Al via la NCAA 2022, quanti oriundi italiani

Scatta questo weekend la nuova stagione della Division I con Texas e Vanderbilt favorite per strappare il titolo ai campioni in carica di Mississippi State. Occhi puntati fra gli altri su David LaManna e Roc Riggio

University of Notre Dame
David LaManna
© University of Notre Dame

Dopo una stagione 2021 conclusasi regolarmente, ma molto condizionata dal Covid-19, cresce fortissima l’attesa per una nuova annata di College baseball che sia finalmente il più normale possibile. Numerosi i temi di questa stagione 2022, primo fra tutti il ritorno al numero 1 nel ranking NCAA di Texas dopo più di 10 anni dall’ultima volta. I Longhorns possono contare sul miglior pitching staff in assoluto guidato dai partenti Tristan Stevens, Pete Hansen e Joshua Stewart, senza dimenticare il rilievo Tanner Witt a cui si aggiungono un lineup molto esperto ed un’ottima difesa. L’obiettivo per i ragazzi di coach David Pierce è senz’altro riportare il titolo nazionale ad Austin dopo l’ultimo successo del 2005.

Alle spalle di Texas troviamo la sempre presente al vertice Vanderbilt, sconfitta nelle College World Series 2021, ed i campioni in carica di Mississippi State le cui fortune dipenderanno in gran parte dalla capacità del closer Landon Sims di diventare l’asso della nuova rotazione di partenti dei Bulldogs.

A questo primo terzetto ne segue un altro composto da Notre Dame, guidata dal talentuoso ricevitore di chiare origini italiane David LaManna, Virginia e Florida.

Fra le outsider segnaliamo Stanford con la sua stella, l’esterno centro Brock Jones, Arkansas ed il suo potente attacco (ben 109 fuoricampo nel 2021) e soprattutto Lsu che dopo alcuni anni non brillantissimi ha sostituito il suo leggendario coach Paul Mainieri, ritiratosi, con Jay Johnson ex-allenatore di Arizona da dove proviene anche il fortissimo prima base Jacob Berry, ora in Louisiana, per riportare i Tigers ai vertici del baseball NCAA.

Possibili sorprese potrebbero essere Mississippi, sempre guidata nel dugout dal paisà Mike Bianco, le competitive Florida State ed Oregon State e sicuramente Oklahoma State del giovanissimo e molto promettente seconda base di origini italiane Roc Riggio, stella a livello di High School in California, al momento fermo per infortunio ma che, quando tornerà a disposizione di coach Josh Holliday, dovrebbe aiutare i Cowboys a raggiungere le College World Series.

Fra i singoli, oltre alle stelle Daniel Susac di Arizona, Brooks Lee di Cal Poly, Jace Jung di Texas Tech e Hunter Barco di Florida, merita menzione un terzetto di oriundi dal grande talento come l’italo-australiano Travis Bazzana di Oregon State, Dominic Pilolli di North Carolina State ed il già citato Roc Riggio di Oklahoma State.

Chiudiamo con un breve aggiornamento sui nostri giovani talenti impegnati nei College a vari livelli: buona la partenza stagionale per Tommaso Giarola e la sua Central Methodist con 6 vittorie e 2 sconfitte. Il giovane torinese si è guadagnato il ruolo di seconda base titolare ed il secondo posto nel lineup con discrete statistiche: 227 di media battuta e 5 punti battuti a casa. Positivo anche l’inizio stagionale per Daniel Monti con Odessa Junior College mentre più difficoltoso, almeno nel box, l’approccio di Giulio Monello con la nuova realtà di St. Edward’s University in NCAA Division II.

 

Informazioni su Andrea Palmia 128 Articoli
Andrea Palmia è nato a Bologna il 4 aprile 1968 e vive nel capoluogo emiliano con la moglie Aurora e la figlia Lucia di due anni. Laureato in Pedagogia con una tesi sperimentale sui gruppi ultras, lavora dal 1995 come educatore professionale con utenti disabili mentali e fisici. Appassionato di sport in genere ed in particolare di quelli americani, ha sempre avuto come sogno nel cassetto quello di fare il giornalista sportivo. Dal baseball giocato nel cortile del condominio con una mazza scolorita alle partite allo stadio Gianni Falchi con i fuoricampo di Roberto Bianchi e Pete Rovezzi, il passo è stato breve. Fortitudino nel DNA, nutre una passione irrazionale per i "perdenti" o meglio per le storie sportive "tormentate" fatte di pochi alti e di molti bassi.