Un bel bottino pieno per quattro nel girone B

Codogno, Juve, Reggio Emilia e Ronchi portano casa il double-header contro le rispettive avversarie. Emiliani leader, secondi piemontesi, poi il gruppone delle altre. Ponte di Piave e Lodi ancora a caccia del primo successo

Scende la pioggia, meglio, scendeva la pioggia e cosa si fa? Si salta quasi completamente un turno di campionato e si passa al successivo. Storia dell'ultimo weekend, che ha visto scendere in campo le squadre del girone B della serie A per le giornate 5 e 6 della stagione senza che le due precedenti siano state disputate (Codogno e Padova le due uniche eccezioni). Le attese della vigilia sono state rispettate, almeno a Lodi, dove la corazzata Reggio Emilia ha steso per due volte la squadra di casa (13-2 per manifesta e 8-2). Molto bene anche la Juve contro il Ponte di Piave (11-1 per manifesta e 4-1) e i Black Panthers nel derby contro Redipuglia (8-0 e 4-3). Per il resto, grandissimo equilibrio. Codogno ha superato due volte i vice-campioni d'Italia del Rovigo sul filo di lana (6-5 e 4-3 all'undicesima ripresa) e Bollate ha incassato una vittoria in casa contro Padova al termine di una gara tiratissima (1-0 al decimo inning). La partita del mattino era finita 7-5 per i veneti.
In classifica, Reggio Emilia subito leader, con 4 vittorie in 4 gare. Seconda la Juve con 3 vittorie su 3, poi il gruppone delle squadre che attendono i prossimi incontri per capire che stagione sarà. Fanalini di coda, Ponte di Piave e Lodi. Per loro (4 sconfitte su 4), il campionato non è iniziato benissimo.

I PIU' DEL WEEKEND

Simone Baccari (New Black Panthers). Terza ripresa della gara tra le Pantere e i Rangers di Redipuglia. Varin non ingrana e sul campo di Ronchi dei Legionari comincia a cadere una pioggia battente di valide e basi per ball che cambia l'inerzia della partita. Nel box di battuta si presenta Baccari, che indovina il colpo che vale mezza carriera: grande slam, fuoricampo da 4 punti. Tutti a casa e applausi a scena aperta. Simone però non si accontenta. E nel turno successivo batte un doppio che premia un talento grande così. In gara 2, il bis, o quasi. 2 valide e 2 punti battuti a casa. Roba da fuoriclasse. Congratulazioni vivissime.

Palfinger Reggio Emilia, corsa sulle basi. Tagliavini, Ramada, Biagini, Negri, Bertoli, Gregorini e Bosco. Sette uomini per sette basi rubate. Ragazzi, che gambe. Vero, si potrebbe dire che la responsabilità di tanta grazia sia da addebitare anche ai due ricevitori del Lodi (Selmi e Cabrera, non proprio dei dilettanti allo sbaraglio) e ovviamente ai lanciatori della formazione lombarda. Epperò, 7 colpi riusciti in due gare fanno capire che in casa Palfinger si gioca un baseball pratico eppure umile. Potente e pure efficace.

Giuseppe Sciacca (Palfinger Reggio Emilia). Prima stagione in Emilia Romagna, dopo le tante cose belle mostrate a Paternò, e prime gare da assoluto protagonista. Succede tutto o quasi in gara 1. Due singoli e un fuoricampo da 2 punti in quattro turni alla battuta. Mica male, no? Andrà meno bene nell'incontro della sera (0 su 4, con 1 Rbi), ma quanta grazia. Chiude il weekend con numeri da favola: 3 su 8, con 5 punti battuti a casa. Il bomber ha trovato casa ed è felice.

Francesco Rosa Colombo (Juve 98). Come dire, da qui non si passa. Contro i lanciatori di Ponte di Piave, il prima base bianconero fa il diavolo a quattro e mette la firma su una doppia prestazione da grandissimo. Nessuna battuta extrabase, ma una qualità e una consistenza al piatto che merita di essere premiata. 5 su 8 alla battuta, con 3 Rbi, 1 base per ball e pure una base rubata. Giusto per chiudere il cerchio, nemmeno uno strike out. Roba vera.

Kristhiam Linares (Bollate). C'è ancora qualcosa da aggiungere sul fuoriclasse venezuelano che l'anno scorso ha fatto vedere numeri da primo della classe a Codogno? Gara 2 contro Padova. Linares rimane sul monte per 9 riprese 9 nascondendo la pallina agli avversari. Una sola valida, 15 strike out, nessun punto guadagnato e la miseria di 1 base per ball, con l'aggiunta di 2 colpiti che non macchiano di un'unghia una prova semplicemente strepitosa. Bollate ha messo in tasca la gara riservata agli stranieri, gran colpo.

Ortega Salas (Ilcea Rovigo). Il lanciamissili che presta servizio per i veneti ne ha combinata un'altra delle sue. Tiene in piedi Rovigo per oltre 10 riprese, poi capitola a causa di un singolo vincente di Alagna del Codogno. 7 valide, 2 punti incassati per colpa sua, 2 basi per ball e la bellezza di 16 eliminazioni al piatto. Ha fatto meglio in passato, ma accidenti che talento. Per il momento, può bastare.

I MENO DEL WEEKEND

Enrico Varin (Rangers Redipuglia). Quando si dice, forse era meglio se fossi rimasto a casa. Scherzi a parte, non è stato un gran weekend per il lanciatore partente dei giuliani. Che inizia abbastanza bene e poi crolla al terzo inning. Singolo, singolo, singolo, poi doppio, base intenzionale, base per ball e fuoricampo da 4 punti. E ancora, base per ball, 2 volte. Ecco quanto raccoglie nello spazio di meno di una ripresa il pitcher di Redipuglia.

Arturo Araujo (Ponte di Piave). Lanciare non è il suo mestiere e si vede. L'esterno centro della formazione veneta sale sul monte per sostituire uno stanco e deludente Brigi e non riesce nemmeno a chiudere la ripresa. Lancio pazzo, colpito, un triplo, un altro lancio pazzo, singolo, colpito, singolo, base per ball. Nemmeno un uomo eliminato.

Niccolò Angeloni (Old Rags Lodi). Gioca come interno, ma alla bisogna viene schierato anche come battitore designato. Peccato però che nell'ultimo weekend abbia fatto male sia in difesa sia in attacco. Due errori per lui e uno 0 su 6 alla battuta che non gli fa sicuramente piacere, soprattutto se consideriamo le 4 eliminazioni al piatto che si fanno largo nel registro delle gare.

Ivan Cechet (Rangers Redipuglia). Polveri bagnate per il bombardiere friulano, che contribuisce in modo non indifferente alla doppia sconfitta della sua squadra nel derby contro i New Black Panthers. Come? Semplice, lasciando sulle basi numero 11 corridori, che quando lo vedono nel box di battuta si disperano per la sciagura imminente. Il picco si raggiunge in gara 2, quella serale: 10 compagni in attesa e lui che sbaglia per l'ennesima volta.

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Informazioni su Dario Pelizzari 37 Articoli
Suo padre giocava a baseball, e pure bene. Lui, no, al baseball ha preferito il calcio, che però gli ha dato poco. Scrive praticamente da sempre, da quando qualcuno gli ha detto che con la penna non se la cavava male. E' nato nel 1975, vive e lavora Torino come giornalista freelance. Tifa Florida Marlins e legge Zagor, che intende imitare, prima o poi.

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