Emozioni europee a Rimini e San Marino

Scatta domani in Romagna la European Champions Cup 2016. I Pirati del "Pres" Zangheri vogliono stoppare un digiuno di 27 anni, Bologna cerca la rivincita sul Rotterdam campione in carica ma anche un incerottato San Marino punta in alto.

Il vento europeo torna a soffiare sui diamanti dello Stivale. Lo Stadio dei Pirati di Rimini e quello di Serravalle sono pronti ad ospitare l’edizione 2016 della Coppa dei Campioni, ribattezzata European Champions Cup con una formula rinnovata rispetto a quanto era successo nelle ultime stagioni. In pratica è un ritorno al passato, 8 squadre divise in due gironi invece delle precedenti 12 ma soprattutto semifinali e finale giocate consecutivamente e non dopo un paio di mesi con annesse difficoltà di date libere da trovare.

Da domani fino a sabato, tra Marecchia e Monte Titano, saranno cinque giorni ad alto contenuto tecnico e di suspance visto che in diamante scenderà quanto di meglio può offrire al momento il batti e corri continentale. I campioni d’Europa in carica del Door Neptunus Rotterdam che nel 2015 hanno conquistato il “double” battendo il Corendon Kinheim nelle “Holland Series” saranno affiancati dall’altra ormai presenza fissa “orange” ovvero quella targata L&D Pirates Amsterdam, qualificato perché vincitore della regular season 2015. Tutto lascia presupporre che sarà per l’ennesima volta un duello Italia-Olanda visto che il Belpaese oppone la scudettata Rimini insieme alla Unipol Fortitudo Bologna (che proprio l’anno scorso fu costretta a cedere la finale europea a Rotterdam) e alla T&A San Marino. Completano il quadro le due tedesche Legionaere Regensburg (o Ratisbona per dirla all’italiana) e Heidenheim e la rappresentante ceka Kotlarka Praga, che per una volta ha fatto fuori il solito Draci Brno.

Grazie all’impegno del “Pres” Rino Zangheri, Rimini ha fortemente voluto l’organizzazione di questa Coppa dei Campioni, trofeo che i Pirati rivieraschi non alzano dal giugno 1989 quando l’allora Ronson Lenoir piegò gli Haarlem Nicols a Viladecans. Da allora una beffa dopo l’altra, soprattutto l’ultima finale giocata proprio sul diamante di Rimini 13 anni fa con la sconfitta al cospetto del solito Rotterdam che trovò la chiave per ribaltare tutto con dei semplici bunt sul partente riminese Martin Sanchez. La squadra di Pepita Munoz si ritrova nel girone B insieme all’L&D Amsterdam in una sorta di “derby piratesco” per la conquista del primo posto nel girone, ma non si può dire che i neroarancioni arrivino veramente al top della condizione a questo appuntamento che per la società riminese rappresenta il clou della stagione. Qualche problema fisico di troppo e soprattutto la bastonata presa una settimana fa nel tremendo week-end contro Bologna, hanno tolto alcune certezze a un Rimini che fino a dieci giorni fa sembrava invece godere di ottima salute. L’ultimo trittico con Padova ha riportato il sereno e restituito a Munoz un monte in formato gigante ma l’attacco continua a stentare. La squadra però sembra costruita appositamente per puntare a questa Coppa: di tutto il parco lanciatori solitamente a disposizione in campionato, Munoz dovrà rinunciare (anche se a malincuore) soltanto al closer Cubillan, potendo però contare sui partenti Candelario e Hernandez (che per le norme europee non è straniero) oltre ai due stranieri di campo (Flores e Mayora). Inoltre a disposizione Escalona e Teran (passaportati italiani) così come Noguera che potrà difendere il cuscino di seconda viste anche le cattive condizioni fisiche di Babini. Rimini comincia subito con la partita chiave per il primo posto del girone: domani sera (ore 20,30) c’è il confronto con l’L&D Amsterdam del pitching-coach Rob Cordemans, leggendario pitcher olandese che però quest’anno non è mai salito sulla collinetta per via (a quanto si dice) di un problema al braccio. I pirati tulipani stavano guidando la Honkbal Hoofdklasse con una sola sconfitte in 18 partite, ma proprio nell’ultimo week-end sono stati sconfitti due volte di stretta misura dal Neptunus Rotterdam che ha pure operato il sorpasso in classifica. Domani sera probabile partente il pitcher numero 1, l’olandese Kevin Heijstek. Attenzione comunque al Regensburg capolista della Bundesliga Sud (mercoledì sera contro Rimini), pericolosissimo quando sul monte schiera il gigante olandese Mike Bolsenbroek.

