Fate qualcosa, il baseball italiano è in via d’estinzione

Gli azzurrini, quarti sia all’Europeo U-12 che all’Europeo U-18, sono stati battuti al Mondiale U-12 dalla Cechia che ha 1091 punti e si lascia dietro, oltre all’Italia (971), anche Nicaragua (1035) e Portorico (1022). Le cose sono peraltro destinate a peggiorare

Gli spettatori non sembrano spaventati dalla pioggia (Foto Wbsc)

L’Italia non è la prima forza del baseball europeo. E non è più nemmeno la seconda. Il ranking della Federazione Mondiale di Baseball e Softball è in questo senso molto chiaro: la prima europea è l’Olanda (ottava), la seconda la Cechia (o Repubblica Ceca, se non avete registrato il cambiamento). L’Italia è al posto numero 17.

Le cose sono per altro destinate a peggiorare. La classifica è aggiornata al 31/12 2021 e certamente la stagione 2022 non aiuterà l’Italia a migliorare. Gli azzurrini sono arrivati quarti sia all’Europeo U-12 che all’Europeo U-18 e al Mondiale U-12 sono stati battuti dalla Cechia. Mettendola sul piano dei numeri, la Cechia 1091 punti e si lascia dietro, oltre all’Italia (971), anche Nicaragua (1035) e Portorico (1022). L’Italia sente rinvenire alle sue spalle la Germania (952).

Non starò a tediarvi più di tanto su come funziona il ranking WBSC, anche perché i dettagli li potete reperire da soli qui. Basterà sapere che ogni torneo riconosciuto dalla WBSC attribuisce punti. E visto che nel 2015 avevamo circa il doppio dei punti della Cechia, vuol dire che dal 2016 a oggi abbiamo fatto molti meno punti degli amici boemi, che ci hanno sorpassati nel 2021.

L’Olanda sta meglio (molto meglio, a livello di ranking), ma non è che possa sorridere più di tanto. Ha recentemente perso la finale dell’Europeo U-18 contro la Spagna. L’evento è storico: non era mai accaduto che una squadra diversa dall’Olanda o l’Italia vincesse l’Europeo U-18. Forse siamo pronti per un altro momento storico, visto che è da più di 50 anni che una squadra diversa dall’Italia o l’Olanda non vince l’Europeo assoluto. E in quella occasione (1967) Italia e Olanda neanche partecipavano.

Le cose in Europa stanno cambiando. E questo sembrerebbe un bene. In realtà, non cambiano perché ci sono programmi emergenti in altre nazioni. Almeno, non solo. Le cose cambiano perché i programmi che siamo abituati a considerare la guida del movimento ormai non lo sono più. Se c’è un vantaggio nel prendere legnate dalla Cechia o dalla Germania è che almeno non funzionerà il solito ritornello: “Ma come fai a confrontarti con chi gioca così tante partite più di te”. Cito Germania e Cechia perché la prima, quando era ancora Germania Ovest, era stata cacciata dalle competizioni internazionali per violazione di regolamenti e solo 30 anni fa era ridotta ai minimi termini. La seconda, che fino al 1989 si chiamava Cecoslovacchia, 30 anni fa aveva appena iniziato a convertire al baseball i giocatori di hockey più scarsi. In quegli stessi anni l’Italia sfiorava il podio mondiale.

E’ possibile che Cechia e Germania siano diventate meglio di noi? Leggendo i risultati degli ultimi tornei, si direbbe proprio di sì. Per questo dico che il nostro baseball farebbe bene a indossare il saio dell’umiltà, bussare alla porta di Cechia e Germania e chiedere cos’hanno fatto. Iniziare un confronto è sempre molto salutare. Magari ci aiuta a scoprire che determinate cose non sono impossibili come ci raccontiamo da soli. Sulla Repubblica Ceca, sento già il mantra “ma è piccola, le distanze sono relative”. Al netto di questo, cercare di capire cosa fanno ci sarà comunque utile. La Germania, poi, non è neanche piccola.

