Mariano Rivera all’unanimità nella Hall of Fame

L’ex-Yankee entra nella storia: per la prima volta un giocatore votato da tutti i 425 membri della Baseball Writers’ Association of America. Aveva 21 anni quando da Panama arrivò a New York nel 1990, oggi è un’autentica leggenda della MLB

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Mariano Rivera, leggenda dei New York Yankees
© Nypost.com (Reuters)

A 21 anni non era mai uscito da Panama City, la sua città natale. Non parlava una parola di inglese, eppure accettò un’offerta che non poteva rifiutare: 3.500 dollari per entrare in una delle organizzazioni più importanti al mondo, i New York Yankees. Da allora, era il 1990, la stella di Mariano Rivera non ha mai smesso di brillare. E la scorsa settimana “Sandman” ha ottenuto uno storico riconoscimento diventando il primo giocatore della MLB a entrare nella “Hall of Fame” con un voto unanime: 425 voti da tutti i membri della Baseball Writers’ Association of America.
“Dopo la carriera che ho avuto, pensavo di avere una possibilità di diventare un Hall of Famer” ha detto Rivera in una conference call con i giornalisti. “Ma questo era oltre la mia immaginazione. Sono rimasto sbalordito dal modo in cui ho ottenuto questo riconoscimento. E’ l’apice di ogni giocatore di baseball”. L’unanimità non l‘aveva raggiunta mai nessuno. Per avere l’onore di entrare in questo ristretto club serve almeno il 75% dei voti e prima del panamense il primato apparteneva a Ken Griffey Jr. che nel 2016 aveva ottenuto il 99.3% di voti. Lo sfortunatissimo Roy Halladay, scomparso in un incidente aereo nel 2017, e Mike Mussina, sono entrati nella Hall of Fame assieme a Rivera, ricevendo rispettivamente l’85.4% ed il 76.7%.
Quanta strada per Rivera da quando, appena sbarcato negli States venne spedito a giocare la Gulf Coast League (GCL) in una squadra affiliata agli Yankees. In quel periodo scriveva spesso ai genitori (che non avevano il telefono), confidando di sentirsi solo e nostalgico. Eppure in quella prima stagione mise insieme una media PGL di 0.17 in 52 inning lanciati come rilievo. La squadra consentì a Rivera di giocare partente nell’ultima partita di campionato per accumulare inning sufficienti e vincere un bonus di 500 dollari come leader della media PGL della lega. E lui ringraziò lanciando una “no-hitter” da 7 riprese.
L’anno successivo venne promosso in singolo A e iniziò la sua ascesa nell’organizzazione, nonostante il grave infortunio al legamento collaterale ulnare del gomito destro che nel 1992 lo costringe all’intervento chirurgico. Nel 1994 dopo essere stato promosso in singolo A avanzato, venne trasferito in doppio A con gli Albany-Colonie Yankees nella Eastern League, e successivamente in triplo A con i Columbus Clippers nell’International League. Rivera chiuse il 1994 con un record di 10-2 in 22 partenze e, sebbene abbia faticato con i Clippers (5.81 di media PGL in 6 partenze), venne classificato come il nono miglior prospetto degli Yankees dalla rivista “Baseball America” mentre suo cugino Ruben, che Mariano aveva consigliato di prendere alla sua organizzazione durante le sue prime off-season, si classificò secondo.
Il 1995 è l’anno del debutto in Major. Dopo aver iniziato la stagione con i Clippers (1-1, 1.50 di media PGL in 4 partenze), venne chiamato per sostituire l’infortunato Jimmy Key. Il 23 maggio Rivera sale sul monte di lancio come partente contro i California Angels dove reggerà appena 3.1 inning subendo 8 valide, tra cui 1 fuoricampo, e 3 basi per ball che costeranno 5 punti. Dopo 4 partite con una media di 10.20, Rivera venne rispedito in triplo A e l’organizzazione pensò seriamente di cederlo ai Detroit Tigers nell’ambito della trattativa per David Wells, ma proprio in quel periodo, rientrato da un piccolo infortunio alla spalla, Rivera lanciò uno “shut-out” da 5 inning con lanci che avevano raggiunto le 95 miglia orarie, circa 6 miglia orarie in più della sua media precedente. Rivera attribuisce questo inaspettato miglioramento a Dio, di cui è grande fedele. E’ stata questa, forse, la più grande “sliding-door” della sua vita visto che il GM degli Yankees, dopo aver voluto verificare personalmente i miglioramenti del giocatore, escluse qualunque trattativa. Il 4 luglio dello stesso anno Rivera lanciò di nuovo in Major, stavolta al Comiskey Park di Chicago, contro i White Sox. In 8 inning lanciati concesse appena 2 valide e 4 basi per ball, lasciando a zero lo score degli avversari con 11 strike-out all’attivo. Dopo un’altra breve “retrocessione” in triplo A ad agosto, Rivera torna in Major a settembre, dove lancia anche in gara-2 delle Division Series contro i Mariners ottenendo la sua prima vittoria di post-season (entrò come ultimo rilievo con 2 valide, 5 strike-out in 3.1 inning lanciati). Dal 1996 entrò in pianta stabile nel bullpen degli Yankees e dal 1997, anno in cui perfezionò la sua micidiale “cut-fastball”, consolidò il suo ruolo di closer. Rivera rimase con gli Yankees fino al 2013, anno del suo ritiro.
In carriera ha messo insieme 5 World Series (1996, 1998, 1999, 2000 e 2009), un titolo di MVP alle World Series (1999), MVP della American League Championship Series (2003), 5 volte rilievo dell’anno (1999, 2001, 2004, 2005, 2009), 3 volte leader nel ranking delle salvezze ottenute (1999, 2001, 2004), e 13 volte All-Star. Ad oggi mantiene il record di salvezze in carriera (652) nella storia della MLB, ha visto ritirare il suo numero (42) dai New York Yankees che gli hanno dedicato anche una statua nel “Monument Park” del nuovo Yankees Stadium.
Il prossimo appuntamento per “Mr. Unanimous” è per il 21 luglio a Cooperstown, nella cerimonia ufficiale di ammissione alla Hall of Fame.

 

Andrea Tolla
Informazioni su Andrea Tolla 451 Articoli
Nato a Roma nel 1971, Andrea è padre di 3 figli, Valerio, Christian e Giulia. Collabora con il quotidiano Il Romanista dove si occupa, tra le altre cose di baseball e football americano. Appassionato di sport in genere collabora anche con il mensile Tutto Bici e con il quotidiano statunitense in lingua italiana America Oggi. Ex-addetto stampa della Roma Baseball, cura una rubrica di baseball all'interno di una trasmissione sportiva di un'emiitente radiofonica romana.

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