“Mole’s Cup 2019”: a Roma anche USA, Cuba e Gran Bretagna

Per la prima volta alla Coppa della Talpa squadre da New York, Manchester e dall’isola caraibica pronte a misurarsi con italiani, tedeschi e francesi. Sfide incrociate sabato e domenica all’Acqua Acetosa dal sapore di “World Blind Baseball Classic”

NY Rockers
La squadra dei New York Rockers
© NY Rockers

Si riaccendono i riflettori sull’attività internazionale del baseball ciechi. Domani e domenica è infatti in programma la nona edizione della “Mole’s Cup”, la “Coppa della Talpa”, festa di sport, colore e condivisione di valori interculturali profondi, manifestazione ormai inserita a pieno titolo nella stagione agonistica della LIBCI. Kermesse itinerante tra Italia, Francia e Germania che, dopo la tappa di Ratisbona a settembre 2018, quest’anno sbarca nella Città Eterna. La Coppa, prima edizione targata LIBCI sotto l’egida FIBS, torna infatti a Roma sul diamante dell’Acqua Acetosa a cinque anni da quella quarta edizione, patrocinata AIBXC e Roma All Blinds, che seppe stregare francesi e tedeschi.

La magia della capitale non rappresenterà comunque l’unico motivo di attrazione della Mole’s Cup che quest’anno vede salire a 6 il numero delle formazioni che si daranno battaglia nella passerella romana. Alle tradizionali squadre italiane, francesi e bavaresi, si affiancheranno quest’anno i New York Rockers dagli USA, una nutrita selezione di top-player da Cuba, già presente al Torneo Batball di Montpellier (ottobre 2017) e una squadra inglese proveniente da Manchester, tutta da scoprire.

Ed ecco allora che questa “Talpa”, ideata e fortemente voluta dall’amico Franz Fischer nel 2011, sperimentale, quasi zoppa in origine e dalle prospettive incerte, si trasforma ed evolve oggi in una kermesse interculturale e multietnica di amplissimo respiro, ritagliandosi un ruolo di prim’ordine assoluto nell’universo del batti e corri internazionale, tanto da spingere qualche entusiasta per natura a ribattezzarla “Primo World Blind Baseball Classic”.

Particolarmente significativo lo sbarco a Roma degli amici dei NY Rockers che, grazie al forte sforzo economico, alla promozione e all’investimento in tempo e risorse umane di Sandra e Thomas DeRosa, che non si sono mai arresi al sogno, e con il pieno sostegno di AIBXC, avranno finalmente l’opportunità di respirare l’aria delle competizioni di baseball ciechi di alto livello.

L’approdo nella capitale della delegazione USA guidata da Sandra e Tom DeRosa, si configura come il meritato lieto fine di quella favola immaginifica sognata nel lontano 2014 da Ada Nardin e dal sottoscritto (“US Ambassadors”), sviluppata faticosamente nelle successive missioni a New York tra mille dubbi e scetticismo generale, delusioni, lacrime, sudore, terra rossa e erba sintetica degli pseudo-diamanti di Central Park. Uno sforzo a 360 gradi che, grazie all’impegno incessante umano, tecnico e organizzativo di Tom e Sandra, responsabili Rockers, culminerà nel week-end in un’esperienza unica per i 6 giocatori e 3 assistenti newyorkesi, coadiuvati da Don Landolphi nel dug-out e che potranno contare in campo sull’apporto degli Ambassadors. Siamo certi che l’impatto emotivo dell’avventura capitolina sugli amici Rockers supererà di gran lunga quello più effimero e parziale costituito dai risultati del campo.

Del tutto sconosciuto, si diceva, il livello tecnico della squadra di Manchester, compagine con nutrita rappresentanza pakistana al proprio interno: atleti non vedenti e ipovedenti dirottati al baseball dal mondo del cricket, contattati dallo slugger della Leonessa Brescia Ghulam circa un anno fa, seguiti negli allenamenti a Manchester dal consigliere per la diffusione LIBCI all’estero Lorenzo De Regny e che proprio in virtù delle affinità tra cricket e baseball potrebbero già riservarci gradite sorprese in diamante.

