Liverziani, Da Silva e Vasquez su tutti

Il "pagellone", giocatore per giocatore, delle prime due partite delle finali-scudetto 2009 tra Bologna e San Marino andate in scena al "Gianni Falchi"

Personaggi positivi, personaggi negativi. Chi ha fatto la differenza, chi ha deluso. Ecco, attraverso questo "pagellone", i più e i meno delle prime due sfide dell'Italian Baseball Series 2009. Cominciate, al "Falchi" di Bologna, all'insegna dell'equilibrio: 2-1 venerdì per i bolognesi della Fortitudo, 3-1 sabato per San Marino.

FORTITUDO UGF BANCA

8,5 a Claudio Liverziani (esterno destro). Impeccabile in difesa nelle sei volte che è stato coinvolto. E in attacco conferma il suo ottimo stato di salute, l'incisività e la continuità di rendimento che stanno caratterizzando l'eccellente stagione di questo veterano. Campione sempre affidabile. Talento, intelligenza e "mestiere" al servizio della Fortitudo. Chiude con 600 di average le prime due sfide dell'Italian Baseball Series 2009. Tre battute valide su cinque turni nel box, tre basi su ball conquistate, un punto battuto a casa, un solo strikeout subìto, un fuoricampo. Essenziale, concreto. Percentuale di arrivi in base 750. In gara1 comincia prendendosi un passaggio gratis in base e, dopo un out in prima, firma due singoli: particolarmente importante quello dell'ottavo inning perché è la battuta che toglie un mondo di certezze a Luis Ramirez (infelice rilievo di Estrada), aprendo la strada per il successo di Bologna. Liverziani, il sabato sera, comincia gara2 con un fuoricampo su Da Silva: gran legno a destra. Uno swing imperioso. Prodezza che porta la Fortitudo su una strada sicura, ma soltanto fino al terzo inning quando il San Marino pareggia (e successivamente andrà a vincere, crescendo e dimostrandosi alla distanza più consistente in battuta). Unico neo di Claudio quello strikeout al sesto inning di gara2, quando c'era Garabito in seconda e un solo out (però è giusto dare il dovuto merito a Tiago Da Silva, che s'è giocato Liverziani con grande abilità).
8 a Eddy Garabito (esterno centro). Quanta classe ed energia nel baseball di questo giocatore duttile, sempre prezioso. Con il ritorno di Infante lascia il ruolo di interbase, interpretato splendidamente per un mese, e riprende la sua posizione all' esterno centro e lì è davvero superlativo: ha gambe, intuito, riflessi, prese sicure. E un braccio per autentiche fucilate. Come quella che ha eliminato Albanese in terza base, al settimo inning di sabato: un out stretto stretto, contestato dal San Marino, ma resta comunque l'immagine d'una magìa. E, sempre in gara2, Garabito si è prodotto in due interventi spettacolari su battute velenosissime di Suardi al 3° e di Sheldon al 4°. Complessivamente, ha battuto 375 nelle prime due partite (3 su 8), 7 out realizzati e 2 assistenze all'esterno centro. Nessun errore.
8 a Jesus Matos. Venerdì il dominicano della Fortitudo ha rivaleggiato in bravura con Horacio Estrada, l'ex-majorleaguer autore di un grande campionato e fondamentale per lo scudetto vinto l'anno scorso dalla squadra del Titano. Orgoglioso e concentratissimo, Matos. Interprete d'una prestazione lineare, incisiva, intelligente, di notevole spessore tecnico: 7 riprese lanciate, 8 strikeout, 1 bb, 2 bvc (sì, appena 2 valide concesse in sette inning ad un lineup pericoloso e potente come quello del San Marino!), 1.29 di "era".
8 a Victor Moreno. Lanciatore. E' il rilievo di Matos, e risulta anche dal punto di vista statistico il pitcher vincente di gara1. Perché c'è lui sul monte quando la Fortitudo spezza l'equilibrio e la vince. Conferma d'essere un pitcher di un'altra dimensione: carisma, controllo, sapienza, saldezza di nervi. Due inning, quattro strikeout. Non lascia neppure le briciole a battitori che affronta. Ovviamente, zero di media-PGL.