L’idea comunque è che 1° o 2° posto nel girone B faccia poca differenza, perché in ogni caso la semifinale contro la prima o la seconda del girone A equivarrà a una vera e propria finale. Il gruppo che gioca le sue partite a Serravalle (fatta eccezione per la rivincita europea 2015 Bologna-Rotterdam in programma a Rimini mercoledì pomeriggio) può infatti considerarsi come il classico girone di ferro. Sono in tre per due posti: Neptunus. Unipol e T&A. E comunque la si giri, azzardare un pronostico è pura fantasia. San Marino gioca in casa ma il suo roster si è pericolosamente accorciato a causa dei malanni accusati da due giocatori chiave come Chiarini (problemi a un polso) e Reginato (uscito contro Novara per un dolore al costato). Per questo il manager Mazzotti deciderà solo in extremis se affidarsi a due pitcher sui tre stranieri a disposizione (quindi Quevedo e Camacho) oppure puntellare difesa e line-up inserendo Colmenares con Vasquez. Chi arriva invece con il morale a mille è la Fortitudo Bologna, la cui stagione ha letteralmente svoltato dieci giorni fa con il roboante sweep su Rimini che ha ridato fiducia a tutti i reparti della squadra. L’attacco è letteralmente esploso ritrovando giocatori chiave fino a quel momento in ombra e così pure il mound ha ritrovato le sue certezze. Bologna ha tesserato Tyler La Torre il che significa dare fiducia (e ci mancherebbe altro) a Cedeno (resterebbe giù Marval, anche in questo caso a malincuore) e logicamente ai due pilastri del monte Zielinski e Rivero. E si comincia subito con il “derby” contro la T&A (domani ore 19,30), già uno spartiacque in chiave qualificazione. Resta comunque inteso che tanto Bologna quanto San Marino debbano fare i conti con gli olandesi campioni in carica, per nulla intenzionati a mollare la presa. Rotterdam è di fatto la stessa squadra di un anno fa, con i punti di forza ben noti sul monte come Markwell, Van Den Branden e Yntema e nel box di battuta con il catcher Boekhoud e il terza base Legito, solo per citarne un paio. Anche in questo però, occhio alla buccia di banana rappresentata dai tedeschi dell’Heidenheim, campioni di Germania in carica e quasi appaiati al Regensburg in Bundesliga. Una cosa è certa, ci sarà da divertirsi.

Cristiano Cerbara
Informazioni su Cristiano Cerbara 457 Articoli
Nato a Rimini 38 anni fa, Cristiano Cerbara è entrato nel mondo del giornalismo sportivo dall'ottobre del 1998, ovvero da quando ha rivestito per quattro anni i panni di collaboratore esterno del quotidiano locale "La Voce di Rimini" curando principalmente e giornalmente le vicende calcistiche del Rimini e collaborando comunque anche per quanto riguarda il baseball fino a diventarne responsabile in prima persona dai play-off 2001. E nell'ottobre 2002 ecco il passaggio alla redazione del Corriere Romagna dove ha ricomposta la staffetta di baseball.it con l'amico Andrea. Ma quello per il "batti e corri" é un amore profondo, nato con un classico colpo di fulmine all'età di 19 anni. Era infatti il 1988 quando il baseball cominciò a fare parte della sua vita sfociando in una passione che lo ha portato a saltare (per cause di forza maggiore) appena 2 partite allo stadio dei Pirati di Rimini (le ultime ed ininfluenti della regular season 1997) negli ultimi 15 campionati. Sposato dal settembre del 2000 con Monica, collabora con "Il Biancorosso" (giornalino quindicinale che esce in occasione delle partite interne del Rimini Calcio) e con il settimanale "Romagna Sport". Segue con interesse il baseball delle Major League e il suo sogno sarebbe quello di poter assistere dal vivo ad una partita di finale delle World Series ma per il momento si accontenta di entrare virtualmente nei templi del batti e corri a stelle e strisce consumando la sua Play-station a suon di fuoricampo e spettacolari prese in tuffo. Un altro desiderio forse irrealizzabile é quello di poter vedere un giorno il baseball italiano arrivare allo stesso grado di popolarità del calcio.

Commenta per primo

Lascia un commento