Lo scudetto 2022 si deciderà alla bella

Per la terza volta Parma risponde a San Marino: vince 2-1 sul Titano con un super Lugo e si guadagna una garasette da brividi

Corrado Benedetti 73
Luis Lugo super pitcher vincente della partita che ha regalato la bella al Parma
© Corrado Benedetti 73

Le gare dispari le vince San Marino, le gare pari le vince Parma. Va beh, detta così è semplice. Ma le Italian Baseball Series 2022 solo domenica sera avranno un loro padrone, perchè l’equilibrio è regnato sovrano per sei partite. San Marino bussa, Parma risponde. Finora è stato sempre così e chi busserà a garasette alzerà la coppa.

Sul Titano sentivano profumo di scudetto, ma nessun calice pronto, anzi serata sobria, perché Bindi e la sua squadra hanno capito, fin dal debutto dieci giorni fa, che avversario hanno di fronte. Un Parmaclima mai arrendevole, pronto a combattere su ogni palla (favolosa la presa in tuffo di Koustoyanopulos) e quando le occasioni arrivano, la squadra di Poma le sfrutta tutte. O quasi.

Quello che ha sprecato al secondo inning (basi piene e un out, due kappa di Kourtis) non l’ha fatto al terzo. L’errore di Angulo è pesante, al resto ci pensano Desimoni con la valida e Mineo con la volata di sacrificio. E non l’ha fatto pure al quarto, con Kourtis in evidente difficoltà e l’uomo che non ti aspetti, Battioni, a mandare a casa Rodriguez per il 2-0.

Poi c’è Luis Lugo, sontuoso padrone del monte: lo era già stato lunedì scorso nella gara poi vinta dai titani, lo è stato in garasei dove ha chiuso le sue sei riprese con una sola valida concessa, quella di Angulo che si è poi fatto prendere in trappola ma ha consentito a Ferrini di segnare l’unico punto sammarinese.

La chiusura è stata affidata ancora ad Habeck: ha incassato un singolo di Angulo ma è stato di ghiaccio nel mandare al piatto Lino e Celli. A quel punto nemmeno la successiva valida di Ustariz poteva cambiare il destino di garasei.

Ora la bella, sempre a Serravalle, sempre alle 20,30. Lanceranno Centeno e Montilla, Il pitcher di San Marino è reduce dai 60 lanci di martedì sera contro i 96 del partente di Parma che però ha giocato finora una sola partita nelle finali scudetto.

Informazioni su Carlo Ravegnani 241 Articoli
Carlo Ravegnani, nato a Rimini il 31 gennaio del 1968, ha iniziato la carriera giornalistica a 20 anni nell'allora Gazzetta di Rimini, "sostituita" dal 1993 dall'attuale Corriere Romagna dove lavora come redattore sportivo. Collaboratore per la zona di Rimini del Corriere dello Sport-Stadio, il baseball è stata una componente fondamentale nella sua vita: dapprima tifoso sugli spalti dello Stadio dei Pirati poi giocatore nel mitico Parco Marecchia e poi nel Rimini 86, società che ha fondato assieme a un gruppo di irriducibili amici. Quindi giornalista del batti e corri sulla propria testata e alcune saltuarie collaborazioni con riviste specializzate oltre che radiocronista delle partite dei Pirati assieme all'amico e collega Andrea Perari. Negli ultimi anni è iniziata anche la carriera dirigenziale, con la presidenza (dal 2014) dei Falcons Torre Pedrera. La passione è stata tramandata al figlio Riccardo che gioca lanciatore e prima base negli stessi Falcons.