Le “deluse” subito a segno nella Poule Salvezza

Cagliari, Torino, Macerata e Modena fanno la voce grossa, l’incredibile epilogo di garauno tra New Rimini e Crocetta

Stefano Pedrazzi
L'Hotsand Macerata schierata in campo prima del play-ball contro i Falcons
© Stefano Pedrazzi

Che cosa aveva detto la prima fase conclusa quindici giorni fa? Che otto erano andate alla Poule Scudetto e che ventidue fanno la Poule Salvezza. Tra queste ultime ci sono delle deluse: chi come Modena e Macerata ha costruito un roster per poter stare nell’elite del batti e corri italiano, chi come Settimo Torinese si è giocata fino all’ultimo la possibilità di entrarci, chi come Cagliari un anno fa era con “quelle altre”. Ma andiamo con ordine. Nel girone D1 appunto Cagliari (con Rodriguez da 6/8, tre doppi, un triplo e 6 rbi) e Settimo non fanno sconti rispettivamente a Dragons e Oltretorrente. In particolare spiccano le 23 valide battute in garadue a Parma dai piemontesi che avevano faticato parecchio nella prima partita. Verona e Padova giocano una sola partita, ma che partita. Punteggio bloccato sullo 0-0 per nove inning, al decimo un punto a testa, poi Verona dilaga al 12°.

Nel girone E1 non ci sono deluse, ma c’è una gran voglia di mettersi al sicuro il prima possibile e magari chiudere davanti a tutti un girone equilibrato. Nel calcio sarebbe “clean sheet”, nel baseball è shutout, quella combinata del Rovigo che chiude senza punti subiti la doppia sfida con Senago. Il Van Heydoorn di garauno è tanta roba per Poviglio (3/4, un homer e 3 rbi) che vince due partite chiave contro Brescia. C’era anche un derby che diventa tutto del Ronchi on fire negli inning finali contro Cervignano: dei loro 14 punti, le “pantere” ne segnano 11 tra settimo e ottavo inning delle due partite.

Il girone G1 ha un dominatore indiscusso, Macerata, voglioso di riscatto dopo la beffa della prima fase. I pitcher marchigiani mettono a segno 35 strike-out contro i Falcons Torre Pedrera che però in garauno mettono sale sulla coda dell’Hotsand, costretta a rimontare e salvarsi a basi piene al 7°, inning in cui poi spicca il volo. Risponde presente il Big Mat Grosseto che fa doppietta a Bologna contro il Longbridge. Protagonista Artitzu con 9 “kappa” nel suo rilievo lungo da 6 inning. Nel box Scull e Diaz sono un rebus irrisolto per i pitcher bolognesi. Ha riposato l’Academy Nettuno.

Giusto lasciare per ultimo il girone F1. Non tanto per la doppietta della Comcor Modena sul Sala Baganza (solito homer di Russo in garauno e gran bella sfida in pedana sotto i riflettori), ma per quello che è accaduto a Rimini. Detto che garadue è stata emozionante fino alla fine (bel duello tra Consuegra e Carrillo, il debuttante cubano di New Rimini) e che il Crocetta, nonostante 18 strike-out subiti, ha vinto 4-3 all’11° inning con la valida di Gradali dopo essersi salvato al 10° con un out a casa base, c’è da raccontare quello che è successo al termine dell’ottavo inning della pomeridiana. Siamo sul 7-7, Andrea Gabrielli ha appena preso strike-out ed è stato espulso, a quel punto dopo le rimostranze non minacciose del dug-out locale, l’arbitro capo decide di interrompere la partita, entra nello spogliatoio ed esce solo per arbitrare sulle basi la partita serale. E garauno? Interrotta sul 7-7 con buona pace del giudice sportivo.

 

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Carlo Ravegnani, nato a Rimini il 31 gennaio del 1968, ha iniziato la carriera giornalistica a 20 anni nell'allora Gazzetta di Rimini, "sostituita" dal 1993 dall'attuale Corriere Romagna dove lavora come redattore sportivo. Collaboratore per la zona di Rimini del Corriere dello Sport-Stadio, il baseball è stata una componente fondamentale nella sua vita: dapprima tifoso sugli spalti dello Stadio dei Pirati poi giocatore nel mitico Parco Marecchia e poi nel Rimini 86, società che ha fondato assieme a un gruppo di irriducibili amici. Quindi giornalista del batti e corri sulla propria testata e alcune saltuarie collaborazioni con riviste specializzate oltre che radiocronista delle partite dei Pirati assieme all'amico e collega Andrea Perari. Negli ultimi anni è iniziata anche la carriera dirigenziale, con la presidenza (dal 2014) dei Falcons Torre Pedrera. La passione è stata tramandata al figlio Riccardo che gioca lanciatore e prima base negli stessi Falcons.