Personalmente, credo che il vero problema dell’Italia sia il fatto che da noi una competizione di alto livello non c’è. Non parlo della Serie A. Parlo dell’attività giovanile. Non ci sono soluzioni? Secondo me, non è vero. Lasciamo stare l’allargamento della base, il reclutamento, il fatto che la nostra scuola non fornisce ai bambini abilità motorie adeguate. Non risolveremo questi problemi qui e adesso neanche impegnandoci. Semplicemente, guardiamo a cosa fanno gli altri.

In tutti il mondo l’attività giovanile mira a selezionare i migliori e a farli giocare tra di loro. Basta guardare le Little League World Series. Le squadre che partecipano, sono delle piccole All-Star.

Questo lavoro in Italia in qualche modo già di fa. Sto parlando delle selezioni regionali. La soluzione secondo me passa dall’istituzionalizzare l’attività delle selezioni regionali e farla diventare più intensa. Durante la stagione dei tornei, i migliori 18-20 di ogni Regione dovrebbero avere la possibilità di giocare ad alto livello e lavorare sul loro talento. Allo stesso modo, i migliori prospetti tra i 18 e i 21 anni dovrebbero avere un loro campionato tra autunno e inverno, con apice durante le vacanze di Natale, fatto di partite e istruzione sul campo.

Servono soldi? La FIBS, che celebra i suoi attivi di bilancio da anni, li ha. Serve organizzazione? La FIBS ha le professionalità interne. Parlo perché lo so. Servono tecnici? Quelli che non ci sono, possono venire dagli accordi con la MLB. Serve la buona volontà dei ragazzi? Certo. Quella non la può fornire la FIBS. E cosa diranno le società? Grazie, cosa volete che dicano. Grazie per dare ai migliori le opportunità che noi non siamo in grado di dare.

Anche se non vi piace quello che propongo io, riconoscete almeno che quel che serve veramente è fare qualcosa. Perché il baseball italiano si sta estinguendo.

 

Informazioni su Riccardo Schiroli 1199 Articoli
Nato nel 1963, Riccardo Schiroli è giornalista professionista dal 2000. E' nato a Parma, dove tutt'ora vive, da un padre originario di Nettuno. Con questa premessa, non poteva che avvicinarsi alla professione che attraverso il baseball. Dal 1984 inizia a collaborare a Radio Emilia di Parma, poi passa alla neonata Onda Emilia. Cresce assieme alla radio, della quale diventa responsabile dei servizi sportivi 5 anni dopo e dei servizi giornalistici nel 1994. Collabora a Tuttobaseball, alla Gazzetta di Parma e a La Tribuna di Parma. Nel 1996 diventa redattore capo del TG di Teleducato e nel 2000 viene incaricato di fondare la televisione gemella a Piacenza. Durante la presentazione del campionato di baseball 2000 a Milano, incontra Alessandro Labanti e scopre le potenzialità del web. Inizia di lì a poco la travolgente avventura di Baseball.it. Inizia anche una collaborazione con la rivista Baseball America. Nell'autunno del 2001 conosce Riccardo Fraccari, futuro presidente della FIBS. Nel gennaio del 2002 è chiamato a far parte, assieme a Maurizio Caldarelli, dell'Ufficio Stampa FIBS. Inizia un'avventura che si concluderà nel 2016 e che lo porterà a ricoprire il ruolo di responsabile comunicazione FIBS e di presidente della Commissione Media della Confederazione Europea (CEB). Ha collaborato alle telecronache di baseball e softball di Rai Sport dal 2010 al 2016. Per la FIBS ha coordinato la pubblicazione di ‘Un Diamante Azzurro’, libro sulla storia del baseball e del softball in Italia, l’instant book sul Mondiale 2009, la pubblicazione sui 10 anni dell’Accademia di Tirrenia e la biografia di Bruno Beneck a 100 anni dalla nascita. Dopo essere stato consulente dal 2009 al 2013 della Federazione Internazionale Baseball (IBAF), dal giugno 2017 è parte del Dipartimento Media della Confederazione Mondiale Baseball Softball (WBSC). Per IBAF e WBSC ha curato le due edizioni (2011, 2018) di "The Game We Love", la storia del baseball e del softball internazionali.