7 a Alessandro Ularetti. Lanciatore. Lo staff tecnico della Fortitudo lo inserisce dopo che Norrito ha già fatto la frittata (mai che sia stata data la precedenza al ragazzo di Latina, neanche durante la regular season dove "Ula" è stato poco coinvolto). Difficile, per chi gioca poco, migliorare e crescere. Sabato, comunque, Ularetti ha fatto vedere che su di lui bisogna credere e lavorare. Bravo, davvero bravo, nel suo 1.2 rl, 1 strikeout, una valida concessa. Nessuna base su ball, che per Ularetti è già importante. Gli fosse stato dato più spazio durante la regular season, avrebbe acquisito una maggior confidenza con il monte e con la massima serie. E ora la Fortitudo avrebbe un lanciatore ancor più affidabile.
7 a Yulman Ribeiro. lanciatore partente in gara2. Chissenefrega se statisticamente risulta il pitcher perdente. Ha lanciato con sicurezza, con controllo, con apprezzabile applicazione mentale. E' stato bravo (6 inning, 6 strikeout, 2 basi su ball, cinque valide concesse), anche se meno bravo di Da Silva. Ma Da Silva è un prodigio.
6 a Pablo Angrisano. Catcher. Merita la sufficienza per il "colpo vincente" di gara uno: autore della battuta valida decisiva, a destra, nell'ottavo inning per il 2-1 d Bologna. Ma è stata anche l'unica valida dell'italoargentino in due partite (125 di average). Merita comunque la sufficienza anche per il duro lavoro sostenuto in difesa, dietro il piatto di casabase.
5,5 a Richard Austin. Il bomber della Fortitudo, il più grande produttore di "punti battuti a casa" del round robin, non ha visto la luce – nel box di battuta – in quest'inizio di finali. Prigioniero dei pitchers avversari e delle strategie del San Marino. L'hanno giocato sporco e Austin non ha raccolto quasi nulla: 1 su 7 (MB 143 e neanche un punto battuto a casa, anzi 2 volte strikeout). L'americanone e Angrisano, cioè i numeri 4 e 5 dell'ordine di battuta, hanno collezionato un magro 0 su 8 nella seconda partita. Austin si è parzialmente riscattato con una difesa sempre attenta e sicura, a guardia della prima base (9 po, 4 assistenze).
5,5 a Giovanni Pantaleoni. Impalpabile in battuta: 0 su 4. Più un bunt di sacrificio e una base su ball. Ed è stata proprio molto preziosa quella sua base su ball con la quale s'è aperto venerdì notte l'ottavo attacco della rimonta-Fortitudo. Inoltre, la consueta abilità del "Panta" in difesa: 3 po, 3 a, 0 e.
5 a Juan Carlos Infante. Interbase. Fermo da un mese per un brutto infortunio, non si poteva da lui pretendere di più. Senza ritmo, senza incisività. Media battuta 143 (1 su 7), in difesa 2 assistenze e 1 errore. Pallido. Ma era normale. L'importante è aver potuto riprendere confidenza con il campo. Verrà utile nelle prossime gare.
5 a Lele Frignani. Il capitano della Fortitudo, utilizzato da battitore designato al posto dell'ammaccato Stocco, ci mette tanto cuore. Ma poche soddisfazioni per lui: 1 su 6 (MB 167).
4,5 a Stefano Landuzzi, esterno sinistro: 0 su 5 nel box, più una base su ball. Due out confezionati all'esterno sinistro. Anonimo.
4,5 a Joe Mazzuca, seconda base. Mi dispiace tremendamente dare un votaccio ad un giocatore che apprezzo tanto, ma è evidente che da Mazzuca ci si aspetti una espressione tecnica di ben altra consistenza. Non fa più la differenza. E così da un mese. Fuori forma. Colpa del caldo? Il periodo-no nel box di battuta prosegue: 2 su 8 (MB 250, nessuna extrabase), quattro volte strikeout. Impreciso anche in difesa (2 errori). A questa Fortitudo sta mancando il "vero" Mazzuca. Tornera?
4 a Giuseppe Norrito. Gran brutto rilievo, quello dell'italoamericano. Sbaglia innanzitutto chi lo inserisce in partita con due corridori sulle basi (considerando che Norrito fatica, normalmente, a reggere la pressione e questa scelta lo ha sicuramente messo in difficoltà), e sbaglia lui perché lancia davvero male: 1.1 rl, 1 k, 2 bb, 1 ibb, 2 bvc. Un solo pgl perché uno finisce sul conto di Ribeiro. Fa perdere la partita al compagno di squadra.
Alaimo sv. Il giovane backup del diamante vede il campo per un fuggente turno alla battuta. E stop. E' il destino dei giovani, in Fortitudo.

