Grosseto vista da De Franceschi

L'ex capitano del Nettuno parla del momento magico della Prink capolista

Sembra quasi un controsenso, parlare del buon momento della Prink Grosseto con un giocatore che in Maremma ci è arrivato da una squadra arcirivale quale la Danesi. Eppure è così, Roberto De Franceschi si gode il primato in classifica oltre al caldo sole di un martedì mattina da temperature finalmente estive in quel di Nettuno. Al primo anno in maglia biancorossa, si trova dopo un terzo di regular season primo in classifica e, cosa non da poco, con tutti gli scontri diretti già alle spalle.
"Questa serie di risultati non è arrivata per caso, parliamo di una squadra che durante l'inverno è stata studiata tassello per tassello, cercando di mettere per ogni ruolo l'elemento giusto e con un progetto ben chiaro in testa", esordisce De Franceschi, "a mio modo di vedere la squadra in battuta è fortissima, non penso ci siano nel resto della serie A1 line up lunghi come il nostro e con le nostre potenzialità. Nel senso che dal primo al nono siamo tutti pericolosi, e se tutte le cose girano per il verso giusto senza intoppi l'esito è la manifesta in garadue contro l'Italeri. Dopo aver giocato contro tutte le pretendenti allo scudetto, siamo più che mai accreditati a fare bene in questo campionato".
"Sino a questo momento avete solamente tre sconfitte".
"Tre sconfitte solamente, che sono arrivate da altrettanti scontri diretti, nel senso che abbiamo perso una partita contro Parma, Bologna e Nettuno. Rollandini e Navarro stanno realmente facendo la differenza sul monte, idem per De Santis che sta carburando e a breve avremo anche lui al cento per cento. E adesso siamo attesi da tre giornate sicuramente più abbordabili, e ovviamente pensiamo di poter allungare ulteriormente la posizione in graduatoria".
"Come è stato per te l'impatto con una realtà diversa come Grosseto?"
"Sono stato accolto come mai mi sarei aspettato, considerato che ero il capitano della rivale per eccellenza del Grosseto. All'inizio c'era sicuramente chi poteva essere scettico sia sull'età che proprio sulla provenienza, ma già dalla fase di precampionato sono riuscito a far ricredere tutti. E l'ambiente dopo le prime partite si è scaldato in maniera impressionante", continua De Franceschi, "allo stadio viene sempre più gente, come dimostrano le tribune gremite di venerdì scorso, l'accoglienza e il sostegno che ci viene dato dai tifosi. La gente al di fuori del campo sente la forza della squadra, e ci da la carica. Noi dal canto nostro cerchiamo di mantenere fede a queste aspettative nel modo migliore".
"Dicevi di aver visto tutte le pretendenti. Dacci un giudizio sulle altre due formazioni al momento in fuga, Bologna e Nettuno".
"Bologna è la solita squadra forte, è cambiato poco rispetto allo scorso anno nel complesso. Secondo me, ma in tanti glielo riconoscono, l'unico neo è essere in questo momento un po' corta sul monte di lancio. Il Nettuno negli ultimi anni ci ha abituato a grandi risultati, e conoscendo il carattere e l'ambiente i play off non penso che li fallirà. Anche se al momento vive questo momento delicato con tutti gli infortunati".
"Per le altre?"
"Detto delle prime tre, la lotta per il quarto posto sarà a favore di chi nel momento clou della stagione, ovvero quando si decideranno veramente le cose, avrà la forma migliore, o avrà meno problemi tra infortuni e disponibilità di giocatori. Per questo dico due nomi su tutti, Parma e Rimini, ma considerato che Ventura è ancora sui livelli dello scorso anno non escluderei nemmeno il Modena da questa corsa".
"Come ti trovi a giocare a destra?"
"Diciamo che lo scorso anno con il Nettuno avevo avuto un primo assaggio del ruolo di esterno destro, quindi non ho incontrato grosse difficoltà da questo punto di vista. Poi il campo di Grosseto è abbastanza grande e insieme a Francia, che è un elemento veloce, riusciamo a coprire al meglio tutti gli spazi".
"L'ultima domanda è sulle cifre. Oltre al record di colpiti, decisamente poco invidiabile, quanto manca a…"
"Per adesso mancano otto valide per arrivare a quota 1300, tre doppi per arrivare al record nazionale dei doppi, e 46 valide complessive per il record di tutti i tempi, sempre delle battute valide, che è a quota 1338".

Informazioni su Mauro Cugola 545 Articoli
Nato tre giorni prima del Natale del 1975, Mauro è laureato in Economia alla "Sapienza" di Roma, ma si fa chiamare "dottore" solo da chi gli sta realmente antipatico... Oltre a una lunga carriera giornalistica a livello locale e nazionale iniziata nel 1993, è anche un appassionato di sport "minori" come il rugby (ha giocato per tanti anni in serie C), lo slow pitch che pratica quando il tempo glielo permette, la corsa e il ciclismo. Cosa pensa del baseball ? "È una magica verità cosmica", come diceva Susan Sarandon, "ma con gli occhiali secondo me si arbitra male". La prima partita l'ha vista a quattro mesi di vita dalla carrozzina al vecchio stadio di Nettuno. Era la primavera del '76. E' cresciuto praticamente dentro il vecchio "Comunale" e, come ogni nettunese vero, il baseball ce l'ha nel sangue.

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