San Marino, perché Mario Chiarini

Mazzotti: "E' un ragazzo che conosce benissimo il baseball giocato, dovrà affrontare il processo da rookie-manager"

Tutto a un tratto l'autunno del baseball italiano ha avuto un'impennata. Lo storico passaggio di consegne ai vertici dei Pirati, gli importanti ritorni alla base a Parma, il mercato che si scalda a Bologna. Non poteva esimersi dal "regalare" notizie la T&A San Marino, per il momento sotto forma di guida tecnica. Nanni se ne va e arriva Mario Chiarini, una scelta che per qualcuno rappresenta una vera e propria sorpresa, ma che la società del Titano ha ponderato con attenzione, appena ha cominciato a scricchiolare il rapporto con l'ex tecnico della Fortitudo.
"Dopo la rinuncia inaspettata di Nanni – sottolinea il general manager Mauro Mazzotti – la nostra scelta per certi versi è stata abbastanza facile. Abbiamo puntato su un giocatore carismatico a livello di spogliatoio, l'ostacolo poteva essere far capire a Mario che avrebbe dovuto anticipare di un anno, forse due, la fine della carriera da giocatore e buttarsi subito in questa nuova avventura, invece lui ha accettato con grande entusiasmo".
Chiarini e il baseball, un binomio inscindibile, ora però dovrà imparare a stare dall'altra parte della barricata. "E' un ragazzo che conosce tutte le sfumature di questo sport, ha fatto il giocatore professionista, ha giocato tantissime partite a livello internazione, ha disputato tre edizioni del World Baseball Classic e in parecchie competizioni l'ha fatto da protagonista. Da questo punto parte avvantaggiato. Poi ci sono altri aspetti sui quali logicamente dovrà lavorare, il classico processo di apprendimento che spetta a un "rookie-manager": la gestione delle risorse umane a sua disposizione, la strategia da attuare durante una partita, le diverse etnie con le quali confrontarsi quotidianamente, perché un conto è farlo da compagno di squadra, un altro è farlo da capo-allenatore".
Che squadra gli metterete a disposizione? "Partiamo dalle certezze, cioè da un roster che ha perso Ermini e Chiarini a fine carriera, Poma tornato a Parma e Cit (che andrà a Rimini, ndc). Quattro position player da sostituire dunque e quindi prima vediamo chi arriverà poi capiremo come giocherà la squadra. In realtà aspettiamo l'ok definitivo sulle regole da attuare nella prossima stagione – conclude Mazzotti – anche se ormai il roster composto per il 50{f91de22ed0d11261dfb1cbb497125a391143d735a829cf7c7466aead47b6ed5a} da Afi sembra assodato. Questo logicamente porta a un orientamento generale diverso rispetto al passato, non solo per noi ma per tutta l'Ibl".

Carlo Ravegnani
Informazioni su Carlo Ravegnani 145 Articoli
Carlo Ravegnani, nato a Rimini il 31 gennaio del 1968, ha iniziato la carriera giornalistica a 20 anni nell'allora Gazzetta di Rimini, "sostituita" dal 1993 dall'attuale Corriere Romagna dove lavora come redattore sportivo. Collaboratore per la zona di Rimini del Corriere dello Sport-Stadio, il baseball è stata una componente fondamentale nella sua vita: dapprima tifoso sugli spalti dello Stadio dei Pirati poi giocatore nel mitico Parco Marecchia e poi nel Rimini 86, società che ha fondato assieme a un gruppo di irriducibili amici. Quindi giornalista del batti e corri sulla propria testata e alcune saltuarie collaborazioni con riviste specializzate oltre che radiocronista delle partite dei Pirati assieme all'amico e collega Andrea Perari. Negli ultimi anni è iniziata anche la carriera dirigenziale, con la presidenza (dal 2014) dei Falcons Torre Pedrera. La passione è stata tramandata al figlio Riccardo che gioca lanciatore e prima base negli stessi Falcons.

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