"Forza Azzurri": un tifoso speciale nel Fan Cave di NY

Pieluigi Mandoi negli USA per rappresentare l'Italia grazie al "MLB Fan Cave: World Baseball Classic Edition". Un enorme muro di schermi TV per guardare e commentare in diretta i match del WBC. Pensando intensamente alla Nazionale

E' volato oggi alla volta di New York dove tra qualche giorno comincerà ad assistere a tutte le partite del World Baseball Classic davanti ad un muro di monitor televisivi. Il luogo prescelto è il "Cave Monster" e lui, Pierluigi Mandoi, in compagnia di altri 15 tifosi, scelti in rappresentanza di ogni squadra nazionale partecipante alla terza edizione del WBC, non vede l'ora di cominciare. Con l'Italia sempre nel cuore, all'interno del MLB Fan Cave. L'emozione di Pierluigi è già altissima. Per Mazzieri e gli azzurri, per il baseball e per quella passione straordinaria che lo avvolge da 10 anni, attraverso notti insonni. In questa intervista il 22enne studente leccese racconta a Baseball.it l'esperienza che si appresta a vivere, il sogno di incontrare i suoi campioni preferiti, e la speranza, secondo lui neanche troppo remota, di vedere avanzare gli azzurri.

Pierluigi, cosa vuol dire partecipare al MLB Fan Cave?

MLB Fan Cave è l'esperienza di una vita per chi, come me, vive di pane e baseball, per quelli che come me da Marzo a Novembre passano innumerevoli notti insonni a guardare il gioco più bello del mondo e che, come me, dal giorno dopo la fine delle World Series iniziano già a contare i giorni che mancano allo Spring Training. Nella Fan Cave io ed altri 15 tifosi, uno per nazione partecipante al Classic, faremo quello che la Major League Baseball, quando presentò la prima edizione del progetto nel 2010, definì "The Dream Job": guardare tutte le partite del torneo in diretta, sostenere la propria squadra, e condividere l'esperienza con migliaia di tifosi provenienti da tutto il mondo tramite i social media. Ma, principalmente, l'essenza di un'esperienza come MLB Fan Cave è il promuovere e far conoscere il baseball nel mondo e io farò di tutto per sfruttare quest'opportunità e far avvicinare i nostri conterranei a questo fantastico sport.

Come sarà organizzata la tua giornata?

L'unica costante delle giornate che passeremo nella Fan Cave saranno le partite del World Baseball Classic. A partire da venerdì notte (sabato mattina in Italia) ogni giorno saremo davanti al "Cave Monster", il gigantesco muro di televisori che adorna la stanza principale della Cave, a guardare tutte le partite del torneo ed condividere le nostre opinioni su di esso. Ma ci saranno anche altre attività: lavoreremo con personalità legate al mondo del baseball, celebrità e musicisti, e faremo dei video, che verranno postati, così come tutto il contenuto riguardante quest'esperienza, sul sito ufficiale di MLB Fan Cave (www.mlbfancave.com)

Chi speri di incontare da vicino e cosa gli domanderai?

Spero innanzitutto di incontrare la Nazionale italiana, perché questo vorrebbe dire che gli Azzurri avranno raggiunto come minimo la semifinale. I quattro tifosi delle squadre semifinaliste, infatti, avranno la possibilità di andare all'AT&T Park di San Francisco a guardare dal vivo le ultime tre partite del torneo, e di incontrare le proprie rappresentative. A parte questo, sono molto entusiasta all'idea di conoscere gli ex giocatori di Major League e, da tifoso sfegatato degli Yankees, spero di incontrare alcuni di quelli che sono stati i protagonisti della dynasty degli anni '90, come Jorge Posada, Paul O'Neill, Tino Martinez, ma anche Aaron Boone. A loro chiederei cosa si prova a giocare negli stessi campi che sono stati solcati da grandissimi campioni come Joe DiMaggio, Mickey Mantle, Ted Williams, Roberto Clemente…

Quando e come nasce questa tua grande passione per il baseball?

