Bagialemani, l'anticipo negato e Giove Pluvio

Il manager nettunese furente per il mancato completamento di garatre a Novara. Il rischio ora è di dover effettuare nuovamente una trasferta di quasi 800 chilometri per una manciata di inning

Bastava un inning in più, arrivare al fatidico quinto, e il weekend di Novara sarebbe stato salvo… Magari proprio grazie a quella mezz'ora di anticipo chiesta, e negata. E' furente Ruggero Bagialemani, e ne ha per tutti. La prospettiva di dover tornare ad effettuare la trasferta più lunga dell'anno (quasi 800 chilometri) per giocare qualche inning è quantomeno urticante. E' vero che il weekend non prometteva niente di buono, e si sapeva, ma quanto successo ha il sapore della beffa. E' proprio il manager della Danesi Nettuno a riassumerci come sono andate le cose.

Avevamo giocato venerdì sotto costante minaccia di pioggia, sabato pomeriggio anche, e si sapeva che la sera poteva anche peggiorare. Garadue era terminata alle 17.48, avevamo chiesto al Novara se era possibile anticipare alle 19. E ci è stato risposto di no. In precedenza avevamo chiamato in Fibs per sapere se c'era la possibilità di anticipare, e la risposta era quella di accordarci con l'altra squadra. Cosa che poi non è avvenuta”.

Fin qui non sembra ci siano cose strane. Ma basta pensarci su un secondo, seguendo il ragionamento di Bagialemani. “Viste le previsioni meteo occorreva un po' di buon senso. Si sa che le società non navigano in buone acque, costringerle a spese aggiuntive è una cosa che andrebbe evitata. Dunque la Fibs doveva prendere una decisione in tal senso e venire incontro a chi sostiene spese molto alte in un campionato come questo. Anche perché nella nostra stessa situazione c'era anche il Rimini a Grosseto, mentre negli altri campi semplicemente in base ai bollettini meteo si erano subito accordati per giocare la domenica due partite, ed una terza a data da destinarsi”.

Dunque? “Se ci troviamo di fronte ad un campionato nazionale, le regole a questo punto siano uguali per tutti. Ma a me sembra che la situazione è quella che il primo che si sveglia al mattino fa come gli pare.

E poi, sinceramente non capisco proprio il senso del no del Novara alla richiesta di anticipo di mezzora. Li ho contati, alle 19.30 c'erano due persone sole sugli spalti, e questo è un campionato senza retrocessioni. Non capisco cosa sarebbe cambiato, anche perché è vero che stavamo vincendo bene, ma avevamo chiesto di anticipare prima dell'inizio della partita, e non potevamo certo sapere come sarebbe andata. Invece il meteo non dava spazio a molte speranze”.

Certo, il Nettuno è la squadra più a sud del campionato. E la pioggia è un inconveniente che ad inizio stagione ci può stare. “Ma chiedete al Bologna come è andata sul nostro campo la settimana scorsa. Abbiamo fatto di tutto per giocare due partite il sabato, nonostante la pioggia del mattino e un violento acquazzone dopo pranzo che aveva riallagato un'altra volta il campo. E la domenica di Pasqua siamo riusciti a recuperare la situazione (c'era stata altra pioggia al mattino) per giocare di pomeriggio ed evitare al Bologna di tornare qui. Potevamo tranquillamente evitare di dare il massimo per rendere il campo praticabile, e rincontrare il Bologna quando saremmo stati più in forma. Invece siamo andati incontro alle esigenze della squadra avversaria, ed abbiamo perso tre partite”.

Comunque sia, il Nettuno dovrà terminare il match sospeso. A meno che non si decida di relegarlo a fine stagione, quando potrebbe essere ininfluente. A questo punto si attendono le decisioni.

Informazioni su Mauro Cugola 545 Articoli
Nato tre giorni prima del Natale del 1975, Mauro è laureato in Economia alla "Sapienza" di Roma, ma si fa chiamare "dottore" solo da chi gli sta realmente antipatico... Oltre a una lunga carriera giornalistica a livello locale e nazionale iniziata nel 1993, è anche un appassionato di sport "minori" come il rugby (ha giocato per tanti anni in serie C), lo slow pitch che pratica quando il tempo glielo permette, la corsa e il ciclismo. Cosa pensa del baseball ? "È una magica verità cosmica", come diceva Susan Sarandon, "ma con gli occhiali secondo me si arbitra male". La prima partita l'ha vista a quattro mesi di vita dalla carrozzina al vecchio stadio di Nettuno. Era la primavera del '76. E' cresciuto praticamente dentro il vecchio "Comunale" e, come ogni nettunese vero, il baseball ce l'ha nel sangue.

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