Oregon State–Arkansas è l'ultimo atto per la NCAA 2018

Al via stanotte la serie finale al meglio delle 3 gare che assegnerà il titolo nazionale. Protagoniste in diamante la super favorita Oregon State e la fortissima Arkansas che ha estromesso Florida, campione in carica

Grandi emozioni e cattive condizioni atmosferiche hanno caratterizzato la tradizionale settimana di baseball ad Omaha nel Nebraska dove si è concentrata l'attenzione dei tantissimi appassionati del College Baseball. Nel nostro veloce riepilogo dobbiamo citare senz'altro North Carolina e Texas Tech che hanno sorpreso le due super favorite della vigilia, Oregon State e Florida, ma senza dimenticare Mississippi State ed Arkansas che hanno subito confermato il loro grande stato di forma in questa post-season sconfiggendo rispettivamente la coriacea Washington (1-0 al nono inning) e Texas con un big inning da 8 punti. Gli esordi positivi però non hanno portato bene a North Carolina e Texas Tech, entrambe incappate in due sconfitte consecutive che le hanno di fatto eliminate dalla contesa. Si è infranto all'ultimo anche il sogno dei Bulldogs di Mississippi State che questa volta non sono riusciti a tirar fuori l'ennesimo miracolo (leggasi walk-off homerun vincente al nono inning) e sono stati eliminati da Oregon State in semifinale. Destino simile anche per Texas la cui esclusione veloce da questa fase finale (nette sconfitte con Arkansas e Florida) ha significato anche la conclusione della stagione 2018 per il nostro Matteo Bocchi che ha avuto comunque la soddisfazione di lanciare un inning in queste College World Series nella sconfitta dei suoi Longhorns contro Arkansas. Per Matteo, nel complesso, una grande annata d'esordio in Ncaa Division I con ottime statistiche personali (4 vittorie, 1 sconfitta e 1 salvezza con 38.1 inning lanciati in 21 apparizioni sul monte di cui 4 partenze, 3.05 di media PGL e 34 strikeout) e soprattutto la vittoria nella gara decisiva dei Super Regional contro Tennessee Tech che ha portato i Longhorns alle College World Series.
Analizzando le due finaliste Oregon State e Arkansas non si può che sottolineare come siano arrivate in maniera diversa a questa serie finale: percorso netto (3 vittorie su 3 incontri) per Arkansas che ritorna alla finalissima Ncaa per la prima volta dal lontano 1979 e dopo aver estromesso Florida, la super favorita e rivale di Conference, grazie ad un attacco esplosivo fra i primi 3 dell'intera Ncaa con protagonisti fra gli altri due freshmen (primo anno Ncaa) dal sicuro futuro brillante come il terza base Casey Martin e l'esterno sinistro Heston Kjerstad senza dimenticare l'esterno centro Dominic Fletcher "torrido" nelle ultime partite. Non sono stati da meno per coach Dave Van Horn anche il monte di lancio con Blaine Knight, Kacey Murphy ed Isaiah Campbell sugli scudi ben spalleggiati dall'affidabile rilievo Barrett Loseke e la difesa con giocate super come la presa al volo dell'esterno destro Eric Cole con il guanto oltre la recinzione di foul al nono inning delle decisiva vittoria contro Florida.
Altra storia per Oregon State, dominatrice della stagione regolare ma che, come già lo scorso anno, arrivata ad Omaha si è come bloccata e dopo aver perso la sfida d'esordio con North Carolina con il suo talentuoso partente Luke Heimlich, è arrivata in grande difficoltà sul ciglio dell'eliminazione nella seconda gara contro Washington e deve ringraziare, probabilmente, una lunga interruzione per pioggia (oltre 4 ore) se è vero che alla ripresa delle ostilità ha piazzato un parziale di 10 punti consecutivi ribaltando il punteggio a favore per 14-5. Da li' i ragazzi di coach Pat Casey hanno ingranato l'overdrive e con 3 successi in fila dapprima con North Carolina e quindi per due volte contro la grande sorpresa Mississippi State sono arrivati a giocarsi tutto in questa mini serie finale con il desiderio di riconquistare il titolo Ncaa che manca a Corvallis nell'Oregon dal 2007.
Detto in precedenza dei punti di forza di Arkansas, per quel che riguarda Oregon State sono da sottolineare gli ottimi stati di forma in battuta dell'esterno destro Trevor Larnach, del ricevitore Adley Rutschman (un sensazionale .529 di media battuta e 10 punti battuti a casa in queste College World Series) e del designato Tyler Malone (autore del fuoricampo decisivo in semifinale) nonché il probabile rientro come lead-off dell'atletico esterno centro Steven Kwan fermato da un problema muscolare nelle ultime due decisive sfide.
Ci si aspetta una serie ricca di punti visto la potenza dei due attacchi (9.6 di media per i Oregon State e 7.7 per Arkansas) ma potrebbe essere, come spesso accade, l'efficacia dei lanciatori a decidere l'esito della finalissima. Probabili partenti di gara-1 Luke Heimlich (16 vittorie per lui) per Oregon State e Blaine Knight (13 vittorie e zero sconfitte) per Arkansas. E che vinca il migliore.

 

Informazioni su Andrea Palmia 134 Articoli
Andrea Palmia è nato a Bologna il 4 aprile 1968 e vive nel capoluogo emiliano con la moglie Aurora e la figlia Lucia di due anni. Laureato in Pedagogia con una tesi sperimentale sui gruppi ultras, lavora dal 1995 come educatore professionale con utenti disabili mentali e fisici. Appassionato di sport in genere ed in particolare di quelli americani, ha sempre avuto come sogno nel cassetto quello di fare il giornalista sportivo. Dal baseball giocato nel cortile del condominio con una mazza scolorita alle partite allo stadio Gianni Falchi con i fuoricampo di Roberto Bianchi e Pete Rovezzi, il passo è stato breve. Fortitudino nel DNA, nutre una passione irrazionale per i "perdenti" o meglio per le storie sportive "tormentate" fatte di pochi alti e di molti bassi.

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