T&A SAN MARINO

8,5 a Willi Vasquez. Esterno sinistro e battitore-principe del gruppo di Doriano Bindi. Col bastone fra le mani fa sempre qualcosa di utile, o comunque fa sempre paura. Giocatore importantissimo, Vasquez. Incubo dei lanciatori. Se sbagli un lancio, lui ti castiga. E' inevitabile. Average di 375 (3 su 8), che si trasforma in un notevole 750 di percentuale-slugging. E' il re dei "doppi": ne ha fabbricati 3 nelle prime due sfide delle finali-scudetto. Se continua così…
8,5 a Tiago Da Silva. Lanciatore vincente in gara2. Un partitone sotto gli occhi di Marco Mazzieri, lo skipper della Nazionale che così può un poco sorridere dopo aver saputo (immaginatevi l'arrabbiatura…) che ai Mondiali non avrà Liddi né Alessandro Maestri. Ma su Da Silva sì, sul giovane italobrasiliano Mazzieri potrà farci affidamento. Totale affidamento. Come manager Bindi in queste finali. In cima al Titano dovrebbero fare un monumento a chi ha portato Da Silva lassù (ricordo che, fino al 2007, giocava interbase in serie A2). Bravi i tecnici che hanno lavorato per la sua crescita e valorizzazione come lanciatore. E bravissimo lui, Tiago, per il carattere che ha. Per come si applica. Per la forte personalità che porta sul monte. Lanciatore atipico con quel suo caricamento "particolare". Soprattutto, lanciatore imprevedibile (agli occhi dei battitori) per la capacità di mescolare i lanci e l'abilità di lanciare con tre angolazioni diverse del braccio. Le sue palline si muovono tantissimo, ingannando spesso i battitori. Vince gara2 con una prestazione intelligente, di grande solidità mentale: 6.2 rl, 5 k, 1 bb, 4 bvc. E 1 solo punto concesso.
8 a Horacio Estrada. Il "signore del monte". Gran maestro del controllo. Lancia sette inning in maniera splendida. L'ottava ripresa non doveva cominciarla, aveva già dato tutto, la base su ball di Pantaleoni e il singolo di Garabito potevano essergli risparmiati. Ramirez, poi, gli ha rovinato la serata. Così Estrada ora si porta dietro un 2.57 di media-pgl che è ingeneroso, e che non rispecchia assolutamente la grande qualità della sua partita. Malgrado l'ottavo inning, i "numeri" del pitcher venezuelano restano buoni: 7 strikeout, 3 basi su ball, 5 valide. Sono parecchi i 123 lanci, doveva farne qualcuno in meno.
7 a Simone Albanese. Catcher in gara1 e pinch-runner in gara2. Il nettunese è molto cresciuto sul Titano, maturato, ora è importante realtà. Buon 333 di media-battuta nelle prime due partite.
7 a Ulrich Snijders. L'olandesone delle Antille si alterna con Albanese nella posizione dietro il piatto. Fa bene il suo lavoro. Soprattutto apre la strada al successo di San Marino sabato notte con quell'imperioso doppio a sinistra. Unico lampo della sua prestazione offensiva (1 su 4), ma un lampo che lascia il segno.
6,5 a Seth La Fera. Interbase. Colonna della difesa sammarinese. Un lavoro intenso, superlativo, impeccabile da interbase, coprendo una vasta zona e respingendo gli assalti di Bologna. Talmente bravo in difesa (4 po, 9 a, nessun errore) da meritare una piena sufficienza malgrado il modestissimo 111 di media-battuta (1 su 9).
