Major league, nuovo incontro tra proprietari e giocatori. Intesa difficile

Domani incontro importante per dipanare la matassa sul rinnovo di contratto. Verranno affrontati temi importanti come l’estensione delle post-season e le modalità di accesso ai free-agent

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Robe Manfred, Commissioner della Major League
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Sono passati ormai due settimana dall’istituzione del lock-out che di fatto ha bloccato la maggior parte delle attività legate alle post-season della MLB e di concreti passi avanti non se ne sono visti. Secondo il Commissioner della Lega, Rob Manfred, e la totalità dei proprietari, questo blocco avrebbe dovuto imprimere una accelerata alle trattative, ma in realtà queste sembrano assolutamente impantanate. Sembra ormai certo, come riporta Evan Drellich dell’Athletic, che le controparti non dovrebbero discutere la struttura economica del contratto almeno fino al prossimo gennaio, tuttavia la buona notizia è che la Player Association ed i proprietari sono rimasti in contatto ed hanno avviato il confronto su altre questioni, comunque strettamente connesse a quella economica, e che domani dovrebbero incontrarsi per un primo concreto passo avanti.

Gli argomenti sul tavolo saranno l’espansione dei playoff, la tassa sull’equilibrio competitivo e  i tempi di servizio di un giocatore prima di accedere alla lista “free-agent”. Tre aree comunque non semplici da appianare viste le divergenze fin qui maturate. sono tra le aree di importazione per entrambe le parti che potrebbero essere difficili da appianare.

Partendo dall’ultimo argomento, ad oggi l’iter per la determinazione per l’accesso alla lista “free agent” ed all’arbitrato vede la MLB Players Association spingere per una revisione del sistema esistente per ottenere più soldi ai giocatori all’inizio della loro carriera, mentre la MLB, che aveva proposto una riforma che allungava i tempi di accesso dei giocatori, vorrebbe per lo meno mantenere lo status quo. Con l’attuale struttura, i giocatori diventano “free-agent” dopo sei stagioni complete in MLB. La maggior parte gioca le prime tre stagioni con stipendi intorno alla fascia più bassa, raggiungendo l’arbitrato dopo tre anni.

L’ampliamento delle post-season è un altro tema “caldo”, molto più importante di quello che potrebbe sembrare, tanto da risultare come una delle questioni chiave per la Lega da un po’ di tempo. Più squadre ai playoff significano semplicemente partite che la MLB può offrire ai partner televisivi, che si sono dimostrati estremamente redditizi per la lega negli ultimi anni. In base ai precedenti accordi collettivi, le entrate prodotti dalla trasmissione in TV delle post-season sono esclusivamente appannaggio della Lega. La creazione di turni aggiuntivi da vendere ai broadcast equivarrebbe per la Lega ed i suoi proprietari una vera manna.

Il test lanciato durante il Covid, con la stagione 2020 ridotta ed i play-off allargati a 16 squadre ha tracciato un solco. Vero, era un accordo una tantum, ma il commissario Rob Manfred ha espresso pubblicamente il suo sostegno per un’espansione permanente dei playoff più volte già nel corso dello scorso anno. Secondo Manfred è 14 il numero ideale per le post-season, ed ovviamente l’argomento è stato tra i primi emersi già dalle prime battute negli incontri tra MLB e Player Association.

L’idea sarebbe quella di far accedere sette squadre di postseason di ciascuna delle Leghe: oltre ai vincitori delle tre Division, verrebbero inclusi quattro club di Wild Card. La squadra con il miglior record in ogni campionato salterebbe il primo turno, mentre le restanti sei squadre in ogni campionato parteciperebbero a una serie da tre di Wild Card. Un altro scenario propone la scelta delle avversarie al primo turno delle Wild Card. In pratica le tre vincitrici delle Division di ciascuna Lega, andrebbero a scegliersi le avversarie del primo turno. Il turino di scelta verrebbe determinato dal miglior record in stagione regolare, pertanto la squadra con più vittorie avrebbe la prima scelta e via cosi.

Le reticenze della Player Association sull’espansione delle post-season nascono dal timore che aumentando i posti ai play-off le società abbassino la qualità dei loro roster. Le serie di playoff in MLB sono meno prevedibili di quanto non lo siano in leghe come NBA e NFL, e questa tendenza è stata rafforzata nel 2021 quando la squadra di playoff con il peggior record in stagione regolare (i Braves) ha vinto le World Series. Sulla base di questo alto livello di imprevedibilità, molte squadre potrebbero “accontentarsi” di fare un campionato che consenta di accedere alla fase finale anche dalle posizioni più basse e semplicemente sperare in un miracolo una volta lì. Abbassare l’asticella porterebbe ad un minor investimento sui giocatori e di conseguenza contratti più bassi, un’ovvia preoccupazione per il sindacato dei giocatori. Secondo la MLB invece questo allargamento accrescerebbe il desiderio di migliorare tra i club di fascia media, che si troverebbero ad investire di più per vincere visto che proprio quella imprevedibilità dei play-off offre alle squadre con roster “nella media” o leggermente al di sopra della media, l’opportunità di intraprendere una lunga corsa ai playoff.

Nonostante i dubbi comunque il Sindacato dei giocatori ha messo sul piatto una controproposta per una espansione a 12 squadre. Non si conoscono molti dettagli sulle modalità di sviluppo di questa proposta di post-season, ma quello che sembra certo è che comporterebbe una ristrutturazione significativa del campionato con la modifica delle Leghe che passerebbero da tre a due Division ciascuna (una contenente otto club, ed una sette).

Stando così le cose, una delle poche certezze in questo periodo così fluido è che comunque vada il prossimo campionato vedrà una nuova struttura di post-season, ampliata rispetto alle precedenti versioni. Cosa peraltro che vede i favori della maggior parte dei tifosi. I puristi storcono il naso e prevedono un abbassamento del record di stagione regolare per una franchigia che poi vincerà le World Series (attualmente sono i Cardinals del 2006 che in campionato avevano registrato 83 vittorie e 78 sconfitte), ma è chiaro che un ampliamento della formula di play-off significa che più squadre rimangono in lizza per il titolo e ciò manterrà più tifosi coinvolti nella lotta alle post-season fino a settembre.

Temi molto complessi come abbiamo visto, nonostante la parte economica di base al momento resti esclusa dalla contrattazione. Il fatto che quella parte ormai verrà discussa a gennaio ci dà contezza che i tempi di risoluzione della controversia non saranno comunque brevi e che il blocco non ha messo poi quella pressione per cui è stato istituito.

Informazioni su Andrea Tolla 532 Articoli
Nato a Roma nel 1971, Andrea è padre di 3 figli, Valerio, Christian e Giulia. Collabora con il quotidiano Il Romanista dove si occupa, tra le altre cose di baseball e football americano. Appassionato di sport in genere collabora anche con il mensile Tutto Bici e con il quotidiano statunitense in lingua italiana America Oggi. Ex-addetto stampa della Roma Baseball, cura una rubrica di baseball all'interno di una trasmissione sportiva di un'emiitente radiofonica romana.