Rapuano e l'arte di arbitrare

Interessante incontro a Jupiter con il celebre ufficiale di gara di Major League

Durante la permanenza a Jupiter gli azzurri hanno ricevuto la gradita visita di Ed Rapuano, uno degli arbitri che hanno diretto le “World Series” 2003.
Dopo aver salutato gli azzurri e in particolare il manager Giampiero Faraone, Rapuano si è intrattenuto con noi per qualche minuto.

“Le World Series di quest'anno non sono state una novità per me. Ero stato designato anche per le finali del 2001. Quest'anno ho fatto il capo in gara 4, mentre nel 2001 lo avevo fatto in gara 5”.
A 46 anni Rapuano può essere considerato un arbitro esperto: “In effetti ho ormai 15 anni di carriera come arbitro professionista”.
Si tratta di una carriera anche redditizia. Un arbitro di manager parte da un compenso di circa 80.000 dollari a stagione e può arrivare a guadagnare 320.000 dollari a campionato.

“Si tratta comunque di una vita dura. Una rbitro di Grande Lega lascia la famiglia per 8 mesi all'anno e ha solo 4 vacanze di una settimana l'una durante la stagione”.
Come ci si sente a prendere decisioni ad ogni lancio davanti a stadi pieni di gente? “E' difficile. C'è in effetti grande pressione, ma questo è dovuto più alla presenza della televisione che non al pubblico presente allo stadio”.
In che senso? “La televisione ha telecamere che ci marcano stretti. I replay mostrano impietosamente gli errori e questo ci obbliga a tenere standard di rendimento molto elevati. Come se non bastasse, dobbiamo stare attenti a come ci vestiamo, a come ci muoviamo, a come reagiamo alle proteste e a quel che diciamo”.

Ed Rapuano è di origine italiana: “Mia mamma è nata a Campobasso e da 30 anni non torna nel suo paese. Io non ho mai visto l'Italia…anzi, ammetto di non avere nemmeno bene idea di dove si trovi Campobasso. Spero ci vedremo presto nel vostro paese”.

Per Rapuano è ora di congedarsi. Sale su un cart da golf e torna al campo principale. Anche gli arbitri sono in “Spring Training”.

Informazioni su Riccardo Schiroli 1199 Articoli
Nato nel 1963, Riccardo Schiroli è giornalista professionista dal 2000. E' nato a Parma, dove tutt'ora vive, da un padre originario di Nettuno. Con questa premessa, non poteva che avvicinarsi alla professione che attraverso il baseball. Dal 1984 inizia a collaborare a Radio Emilia di Parma, poi passa alla neonata Onda Emilia. Cresce assieme alla radio, della quale diventa responsabile dei servizi sportivi 5 anni dopo e dei servizi giornalistici nel 1994. Collabora a Tuttobaseball, alla Gazzetta di Parma e a La Tribuna di Parma. Nel 1996 diventa redattore capo del TG di Teleducato e nel 2000 viene incaricato di fondare la televisione gemella a Piacenza. Durante la presentazione del campionato di baseball 2000 a Milano, incontra Alessandro Labanti e scopre le potenzialità del web. Inizia di lì a poco la travolgente avventura di Baseball.it. Inizia anche una collaborazione con la rivista Baseball America. Nell'autunno del 2001 conosce Riccardo Fraccari, futuro presidente della FIBS. Nel gennaio del 2002 è chiamato a far parte, assieme a Maurizio Caldarelli, dell'Ufficio Stampa FIBS. Inizia un'avventura che si concluderà nel 2016 e che lo porterà a ricoprire il ruolo di responsabile comunicazione FIBS e di presidente della Commissione Media della Confederazione Europea (CEB). Ha collaborato alle telecronache di baseball e softball di Rai Sport dal 2010 al 2016. Per la FIBS ha coordinato la pubblicazione di ‘Un Diamante Azzurro’, libro sulla storia del baseball e del softball in Italia, l’instant book sul Mondiale 2009, la pubblicazione sui 10 anni dell’Accademia di Tirrenia e la biografia di Bruno Beneck a 100 anni dalla nascita. Dopo essere stato consulente dal 2009 al 2013 della Federazione Internazionale Baseball (IBAF), dal giugno 2017 è parte del Dipartimento Media della Confederazione Mondiale Baseball Softball (WBSC). Per IBAF e WBSC ha curato le due edizioni (2011, 2018) di "The Game We Love", la storia del baseball e del softball internazionali.

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