5,5 a Riccardo Suardi. Male nel box: average 167 (1 su 6, tre volte strikeout). Gli regaliamo un mezzo voto in più per quella bellissima presa, a destra, su gran battuta di Angrisano nell'ultimo disperato attacco della Fortitudo sabato notte.
5 a David Sheldon. Terza base. Lo so, un giocatore con la passione e la professionalità di Sheldon non meriterebbe mai una insufficienza. Ma credo che David sia il primo ad ammettere di non essersi espresso come sa e come può in gara1 e in gara2. Average 143 (1 su 7) e anche – clamoroso per il miglior terza base del campionato – 2 errori difensivi.
4,5 a Dean Rovinelli. Dino, il lungo, resta a mani vuote. Non firma neppure un singolino. Chiude malinconicamente con 0 su 5, e 2 K subìti. Veniva da un infortunio e da uno stop. Deve recuperare ritmo. E' uomo di potenza, non di media. Uno come lui può risorgere in qualunque momento: l'anno scorso, nelle serie finali, fabbricò 4 fuoricampo…
5 a Max De Biase. Una partita da dh e una in prima base. Pulita la parte difensiva. In attacco, chi l'ha visto? Fuori forma e anche un po' nervoso (o innervosito). Non ha giocato da De Biase: 1 su 6, average 167. Però l'omone del Titano è orgoglioso, non ci sta a far queste figure, un anno fa si guadagnò l'MVP della serie finale. Vien da pensare che la sua mazza potrebbe riprendere fuoco…
4,5 a Ardley Jansen. Ha preso il posto dell'infortunato Duran e all'esterno centro ha fatto il compitino per bene. Un disastro, invece, in battuta: 0 su 7, finendo tre volte strikeout.
4,5 a Luis Ramirez. Infelice, decisamente infelice il suo rilievo. Tira forte, è un pitcher da 92 miglia. Ma sotto pressione (o se viene messo sotto pressione) tende a perdere sicurezza e controllo. E' proprio quel che gli è capitato nel momento clou di gara1, quando San Marino pensava di avere già la partita saldamente nelle mani e invece la ribellione della Fortitudo ha trovato in Ramirez un alleato.

Informazioni su Maurizio Roveri 192 Articoli
Maurizio Roveri, giornalista professionista, è nato il 26 novembre 1949. Redattore di Stadio dal 1974, e successivamente del Corriere dello Sport-Stadio, fino al gennaio 2004. Iscritto nell'Albo dei giornalisti professionisti dal luglio 1977. Responsabile del basket nella redazione di Bologna, e anche del pugilato. Caporubrica al Corriere dello Sport-Stadio del baseball, sport seguito fin dal 1969 come collaboratore di Stadio. Inviato ai campionati mondiali di baseball del 1972 in Nicaragua, del 1988 in varie città d'Italia, del 1990 a Edmonton in Canada, del 1998 in Italia, nonché alle Universiadi di Torino del 1970 e ai campionati Europei del 1971, del 1987, del 1989, del 1991, del 1999. Dal 2004 al 2007 collaboratore del quotidiano "Il Domani di Bologna" per baseball, pugilato, pallavolo.  

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