Mi sono innamorato del baseball in una giornata di ottobre del 2003, quando mi sono trovato per caso a vedere una replica di gara-7 delle Championship Series della American League tra Yankees e Red Sox. I partenti erano Roger Clemens e Pedro Martinez e sono rimasto subito incuriosito dalla storia della maledizione del Bambino che veniva raccontata in telecronaca. Poi è arrivato l'undicesimo inning, ed è arrivato Aaron Boone, che ha sparato la prima knuckleball di Tim Wakefield negli spalti dietro l'esterno sinistro. Quello, credo, è stato il momento in cui ho capito che il baseball è il gioco più bello del mondo.

Puoi raccontarci come sei arrivato a farti selezionare come rappresentante dell'Italia?

Per essere scelto nella MLB Fan Cave, oltre al mio curriculum, ho dovuto mandare alla Major League Baseball un elaborato di circa 400 parole in cui spiegavo di essere la persona giusta per rappresentare l'Italia ed esprimevo la mia opinione sull'importanza del World Baseball Classic per la promozione del baseball nel nostro Paese. Inoltre, ho girato un video di due minuti in cui ho dimostrato tutta la mia passione per questo sport.

Hai fatto qualcosa di particolare per farti scegliere?

In realtà niente di speciale, sono semplicemente rimasto me stesso. Chiunque faccia un po' di conversazione con me, non c'è dubbio che mi sentirà parlare di baseball almeno una volta e capirà quanto mi piaccia questo splendido gioco. Per farmi scegliere, ho fatto solo quello che faccio ogni giorno, cercare di trasmettere il mio amore per il baseball agli altri che mi stanno intorno.

Che emozioni ti da rappresentare gli azzurri?

L'emozione è sicuramente grandissima. Nonostante le contraddizioni e i problemi del nostro Paese, sono orgogliosissimo di essere Italiano. E sono ancora più orgoglioso di far parte della comunità italiana del baseball, in cui si respirà una cultura dello sport fantastica e in cui ci sono tantissime persone che fanno anche grandi sacrifici, trascinati dalla passione per il nostro gioco: da chi semplicemente la domenica mattina alle otto, invece di dormire, è sveglio a tracciare le linee del diamante, a chi lotta contro la cecità delle istituzioni per ottenere un pezzo di terreno in cui giocare. Quando ascolterò l'Inno di Mameli io sarò emozionatissimo, e sono sicuro che come me lo saranno anche probabilmente tutti i volontari che lavorano per il baseball in Italia, consapevoli che senza di loro probabilmente tutto questo non ci sarebbe.

Qualche previsione sul nostro girone di Phoenix?

Per una squadra della terza fascia come l'Italia, probabilmente un girone più difficile di questo non sarebbe potuto essere sorteggiato. Ci sono gli Stati Uniti che hanno un lineup stellare, un pitching staff straordinario (uno su tutti l'ultimo Cy Young della National League R.A. Dickey), e una fame di vittoria pazzesca, che li ha portati a chiamare come skipper il leggendario Joe Torre. Ma anche il Messico è un'ottima squadra, con campioni del calibro di Adrian Gonzalez, e ci affronterà nella prima giornata, quindi probabilmente con il loro miglior pitcher. Inoltre, il Canada è sicuramente, della quarta fascia, la squadra che nelle qualificazioni ha impressionato di più, sistemando senza alcuna difficoltà Gran Bretagna, Germania e Repubblica Ceca, e tutto questo senza l'apporto di alcun Major Leaguer. Ma, se in Major League la regular season dura 162 partite, un motivo c'è. Nella partita secca può succedere di tutto e per questo, sebbene parta con gli sfavori del pronostico, sono convinto che l'Italia abbia delle possibilità di portare a casa due partite e passare al turno successivo.

E chi vincerà secondo te alla fine?

