La sorpresa San Francisco e il boom di Ohtani

Con Danilo Freri, vicecaporedattore di Sky Sport 24, analizziamo la prima parte della stagione di Major League. Le sorprese e le delusioni in ogni Division, le propsettive future, alla vigilia del “Midsummer Classic” di domani

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Gabe Kapler, manager dei San Francisco Giants
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Siamo giunti ormai a metà della stagione 2021 della Major League, momento ideale per fare nuovamente un’analisi dettagliata con il vicecaporedattore di Sky Sport 24 Danilo Freri partendo dalle sorprese positive. Ad esempio, la West Division di National League che sembrava essere un discorso circoscritto a Dodgers e Padres e invece…

…e invece no. I Giants sono sicuramente la sorpresa di questa prima parte di campionato. Inserirsi in quella che sembrava la lotta non solo per vincere la Division ma anche per arrivare alle World Series era difficile. Eppure il roster di Kapler sta reggendo alla grande, sono molto costanti. Sembrano tornati i vecchi cari Giants che conoscevamo, che quando imbroccano l’anno giusto arrivano fino in fondo. Posey sta facendo molto bene, fermarsi lo scorso anno per lui è stato salutare. Kapler è stato bravo a creare l’alchimia perfetta completando un roster di partenza che era di valore, e se non ci saranno infortuni potrebbero arrivare a togliersi grandi soddisfazioni.

Quale giocatore ti ha sorpreso maggiormente?

“Credo che senza dubbi quest’anno Ohtani sparecchi. I 33 fuoricampo nella prima metà della stagione sono un numero impressionante, sono tutti impazziti per lui. E ovviamente la MLB è stata brava a farlo diventare l’attrazione principale del momento. Lui è fortissimo, ha questi metodi molto giapponesi di approcciare al lancio o alla battuta che fa sembrare quello che fa come se fosse la cosa più naturale del mondo. Ha una preparazione mentale straordinaria, stilisticamente è perfetto. Il suo swing non strappa mai, fa tutto con naturalezza.”

Pensi che alla fine gli Angels riusciranno a trattenerlo?

“Gli Angels sono in un momento difficile da decifrare, il roster è di valore, ma i risultati fino a qui sono incerti. Non sono così distanti dalla wild card e siamo ancora a metà stagione, quindi andiamoci piano prima di fare il funerale ad Anaheim. Certo che se dovessero mancare anche quest’anno le post-season, uno tra Trout e Othani potrebbe partire, più il primo che il secondo visti gli anni di permanenza al club.”

Parlando di delusioni non possiamo non citare gli Yankees. Non sembrano quello che promettevano ad inizio stagione. Cosa manca ancora per essere vincenti?

“Viste le aspettative della vigilia, sono certamente la delusione. Nessuno si poteva aspettare un crollo del genere, nonostante la Division sia difficile. Le 8 partite di distanza dalla vetta non sono incolmabili, siamo solo a metà stagione e questo campionato ha dimostrato di essere particolare. Ci sono squadre che hanno degli up con strisce di vittorie da record e poi precipitano in down con strisce di sconfitte altrettanto da record. E gli Yankees seguono un po’ questo andamento. Il loro problema sembra essere la costanza, credo verrà fatta una riflessione: mettere insieme un roster con un potenziale offensivo così importante crea aspettative, ma Sanchez sta diventando un problema, e gli stessi Stanton e Judge, si accendono per una settimana e poi svaniscono per un mese. Discorso a parte per il monte di lancio. Sulla rotazione dei partenti hanno dei giocatori che hanno tradito le aspettative, e i rilievi che sembravano il punto forte della squadra, stanno deludendo. Metti insieme tutti questi fattori ed ecco spiegata la crisi di New York.”

