Ancora Pirati e la doppietta è servita

Rimini bissa la vittoria di venerdì e ora San Marino è con le spalle al muro. Partita chiusa dal grande slam di Infante

Due a zero Pirati. Esattamente come nella finale del 2013 quando Rimini vinse due partite a San Marino prima di subire la clamorosa rimonta. Quindi la finale scudetto, che dopo il 15-5 di ieri sera pende decisamente dalla parte riminese, è ancora tutta da giocare. Certo che la squadra di Paolo Ceccaroli è andata a minare le sicurezze e le certezze di quella di Marco Nanni, cioè un monte lunghissimo che avrebbe dovuto assicurare ai titani la possibilità di una comoda e robusta rotazione.
Invece in garauno Quevedo non è stato impeccabile e in garadue la prestazione di Florian è stata scadente, peraltro affossato dalla sua difesa, per non parlare della chiusura di Oberto. Rimini è in fiducia, non c'è che dire, la serie vincente con Bologna ha galvanizzato i Pirati che nel box vanno tranquilli e distesi e sulle basi si permettono quelle giocate quasi mai ammirate durante la regular season. Dicevamo degli errori sammarinesi: pesante quello di Albanese al secondo sul tentativo di doppia rubata terza-seconda di Celli e il redivivo Caseres, entrambi a punto sull'errore di tiro del catcher. Pesante pure quello di Reginato che sulla comoda volata di sacrificio di Vasquez ha perso la pallina dando via all'inning da 4 punti dove il protagonista è stato ancora Celli.
La T&A questa volta ha saputo reagire, trovando due punti al terzo con i doppi di Pulzetti e Poma e altrettanti al quarto col doppio di Avagnina e la volata dello stesso Pulzetti. Intanto Nanni si è affidato ai suoi rilievi italiani, romagnoli per la precisione, con Cherubini autore di sette out di fila prima di riempire le basi a suon di ball, compresi i quattro a Bertagnon che sono valsi il 7-4. Stesso discorso per Coveri rientrato dalla Repubblica Dominicana, giusto in tempo per frenare le mazze riminesi, con sette out consecutivi tra fine sesto, poi settimo e ottavo inning.
E mentre Rimini è rimasto due volte a basi piene, le speranze della T&A si sono infrante sui doppi giochi da fine inning di Ferrini e Albanese. Poi palla ai rilievi: ma mentre Teran conduceva in porto la gara, Oberto non trovava la zona dello strike su Caseres e Bertagnon per poi incassare il grande slam di Infante che metteva di fatto fine a una partita contraddistinta da 27 valide, 8 di queste extrabase. Ora due giorni di stop, poi si riparte martedì allo Stadio dei Pirati con il primo match ball a disposizione della squadra neroarancione.

Il tabellino

 

Informazioni su Carlo Ravegnani 202 Articoli
Carlo Ravegnani, nato a Rimini il 31 gennaio del 1968, ha iniziato la carriera giornalistica a 20 anni nell'allora Gazzetta di Rimini, "sostituita" dal 1993 dall'attuale Corriere Romagna dove lavora come redattore sportivo. Collaboratore per la zona di Rimini del Corriere dello Sport-Stadio, il baseball è stata una componente fondamentale nella sua vita: dapprima tifoso sugli spalti dello Stadio dei Pirati poi giocatore nel mitico Parco Marecchia e poi nel Rimini 86, società che ha fondato assieme a un gruppo di irriducibili amici. Quindi giornalista del batti e corri sulla propria testata e alcune saltuarie collaborazioni con riviste specializzate oltre che radiocronista delle partite dei Pirati assieme all'amico e collega Andrea Perari. Negli ultimi anni è iniziata anche la carriera dirigenziale, con la presidenza (dal 2014) dei Falcons Torre Pedrera. La passione è stata tramandata al figlio Riccardo che gioca lanciatore e prima base negli stessi Falcons.

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