Addio alle Olimpiadi, l’ora della ricostruzione

La delusione azzurra e la rabbia per la mancata qualificazione ai Giochi di Tokyo 2020, dopo la sconfitta agli Europei. Mazzanti che saluta la Nazionale. Segnali che qualcosa va cambiato per invertire la rotta del baseball italiano

Ezio Ratti (NADOC)
Il Presidente FIBS, Andrea Marcon
© Ezio Ratti (NADOC)

Disfatta, figuraccia, debacle. Chiamatela come volete ma, purtroppo, il risultato finale non cambia. Il baseball torna alle Olimpiadi, l’Italia resta mestamente a casa. Inizialmente, avevamo l’ambizione di arrivare primi e staccare il biglietto per i Giochi 2020 (due effimere vittorie, rischiando parecchio, contro Sud Africa e Cechia). Le sconfitta con Israele e Spagna hanno riportato Gerali e i suoi con i piedi per terra con la speranza di piazzarci almeno secondi. A Bologna, l’atto conclusivo di un periodo nero: la sconfitta con l’Olanda – ancora lei – e un amaro quinto posto. Addio Tokyo.

Il torneo di qualificazione Europa-Africa ci consegna un’Italia che, dopo l’Europeo, non riesce ad imporre il proprio gioco (distratta nei momenti topici in attacco e poco consistente sul monte di lancio) e fallisce un’altra competizione, quella più importante per il rilancio del nostro baseball. Non solo, il crack azzurro avrà anche effetti sul ranking mondiale. Quel quinto posto porterà a un inevitabile declassamento. Attualmente siamo al sedicesimo posto (e avevamo già perso una posizione), adesso attendiamo la conclusione del Premier12 per conoscere la nuova graduatoria WBSC.

E a poche ore dall’ennesima sconfitta con gli orange a Bologna, è arrivato anche l’addio di Peppe Mazzanti alla maglia azzurra. Un giocatore che con il cuore a pezzi ringrazia per la bellissima esperienza lunga 17 anni è un inequivocabile segnale di cambiamento. Dopo la disfatta, l’Italia – e più in generale tutto il baseball italiano – deve cominciare la ricostruzione.

Qualche domanda su cui riflettere. Era davvero questo il miglior roster che potevamo schierare? Gli oriundi ingaggiati rappresentavano il meglio attualmente disponibile nel farm-system USA? Qualche prodotto “nostrano” lanciato in prima squadra avrebbe potuto dare un apporto maggiore? Le risposte ai lettori e a chi di competenza. Le sentenze ex-post non sono nel nostro stile, ma qualche lecito quesito per fare un bilancio oggettivo credo siano un atto dovuto. E tutto ciò contribuisce per raggiungere un obiettivo: cominciare un lungo, duro, faticoso lavoro di ricostruzione. Se è vero che una volta toccato il fondo non puoi che risalire.

Il baseball italiano deve evitare la fine del Titanic. L’Europeo e la mancata qualificazione a Tokyo 2020 sono solo la punta dell’iceberg. E’una piccola parte del vero problema. Sommerso e ben più grande, che è l’intero movimento in tutte le sue declinazioni (campionato, settore giovanile, eccetera eccetera). E’ dalla base che bisogna ripartire.

Non abbiamo la presunzione né le competenze per indicare alla Federazione e al Presidente Marcon (che lanciò “Change Up”) la strada maestra e le soluzioni da mettere in campo. Cerchiamo di analizzare i fatti e offrire spunti di riflessione e stimoli per una svolta concreta. Qualcuno oggi mi ricordava “Ground Zero”. Quando nel momento del bisogno ci si stringe tutti insieme, si rialza la testa e si riparte. Ecco, questo, è in sintesi ciò che dovrebbe ispirare il movimento. Con la guida di una FIBS lucida, concreta, costruttiva e propositiva, che mai come ora deve prendere in mano la situazione prima che sia irrimediabilmente compromessa. Sperando che non lo sia già.

 

Filippo Fantasia
Informazioni su Filippo Fantasia 636 Articoli
Nato nel 1964 ad Anzio, si occupa di sport USA e in particolare di baseball, pur svolgendo a tempo pieno attività professionale come Ufficio Stampa e Relazioni con i Media italiani e internazionali. Dal 1992 collabora con Il Giornale, in precedenza ha scritto per Tuttosport, La Stampa, Il Resto del Carlino, Il Tirreno, Corriere di Rimini, Guerin Sportivo, Play-off, Newsport, Baseball International, Sport Usa, Tuttobaseball. In ambito radio-televisivo ha effettuato radiocronache e servizi per conto di diverse emittenti quali Radio Italia Solo Musica Italiana, Italia Radio, Radio Luna LT, Radio Enea etc. Ha inoltre condotto programmi e realizzato speciali per alcune televisioni locali: nel 1998 ha curato il video "Fantastico Nettuno" dedicato alla conquista dello scudetto della squadra tirrenica (di cui è stato anche capo ufficio stampa). Significative sono state anche le esperienze vissute personalmente negli USA: gli ottimi rapporti instaurati con gli uffici stampa di diversi club (in particolare dei Red Sox) e con le redazioni dei quotidiani Boston Globe e Boston Herald che gli hanno permesso di approfondire i diversi aspetti legati al baseball e alla comunicazione sui media. E' stato il primo Responsabile Editoriale di Baseball.it, incarico che ha dovuto momentaneamente abbandonare per impegni professionali, tornando poi in seguito per assumere l'incarico di Direttore Responsabile. Nell'ottobre del 1997, durante le finali scudetto, ha curato il primo “play-by-play” in diretta su Internet del baseball italiano. Nell'estate del 1998 ha svolto attività di supporto all'Ufficio Stampa del Campionato del Mondo di baseball, con ampi servizi in voce per Radio Dimensione Suono Network e RDS Roma.