Da verificare inoltre l’eventuale crescita degli amici francesi e tedeschi, anche se il vero spauracchio per i maestri italiani, sempre trionfatori alla Talpa, si chiama ovviamente Cuba. Delegazione caraibica più folta e agguerrita che mai, composta da 8 giocatori, 5 tra coach e assistenti e 2 arbitri. La maggior parte degli atleti ha perso la vista in età adulta, con un’adolescenza gloriosa da peloteros di razza, già protagonisti del primo clamoroso sgambetto ai danni di una squadra italiana al suddetto torneo di Montpellier. Maikel Merino Ruiz, Maikel Rodriguez Cedeno, Carlos Miguel Lorenzo Fuentes, Eddy Miniuel Rodriguez Sol, Ivan Gordo Crespos, nomi pittoreschi che fanno quasi sorridere, autentiche icone del “Beisbol en Cuba”, amate, rispettate e venerate dal giorno in cui questi allievi riuscirono a battere la nostra nazionale. Ed è probabilmente per contrastare la forza cubana che il Commissario all’Attività Agonistica BXC Malaguti, ha deciso di richiamare l’artiglieria pesante in rappresentanza del nostro Paese, affidando il destino italiano alle mazze poderose di Ghulam e Tocco, come ai guantoni affidabili di Allegretta, Lazzarini e Napoli tra gli altri.

Piuttosto fitto il programma della due giorni romana: squadre in diamante già dalle 9 di sabato impegnate in due gironi con la consolidata formula del round-robin, gare sulla distanza delle 5 riprese o dell’ora di gioco con pareggio accettato ed applicazione regole sulla manifesta e impossibilità di rimonta. In base alle classifiche dei gironi, domenica verranno disputate le finali con sospensione regola sulla manifesta, ma non di quella sull’impossibilità di rimonta e disputa del tie-break in caso di pareggio.

Dirigenti LIBCI, gruppo di volontari della Roma All Blinds e staff dell’Acqua Acetosa impegnati da oltre 3 mesi in un fitto lavoro di marketing, promozione e visibilità di un evento che per la capitale e il movimento deve rappresentare un’opportunità concreta di rilancio del baseball nel nostro Paese oltre che il fiore all’occhiello sul piano dell’ospitalità ed efficienza organizzativa. Date le premesse particolarmente allettanti intorno a questa nona “Mole’s Cup”, l’auspicio è di una nutrita partecipazione, anche e soprattutto in funzione di un nuovo impulso che possa favorire la nascita di squadre di baseball ciechi nel panorama mondiale e un rilancio più generale del batti e corri nel nostro Paese. Soprattutto dopo gli insuccessi dei colleghi normodotati al Torneo Preolimpico di Qualificazione. E che “Blind Baseball Classic” sia.

 

Matteo Briglia
Informazioni su Matteo Briglia 180 Articoli
Matteo Briglia è nato a Milano nel 1968 e lavora come Analista Programmatore Senior presso la Engineering SPA - Ingegneria informatica. Diplomatosi nel 1992 come traduttore simultaneo, due anni più tardi consegue la Laurea in lingue presso lo IULM di Milano (inglese, francese). Da sempre appassionato di sport, in particolare quelli americani, segue sin dall'adolescenza il football e il basket di cui ha iniziato a scrivere nel 1993 pubblicando brevi articoli su riviste online riguardanti la postseason NFL e i playoffs NBA. Ha poi cominciato ad interessarsi anche alla Major League Baseball intorno al 1994, nella stagione dominata dai Toronto Blue Jays, formazione di cui si è immediatamente innamorato una volta comprese a fondo le regole del gioco e migliorato l'inglese tecnico (per poter seguire via radio le cronache direttamente dai diamanti a stelle e strisce). Dal 1998 circa scrive appassionati resoconti sulla Major League, con approfondimenti su New York Yankees e Atlanta Braves, squadra del cuore ormai da un ventennio. Matteo segue in diretta in particolare la postseason della MLB, con testi cariche di emotività, colore e pathos emozionale che hanno sempre caratterizzato le sue cronache di non vedente rendendole più vicine alle narrazioni Blog. Da tre anni circa, ha scoperto il baseball per non vedenti, entrando in contatto con l'AIBXC (Associazione Italiana Baseball giocato da ciechi). L'esperienza lo ha talmente elettrizzato tanto che dopo una prova iniziale ha deciso di proseguire a giocare con i Lampi Milano. Dal maggio 2011 collabora con Baseball.it seguendo da vicino tutto quello che succede nel movimento del baseball per ciechi.