Butteroni: “Dobbiamo evitare gli errori mentali”

Giornata di riposo per la juniores; parla il coach di Grosseto

Viste le fatiche dei giorni scorsi (5 partite in tre giorni), lo staff di allenatori della nazionale juniores ha deciso di concedere ai giocatori un giorno di riposo; solo alcuni lanciatori hanno lavorato in mattinata con i pesi, sotto la guida del fisioterapista Stefano Canali e del pitching coach Claudio Scerrato.

Nel pomeriggio, la delegazione è stata ricevuta dal vice ambasciatore italiano Alessandro Cortese, che ha fatto gli auguri ai ragazzi ed ha ricevuto in regalo due palline firmate dalla squadra, oltre ad un gagliardetto.

Il giorno di riposo mi ha dato la possibilità di chiedere al coach azzurro Fabrizio Butteroni un parere sulla prestazione della squadra nella Capital Cup.
Fare un torneo come la Capital Cup, di avvicinamento al campionato mondiale, è sicuramente stata un’esperienza positiva – ha esordito Butteroni – anche perché ci ha messo a confronto subito con delle realtà diverse dalla nostra, il che ci servirà sicuramente per rendere meno traumatico l’impatto con il campionato mondiale. Tuttavia, le cinque partite in tre giorni sono dure da smaltire, vista la mancanza di abitudine dei nostri atleti
Chi ti ha impressionato più, dei nostri? Chi invece ti ha deluso?
Sapevamo già prima di partire quali erano i nostri punti di forza, cioè il monte e la difesa, che si sono dimostrati anche qua all’altezza della situazione; sapevamo che entrambi erano affidabili. In attacco sapevamo di avere dei problemi, dovuti soprattutto ad un problema di costituzione fisica dei nostri giocatori; non hanno molto, ma anche questo ce lo aspettavamo. La nostra difesa ha commesso degli errori solo nelle ultime due gare, proprio per il problema di cui ti parlavo prima, quello della stanchezza, non solo fisica ma anche mentale, di approccio alla partita
Come ti sono sembrati gli avversari da noi affrontati, rispetto a noi?
Gli Stati Uniti mi hanno impressionato forse più degli altri, perché hanno un lineup, come ci aspettavamo, estremamente potente; di lanciatori ne abbiamo visto solamente uno, quello che ha lanciato contro di noi, che tra l’altro era pienamente all’altezza della situazione. Col Canada è stata una partita finita 1-0, quindi una partita chiusa; sinceramente, il Canada è da rivedere, soprattutto in occasione di un campionato ad alto livello come dovrebbero disputare. Così anche l’Australia, per loro vale lo stesso discorso degli Stati Uniti; hanno un lineup forte, difesa buona. Delle tre, l’Australia è quella che mi è sembrata avere qualcosa in più
Dove pensi che potrà arrivare l’Italia ai mondiali?
Disputare un campionato mondiale juniores è difficile, in quanto come abbiamo visto il livello è altissimo; solamente, speriamo di fare il meglio possibile, soprattutto giocandoci la partita con tutte le altre, e, nei limiti del possibile, vincendo le partite che sono alla nostra portata. Non tutte le squadre sono come Corea o Stati Uniti, quindi dobbiamo cercare di giocarci tutte le partite come abbiamo fatto nella Capital Cup, con il 100{3decb56b0ef6f1aa74ecf1bd0c0a496dc3a3a0de6eec0053f0d2a2f170b196b8} di concentrazione, per evitare dei piccoli errori che poi ci costano caro come è successo con il Canada; errori soprattutto mentali

Informazioni su Matteo Gandini 704 Articoli
Giornalista pubblicista e collaboratore di Baseball.it dall’ottobre 2000, Matteo è un grande appassionato in genere di sport, soprattutto del mondo sportivo americano, che segue da 10 anni in modo maniacale attraverso giornali, radio, web e TV (è uno dei pochi fortunati in Italia a ricevere la mitica ESPN).Per Baseball.it ha iniziato seguendo le Majors americane. Ora, oltre ad essere co-responsabile della rubrica giornaliera sul baseball a stelle e striscie, si occupa di serie A2. Inoltre, nel 2002, per il sito e l’ufficio stampa FIBS ha seguito da inviato lo stage della nazionale P.O. in Florida, la Capital Cup e i mondiali juniores di Sherbrooke (Canada), il torneo di Legnano di softball, e la settimana di Messina, a cui ha partecipato anche la nazionale seniores azzurra. Nel 2003 è stato invece inviato agli Europei Juniores di Capelle (Olanda). Nel 2001 ha anche collaborato alla rivista “Tutto Baseball e Softball”.Per quanto riguarda il football americano, da 3 anni segue il campionato universitario e professionistico americano per Huddle.org, oltre ad essere un assiduo collaboratore alla rivista AF Post. Nel 2003 partecipa al progetto radio di NFLI, ed è radiocronista via web delle partite interne dei Frogs Legnano.Dopo aver collaborato per un periodo di tempo ai siti web Inside Basketball e Play it, nel 2001 ha seguito i campionati di basket americani (NBA e NCAA) per Telebasket.com, in lingua italiana e inglese. Ora segue la pallacanestro d’oltreoceano per Blackjesus.it.Più volte apparso come opinionista di sport americani a Rete Sport Magazine, trasmissione radiofonica romana, lavora stabilmente nella redazione di Datasport, dopo una breve esperienza in quella di Sportal.Nel 2003 ha lavorato anche per l’Ufficio Stampa delle gare di Coppa del Mondo di sci a Bormio.Ha 26 anni, è residente in provincia di Lecco e si è laureato in scienze politiche alla Statale di Milano. La sua tesi, ovviamente, è legata allo sport: il titolo è “L’integrazione dei neri nello sport USA”. Il suo sogno è dedicare tutta la vita al giornalismo sportivo, in particolare nel settore sport USA.

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