di un Gonzalez devastante (4/6) vale il primo punto della serata di Parma, ma San Marino picchia ancora duro col fuoricampo di Wong e sale 4-1 nonostante sette uomini lasciati in base nelle prime quattro riprese, con corridore rimasto in terza per tre inning consecutivi.
E come accade ormai costantemente in questa serie, finisce San Marino e inizia la partita di Parma. Saccardi ne ha viste abbastanza col suo partente e si gioca la carta Rivera. Scelta migliore non poteva esserci. Il quinto inning inizia con la valida di Angioi, ma Ramos non si fida dei suoi rilievi e lascia Sanchez in pedana anche dopo la base a Geraldo, anche dopo il fuoricampo del pareggio di Garcia, anche dopo il singolo di Gonzalez. Allora ci pensa l’arbitro capo Zannoni a “togliere” il pitcher dalla partita, espellendolo dopo una base ball contestata.
Entra Mendez ma al settimo, dopo appena 26 lanci, viene sostituito: allora non si spiega perchè toglierlo in garatre dopo 30 lanci (con San Marino in vantaggio 5-4) per preservarlo per la gara successiva? Soprattutto se il rilievo è l’attuale Leal che come 24 ore prima viene “incontrato” dal doppio di Flisi (4-6) seguito dal singolo di Astorri. Lo squeeze di Battioni vale il 4-7 (anche sui bunt c’è da lavorare sul Titano), Angioi viene colpito, Geraldo riceve la base e Leal va sotto la doccia. Di Raffaele limita i danni subendo solo un punto, ma al nono ne incassa altri due, rendendo poco pesante il fuoricampo di Pieternella (7-10). E comunque Saccardi non vuole correre rischi e blinda la partita con Kourtis.
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