Bagialemani difende il "suo" Nettuno

Il manager della Danesi: "I playoff vanno conquistati senza parlare di concerti, anticipi e posticipi. Lo sport non è politica, è sudore. E gli arbitri a certi livelli devono essere più preparati degli atleti"

Troppe le polemiche che hanno avuto come protagonista la Danesi Nettuno nelle ultime settimane. Discussioni su date di concerti programmate nello stesso giorno del primo impegno nei playoff, opportunità di anticipare la partita al 2 agosto o di giocarla in un altro campo. Tante polemiche dimenticando che Nettuno il diritto di partecipare alla post-season se lo deve ancora guadagnare. Questo, in sintesi, il pensiero del manager Ruggero Bagialemani.
"La squadra andava isolata e protetta dalle chiacchiere – ha detto l'allenatore della Danesi – perché tutti hanno pensato di vendere la pelle dell'orso prima di averlo ucciso. Prima di discutere, i playoff vanno conquistati senza parlare di concerti, anticipi e posticipi. La squadra non doveva venire a conoscenza di tutto ciò fino a quando non si era certi della qualificazione. Lo sport non è politica, è sudore, fatica e lotta contro gli avversari. Dobbiamo solo cercare di aiutare la squadra in questo momento e non metterla in difficoltà".
Un pensiero chiaro volto a difendere la sua squadra e permettergli di affrontare con la massima serenità la trasferta a Novara, dove il Nettuno è chiamato a vincere per poter agguantare i playoff. Ma cosa pensa Bagialemani della stagione finora disputata?
"Abbiamo fatto un grandissimo lavoro e non possiamo buttare tutto all'aria. Certo abbiamo le nostre colpe, ma è tutto dovuto all'inesperienza e alla giovane età della squadra ed è qui che gli stranieri devono fare la differenza e trascinare il collettivo".
Bagialemani dedica un capitolo a parte agli arbitri: "Come a Rimini, in un momento cruciale della partita, è arrivata una decisione scandalosa. In gara-3, appena entrato Richetti c'è stata una volata con due uomini in base e l'uomo in prima è partito dieci metri prima di quando Sparagna ha preso la palla al volo. Abbiamo fatto gioco d'appello, ma niente. E' una cosa scandalosa e non mi stancherò mai di dire che gli arbitri a certi livelli e in partite così importanti devono essere più preparati degli atleti, perché anche un solo lancio può cambiare una stagione ed invece sabato sera non si sono dimostrati preparati in quell'azione decisiva".

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