Questo secondo me è l'anno buono per gli USA. Joe Torre non sbaglia mai un colpo, e gli americani hanno troppa voglia di portarsi a casa il trofeo. Occhio però a squadre asiatiche come il Giappone e la Corea, che anche se non hanno giocatori MLB nel proprio roster, fanno sempre un'ottima figura in questo tipo di tornei.

Cosa vuoi dire a Mazzieri e alla sua squadra? Un messaggio per gli azzurri…

Sono sicuro che ne siano già consapevoli, ma voglio ribadire agli Azzurri che, comunque vada, essi avranno sempre il supporto più assoluto da parte mia e di tutti gli appassionati di baseball in Italia. Sono altrettanto sicuro che i nostri ragazzi e i nostri manager onoreranno nella maniera migliore la maglia azzurra e il tricolore e ci renderanno orgogliosi, mostrando al mondo, ancora una volta, tutta la qualità del baseball del Bel Paese!

Oltre alla MLB segui anche il baseball italiano? E cosa si dovrebbe fare per migliorare il nostro "prodotto"?

Sì, seguo il baseball italiano, anche se per forza di cose meno della MLB, a causa della poca copertura radiotelevisiva. Risponderti è estremamente complicato. Credo però che il miglioramento del baseball in questo Paese debba partire dai giovani e da un cambiamento della cultura dello sport. Insegnando ai ragazzi che lo sport è qualcosa di diverso da tutto quello di cui i media sono pieni, che lo sport è un divertimento e non un modo per insultarsi a vicenda e fare squallide polemiche, sarà naturale che l'interesse per il baseball, che i valori del vero sport ce li ha tutti, arriverà e anche copioso. Bisogna ripartire dalla cultura sportiva per far riconquistare al baseball lo spazio che gli spetta in Italia. Importantissimi a questo fine dovranno essere anche i media (e anche per quelli, spero nelle nuove generazioni) Da par mio, io cercherò di fare il possibile, in questi giorni, per aiutare questo splendido gioco ad acquistare visibilità nel nostro Paese. E non vedo l'ora che inizino le partite.

Informazioni su Filippo Fantasia 656 Articoli
Nato nel 1964 ad Anzio, si occupa di sport USA e in particolare di baseball, pur svolgendo a tempo pieno attività professionale come Ufficio Stampa e Relazioni con i Media italiani e internazionali. Dal 1992 collabora con Il Giornale, in precedenza ha scritto per Tuttosport, La Stampa, Il Resto del Carlino, Il Tirreno, Corriere di Rimini, Guerin Sportivo, Play-off, Newsport, Baseball International, Sport Usa, Tuttobaseball. In ambito radio-televisivo ha effettuato radiocronache e servizi per conto di diverse emittenti quali Radio Italia Solo Musica Italiana, Italia Radio, Radio Luna LT, Radio Enea etc. Ha inoltre condotto programmi e realizzato speciali per alcune televisioni locali: nel 1998 ha curato il video "Fantastico Nettuno" dedicato alla conquista dello scudetto della squadra tirrenica (di cui è stato anche capo ufficio stampa). Significative sono state anche le esperienze vissute personalmente negli USA: gli ottimi rapporti instaurati con gli uffici stampa di diversi club (in particolare dei Red Sox) e con le redazioni dei quotidiani Boston Globe e Boston Herald che gli hanno permesso di approfondire i diversi aspetti legati al baseball e alla comunicazione sui media. E' stato il primo Responsabile Editoriale di Baseball.it, incarico che ha dovuto momentaneamente abbandonare per impegni professionali, tornando poi in seguito per assumere l'incarico di Direttore Responsabile. Nell'ottobre del 1997, durante le finali scudetto, ha curato il primo “play-by-play” in diretta su Internet del baseball italiano. Nell'estate del 1998 ha svolto attività di supporto all'Ufficio Stampa del Campionato del Mondo di baseball, con ampi servizi in voce per Radio Dimensione Suono Network e RDS Roma.

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