I tuoi Red Sox appaiono invece molto solidi…

“Quest’anno si e se ricordi io non ci credevo molto. Dissi che mi sarei aspettato qualcosa da Tampa che nonostante le cessioni importanti vedevo più forte di Boston. E i Rays stanno dimostrando il loro valore. Hanno un farm system incredibile, sfornano talenti e buoni giocatori con una facilità estrema. Tornando ai Red Sox è un poco sorprendente vedere che Boston, che non ha un monte di lancio straordinario, che ha un attacco buono ma senza numeri da record, sia in vetta alla East Division della American League. Però vince le partite, trova sempre il modo per trionfare, per soffrire insieme. E questo aiuta molto i lanciatori che nonostante le media PGL un pò altine si portano a casa un bel numero di vittorie ed entrano in fiducia. Se tornasse Chris Sale, che ha ricominciato a lanciare dopo l’intervento chirurgico, la cosa si può fare molto interessante. Il grande merito del momento di Boston va indubbiamente ad Alex Cora, capace di costruire anche mentalmente questo gruppo.”

A proposito di manager parliamo di Tony LaRussa: scommessa vinta?

“In quella Division le altre non sembrano fortissime, ma tutto sommato direi che la scommessa di mettere un ultra 70enne alla guida del roster dei White Sox può considerarsi vinta. Nella querelle Mercedes, quando ha richiamato il suo giocatore più in forma ad attenersi ai codici non scritti di questo sport, è uscito fuori tutto il carisma del vecchio leone. Ha fatto pesare tutta la sua esperienza nonostante il roster si sia schierato con il giocatore. E’ della vecchia scuola e ha chiarito che in quella squadra è lui che comanda e che dal primo all’ultimo devono seguire le sue indicazioni.”

Lanciatori ipercontrollati per uso di sostanze vietate: si può già parlare di scandalo o secondo te è un discorso che si sta sgonfiando?

“La MLB ha fatto molto bene a fugare ogni dubbio. Io prendo atto semplicemente del fatto che non si è trovato nulla di che, però non pochi lanciatori hanno candidamente ammesso che prima dei controlli facevano uso di sostanze vietate, e che era un modus operandi molto diffuso. La velocità di rotazione era stata in qualche modo alterata con creme, pece e chissà cos’altro e in alcuni giocatori, vedi Bauer, era improvvisamente precipitata, quindi qualcosa di vero in questo ci sarà stato. Va detto però che le medie battute, le medie PGL e il numero di fuoricampo è rimasto pressappoco costante. Quindi nessuno scandalo, al massimo un malcostume rientrato.”

Nella West Division di American League è tornata Houston…

“In realtà non se ne era mai andata e ora è nuovo in vetta. Hanno una grande squadra, un grande manager che è anche un ottimo motivatore, proprio quello che serviva agli Astros adesso. E poi un roster impressionante. Oakland è in corsa per la Wild Card e sta facendo una buona stagione, sarebbe bello rivederli alle post-season”.

Chiudiamo con i Mets che dopo un avvio complicato si sono rimessi in carreggiata

“I Mets ci sono. Partiti malino, in una Division maledettamente complicata, anche per le tante partite saltate. Ma trovata la quadra hanno preso e mantenuto il comando del girone nonostante i tanti doppi incontri dell’ultimo periodo. New York ha un potenziale leggermente superiore alle rivali di Division, pari forse solamente ad Atlanta. Ma hanno il giocatore in assoluto più grande della MLB, Jacob DeGrom”.

Un occhio alla programmazione Sky…

“Ci dedicheremo all’Home Run Derby e alla All Star Game. Continueremo con almeno due partite a settimana e poi come di consueto a settembre e ottobre spingeremo di più fino ad arrivare ad una partita a sera per i play-off. Seguiremo anche tutte le partite dell’Italia dell’Europeo, così come abbiamo fatto per il softball. Sul posto ci sarà Michele Gallerani, che ha portato fortuna alle ragazze…”

 

Informazioni su Andrea Tolla 511 Articoli
Nato a Roma nel 1971, Andrea è padre di 3 figli, Valerio, Christian e Giulia. Collabora con il quotidiano Il Romanista dove si occupa, tra le altre cose di baseball e football americano. Appassionato di sport in genere collabora anche con il mensile Tutto Bici e con il quotidiano statunitense in lingua italiana America Oggi. Ex-addetto stampa della Roma Baseball, cura una rubrica di baseball all'interno di una trasmissione sportiva di un'emiitente radiofonica romana.