Faraone: “Sono al lavoro per costruire un gruppo”

Dagli Stati Uniti il manager della nazionale maggiore indica gli obbiettivi della trasferta in Florida

Giampiero Faraone mi osserva attento, quando gli chiedo che scopo ha la trasferta.
Raccoglie le idee e poi risponde: Io e il mio staff stiamo lavorando per il 2003. Quindi, vogliamo dare un’occhiata a ragazzi che possono far parte della squadra che cercherà di qualificarsi per le Olimpiadi.
Possiamo quindi dire che questa è una nazionale sperimentale? Certamente sì. Così si spiega la presenza di tanti giovani. Va detto anche che qualche rinuncia l’abbiamo avuta, qualcun altro non abbiamo bisogno di vederlo a questo punto della stagione.
Insomma, il gruppo è in alto mare… Mi fa piacere sentire la parola ‘gruppo’. E’ il primo obbiettivo che io e il mio staff abbiamo: formare un gruppo. Intanto, prendiamo atto del fatto che questa trasferta fa bene al baseball italiano. Aiuta a dare fiducia e obbiettivi a questi ragazzi. Speriamo che li aiuti ad avere fiducia anche un maggiore utilizzo in campionato, ma questo non dipende da me.

Parliamo nei dettagli. Convocherai gli italiani che giocano in America? Anche questo non dipende da me. Se sono sotto contratto, dobbiamo ottenere il permesso delle società per cui giocano.
Siamo alla parola magica: ‘oriundi”… Io non ho preclusioni, verso gli italiani residenti all’estero. Diciamo che non aveva senso convocarne qui. Piuttosto, aspetto le indicazioni del campionato, perfettamente consapevole che sul monte di lancio abbiamo bisogno di rinforzi.
Al contrario del settore interni, mai così coperto…Ma stiamo bene anche come esterni…onestamente, in battuta e difesa non mi lamento. Mi sento coperto.
Il ruolo di esterno centro non offre molte alternative a De Franceschi… Forse no, ma finchè De Franceschi fisicamente sta come un ragazzino e ha anche l’entusiasmo di un ragazzino, non mi preoccupo.
Dietro casa base? Sotto osservazione ho Landuzzi e Malagoli che sono qui, ma anche Baldacci e Gasparri. Anche in questo ruolo l’esperienza di un italiano residente all’estero potrebbe far comodo.

Dando un’occhiata in prospettiva, con un posto solo per le Olimpiadi qualificarsi sarà dura… E’ sempre più difficile….
Anche perché l’Olanda, oggi, ci è superiore… In linea di massima, l’Olanda ci è storicamente superiore. Ma facendo gruppo e con la volontà siamo riusciti a batterla, in passato. Ricordo Parigi nel 1997, ad esempio. Il nostro obbiettivo, mi ripeto, è questo: creare un gruppo che voglia fortemente la qualificazione.

Informazioni su Riccardo Schiroli 1195 Articoli
Nato nel 1963, Riccardo Schiroli è giornalista professionista dal 2000. E' nato a Parma, dove tutt'ora vive, da un padre originario di Nettuno. Con questa premessa, non poteva che avvicinarsi alla professione che attraverso il baseball. Dal 1984 inizia a collaborare a Radio Emilia di Parma, poi passa alla neonata Onda Emilia. Cresce assieme alla radio, della quale diventa responsabile dei servizi sportivi 5 anni dopo e dei servizi giornalistici nel 1994. Collabora a Tuttobaseball, alla Gazzetta di Parma e a La Tribuna di Parma. Nel 1996 diventa redattore capo del TG di Teleducato e nel 2000 viene incaricato di fondare la televisione gemella a Piacenza. Durante la presentazione del campionato di baseball 2000 a Milano, incontra Alessandro Labanti e scopre le potenzialità del web. Inizia di lì a poco la travolgente avventura di Baseball.it. Inizia anche una collaborazione con la rivista Baseball America. Nell'autunno del 2001 conosce Riccardo Fraccari, futuro presidente della FIBS. Nel gennaio del 2002 è chiamato a far parte, assieme a Maurizio Caldarelli, dell'Ufficio Stampa FIBS. Inizia un'avventura che si concluderà nel 2016 e che lo porterà a ricoprire il ruolo di responsabile comunicazione FIBS e di presidente della Commissione Media della Confederazione Europea (CEB). Ha collaborato alle telecronache di baseball e softball di Rai Sport dal 2010 al 2016. Per la FIBS ha coordinato la pubblicazione di ‘Un Diamante Azzurro’, libro sulla storia del baseball e del softball in Italia, l’instant book sul Mondiale 2009, la pubblicazione sui 10 anni dell’Accademia di Tirrenia e la biografia di Bruno Beneck a 100 anni dalla nascita. Dopo essere stato consulente dal 2009 al 2013 della Federazione Internazionale Baseball (IBAF), dal giugno 2017 è parte del Dipartimento Media della Confederazione Mondiale Baseball Softball (WBSC). Per IBAF e WBSC ha curato le due edizioni (2011, 2018) di "The Game We Love", la storia del baseball e del softball internazionali.

Commenta per primo

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.