Colabello sceglie San Marino

Chris tesserato dalla T&A: se non riceverà offerte importanti negli Usa, a maggio giocherà nel campionato italiano

Colabello? Un cognome che per diversi anni è stato associato alle fortune del Baseball Rimini, a cavallo degli anni ‘80. Lou, pitcher mancino, è stato uno dei lanciatori più "puliti" che si siano visti in Italia, uno di quelli che potevano lanciare dai 18 metri o portare la pallina direttamente nel guanto del catcher e la differenza non si vedeva tanta era la precisione. Terminata la parentesi da giocatore, Lou torna in Italia e viene chiamato ad allenare San Marino, quando il baseball sul Titano non era certo ai livelli attuali.
Poi cambia sport, segue Giorgio Corbelli, ex spalla di Rino Zangheri nella dirigenza dei Pirati, che con la sua Telemarket era patron del basket a Forlì. Colabello fa da team manager nella squadra dove giocava il grande Darryl Dawkins. Poi il ritorno, definitivo negli States.
Intanto un giovane Chris Colabello (che ha compiuto 34 anni lo scorso ottobre) muove i suoi primi passi nel settore giovanile del Baseball Rimini, vincendo anche un titolo nazionale Ragazzi. Negli Usa termina gli studi, poi comincia una lunga carriera nell'Indipendent League. E' dura sfondare, anche se comincia la scalata fino al Triplo A.
Però Rino Zangheri, con la sua lungimiranza, decide di forzare i tempi e provare il colpaccio, gli manda a casa un contratto per giocare con i Pirati. Chris ci pensa su, la proposta lo interessa, chiede qualche settimana di tempo. Non sa ancora che la sua carriera sta per svoltare. Nel maggio 2013 infatti i Twins lo promuovono in Major, a luglio batte il suo primo homer, decisivo, al 13° inning, a settembre il suo primo grande slam. Poi va a Toronto dove diventa una validissima spalla del trio delle meraviglie "back to back" dei Blue Jays.
La stagione successiva dovrebbe essere quella della conferma, ma una buccia di banana è lì ad aspettarlo: squalifica per abuso di sostanze vietate, salta metà stagione e qualcosa comincia a scricchiolare. Nel 2017 ci riprova agli Indians, chiude l'annata in Triplo ma non è soddisfatto.
Intanto in Italia è tempo di cambiamenti e mentre a Rimini c'è il passaggio di testimone al vertice della società, a San Marino cambia la guida tecnica con la promozione di Mario Chiarini. La dirigenza della T&A si muove a fari spenti ma affonda: riporta in Italia un pitcher come Alessandro Maestri e poi prova il colpaccio. Lo stesso Chiarini contatta Colabello, amico da tanti anni, sonda il terreno, capisce che si può fare. La trattativa la porta avanti Mauro Mazzotti e Colabello dà l'ok per il tesseramento alla T&A. Quindi vedremo Colabello nel campionato italiano? Possibile. Logicamente bisognerà aspettare ancora un po' di tempo.
"Chris non ha ancora chiuso la porta alla sua avventura nel baseball americano – sottolinea il giemme della T&A, Mauro Mazzotti – ma in questo momento è ancora free agent. La nostra proposta gli è piaciuta, è già importante che abbia voluto dare fiducia a San Marino, non gli abbiamo messo assolutamente fretta. Lui si sta guardando attorno, se non dovesse arrivare una proposta interessante, una di quelle offerte che valgano veramente la pena, Colabello verrà a giocare da noi, forse anche per ritrovare un po' di entusiasmo. Diciamo che ci siamo dati come termine ultimo la metà di maggio".

Informazioni su Carlo Ravegnani 230 Articoli
Carlo Ravegnani, nato a Rimini il 31 gennaio del 1968, ha iniziato la carriera giornalistica a 20 anni nell'allora Gazzetta di Rimini, "sostituita" dal 1993 dall'attuale Corriere Romagna dove lavora come redattore sportivo. Collaboratore per la zona di Rimini del Corriere dello Sport-Stadio, il baseball è stata una componente fondamentale nella sua vita: dapprima tifoso sugli spalti dello Stadio dei Pirati poi giocatore nel mitico Parco Marecchia e poi nel Rimini 86, società che ha fondato assieme a un gruppo di irriducibili amici. Quindi giornalista del batti e corri sulla propria testata e alcune saltuarie collaborazioni con riviste specializzate oltre che radiocronista delle partite dei Pirati assieme all'amico e collega Andrea Perari. Negli ultimi anni è iniziata anche la carriera dirigenziale, con la presidenza (dal 2014) dei Falcons Torre Pedrera. La passione è stata tramandata al figlio Riccardo che gioca lanciatore e prima base negli stessi Falcons.

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