Il Venezuela scrive la storia del baseball mondiale. Sul prestigioso diamante del LoanDepot Park di Miami, la squadra sudamericana supera per 3-2 gli Stati Uniti nella finalissima e si aggiudica, per la prima volta, il World Baseball Classic. Un trionfo costruito grazie ad un monte di lancio impeccabile e sulla forza di un gruppo che, dopo aver eliminato in rimonta il Giappone nei quarti e aver strappato il pass contro l’Italia in semifinale, non si è fermato neanche davanti alla corazzata a stelle e strisce.
La partita si accende già al terzo inning, quando il Venezuela rompe gli equilibri e passa in vantaggio, allungando poi sul 2-0 al quinto grazie al fuoricampo di Abreu contro il partente americano McLean. Gli USA, schiacciati dalle solide prestazioni sul monte di Eduardo Rodriguez e dei suoi rilievi, fanno fatica a trovare soluzioni: solo all’ottavo inning arriva l’impennata, firmata da Bryce Harper. Il prima base americano, già protagonista della serata, colpisce un fuoricampo da 2 punti che rimette tutto in discussione sul 2-2.
Nell’ultimo inning, i sudamericani tornano a farsi sentire: Arraez conquista la base su ball e viene sostituito dal pinch runner Sanoja, che non ci pensa due volte e ruba la seconda. Eugenio Suarez, già eroe contro l’Italia in semifinale, piazza il doppio che vale il 3-2 definitivo. Il glaciale Palencia difende il vantaggio e chiude la disputa: il Venezuela è campione.
Una storica vittoria, figlia di coraggio, strategia e talento, che segna un nuovo corso per il baseball venezuelano e lascia negli USA e negli appassionati un segno indelebile.
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