Parma riapre la finale scudetto

Questa volta il big inning è favorevole ai campioni d’Italia: 7 punti alla sesta ripresa con San Marino sorpassato e sconfitto

Riccardo Flisi segna il sesto punto del Parma Clima (foto Corrado Benedetti)

E’ la finale dei big inning. Quello da 10 punti al 2° di fatto ha deciso la prima partita a favore di San Marino, quello da 5 punti al 9° sempre per i titani ha portato la serie sul 2-0, quello di stasera al Cavalli, il 6° da 7 punti, ha consentito al Parma Clima di riaprire le Italian Baseball Series (8-4). Che a un certo punto sembravano aver decisamente preso la strada del Titano. Chi diceva che la doppia espulsione di giovedì sera nell’immediato aveva penalizzato Parma (fuori Scotti) ma per garatre poteva penalizzare San Marino (fuori Angulo), beh aveva visto giusto e più avanti si scoprirà il perché.

Un singolo di Pieternella e uno di Di Fabio di qua, uno di Concepcion e un altro di Mineo di là sono squilli sporadici che non fanno neppure il solletico a Casanova e Lage che viaggiano come due treni nelle prime quattro riprese e in coppia collezionano 8 strike-out. Poi la partita si stappa all’improvviso al quinto inning. Il solito, caldissimo Pieternella apre con una valida, Bindi opta per il bunt di Celli, sull’innocua battuta di Di Raffaele, Concepcion assiste male ad Ascanio, sull’azione Pieternella corre verso la terza, l’impatto con Concepcion è violento, ha la peggio il “designato” di San Marino che deve lasciare il campo a braccia, anche se viene considerata l’ostruzione e quindi San Marino passa in vantaggio. Batte valido anche Di Fabio e arriva il 2-0. Ma i titani non battono il ferro finchè è caldo e Casanova si salva. Ah, da segnalare un paio di “topiche” colossali degli arbitri salvati dal Var.

Al sesto cambia tutto. Lage comincia a dare segnali di calo, subisce il singolo di Gonzalez, concede la base a Geraldo e la valida di Concepcion dimezza le distanze. Sul monte entra Leal e soprattutto comincia un’altra partita. Mineo “accetta” il bunt, poi il rilievo di San Marino è glaciale su Astorri ed ecco la battuta che decide garatre: Battioni alza un fly dietro la prima base, ci vanno in tre, Di Raffaele non trattiene la palla (giudicato addirittura doppio con grande regalo dei classificatori…), Parma sorpassa, ma è solo l’inizio. Flisi tocca verso Marlin che fa una gran giocata, anche in questo caso il terzo out sembra fatto, invece Helder non la raccoglie e Parma sale 5-2. Il folto e rumoroso pubblico ci crede, la squadra di Saccardi ancor di più e a differenza di San Marino che si scioglie all’improvviso, i campioni d’Italia lo battono ancora il ferro: la valida di Gonzalez (che se ne fa due in un solo inning) e l’errore di rilancio di Celli portano il risultato sul 7-2.

Curioso: Parma chiude con 9 valide, 5 nel sesto inning, 4 negli altri sette. A questo punto Saccardi preferisce non sprecare nessun pitcher della sua rotazione pensando logicamente a garacinque. L’intenzione sarebbe andare con Casanova fino alla fine, ma dopo 104 lanci e il fuoricampo da due punti di Diaz in apertura di nono inning, il cambio è inevitabile, con standing ovation del Cavalli e l’agevole chiusura di Kourtis. Lo stesso ragionamento lo fa Bindi che preserva Leal e soprattutto Mendez. Se sarà scudetto di San Marino o ci sarà la bella lo scopriremo dopo la partita riservata ai pitcher italiani, sul monte Bocchi contro Palumbo.

Informazioni su Carlo Ravegnani 325 Articoli
Carlo Ravegnani, nato a Rimini il 31 gennaio del 1968, ha iniziato la carriera giornalistica a 20 anni nell'allora Gazzetta di Rimini, "sostituita" dal 1993 dall'attuale Corriere Romagna dove lavora come redattore sportivo. Collaboratore per la zona di Rimini del Corriere dello Sport-Stadio, il baseball è stata una componente fondamentale nella sua vita: dapprima tifoso sugli spalti dello Stadio dei Pirati poi giocatore nel mitico Parco Marecchia e poi nel Rimini 86, società che ha fondato assieme a un gruppo di irriducibili amici. Quindi giornalista del batti e corri sulla propria testata e alcune saltuarie collaborazioni con riviste specializzate oltre che radiocronista delle partite dei Pirati assieme all'amico e collega Andrea Perari. Negli ultimi anni è iniziata anche la carriera dirigenziale, con la presidenza (dal 2014) dei Falcons Torre Pedrera. La passione è stata tramandata al figlio Riccardo che gioca lanciatore e prima base negli stessi Falcons.

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