Ceccaroli: "Il mio Rimini tutto di corsa"

Il ritorno di "Ciga" ai Pirati con cui ha vinto 5 scudetti e 2 Coppe Campioni: "Gioco in casa ma dovrò dimostrare di essere profeta in patria. Il Pres è sinonimo di garanzia, di passione, ha ancora voglia di vincere"

Si dice che i treni passano una volta sola. Quello che si è fermato alla stazione di Rimini, per Paolo Ceccaroli, è invece passato più volte. Il miglior prodotto in assoluto uscito dal settore giovanile neroarancione, già tre-quattro anni fa era stato contattato dal presidente Rino Zangheri per allenare la sua squadra. Invito apprezzato ma declinato con rammarico, d'altronde il lavoro era la priorità per "Ciga". Ora invece le cose sono cambiate e Ceccaroli torna a vestire la casacca dei Pirati con la quale ha vinto cinque scudetti e due Coppe Campioni. "Beh, l'ambiente lo conosco bene, anche se logicamente non ci sono più i compagni della mia ultima avventura a Rimini nel 2003".

In realtà due compagni di viaggio li ritrova, seppur con mansioni diverse. "Elio Gambuti, appena saputo del mio incarico, mi ha telefonato e si è detto subito disponibile a entrare nello staff. E poi c'è Pippo Crociati".

Ma soprattutto c'è Rino Zangheri. "Il Pres è sinonimo di garanzia, di passione, ha ancora voglia di vincere, me l'ha subito trasmessa e io lo farò alla squadra. A Rimini gioco in casa, è vero, ma dovrò dimostrare di saper essere profeta in patria".

Un tuffo nel passato l'avrà fatto "Ciga" ripensando ai suoi primi passi nel batti e corri. "Ho cominciato a giocare nel Rimini Baseball sugli 11-12 anni, prima giocavamo per strada, ogni spiazzo era buono per ritrovarci con mazza, guantone e palline. I campetti e i parchi erano presi d'assalto a Rimini, chi arrivava in ritardo restava a guardare".

Quarant'anni dopo però il fascino della casacca dei Pirati è rimasto inalterato. "E' una delle società che hanno fatto la storia di questo sport, gli allenatori italiani ambiscono a sedersi su questa panchina, credo che sia un importante punto d'arrivo".

Rimini significa anche puntare ogni anno al vertice: come pensa di arrivarci? "Giocando un baseball aggressivo: corsa e aggressività dovranno essere le nostre armi dall'inizio della preparazione all'ultima partita. L'aspetto atletico lo considero fondamentale, il fatto di cominciare il campionato a metà aprile ci aiuta in questo senso. Parlando di aggressività intendo una squadra che sia attenta e furba sulle basi, ma anche aggressiva a livello difensivo e con i nostri pitcher che dovranno attaccare la zona dello strike".

Ceccaroli logicamente si occuperà della gestione dei lanciatori e a tal proposito, cosa ci può dire del volto nuovo Rosario? "Me ne ha parlato bene Gustavo Martinez, ha trascinato la sua squadra alle finali della Liga Nicaraguense a suon di ottime prestazioni. Credo che possa formare una coppia ben assortita con Hernandez".

Informazioni su Carlo Ravegnani 202 Articoli
Carlo Ravegnani, nato a Rimini il 31 gennaio del 1968, ha iniziato la carriera giornalistica a 20 anni nell'allora Gazzetta di Rimini, "sostituita" dal 1993 dall'attuale Corriere Romagna dove lavora come redattore sportivo. Collaboratore per la zona di Rimini del Corriere dello Sport-Stadio, il baseball è stata una componente fondamentale nella sua vita: dapprima tifoso sugli spalti dello Stadio dei Pirati poi giocatore nel mitico Parco Marecchia e poi nel Rimini 86, società che ha fondato assieme a un gruppo di irriducibili amici. Quindi giornalista del batti e corri sulla propria testata e alcune saltuarie collaborazioni con riviste specializzate oltre che radiocronista delle partite dei Pirati assieme all'amico e collega Andrea Perari. Negli ultimi anni è iniziata anche la carriera dirigenziale, con la presidenza (dal 2014) dei Falcons Torre Pedrera. La passione è stata tramandata al figlio Riccardo che gioca lanciatore e prima base negli stessi Falcons.

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