Il lungo viaggio verso Omaha

Scatta la fase decisiva della massima competizione a livello universitario con molti giocatori di origine italiana in campo: da Mike Zunino a Giuseppe Papaccio, dal ricevitore Frank Esposito al lanciatore partente Joe DiRocco, fino a Mike Genovese

Per l'Ncaa è giunto il momento clou. Inizia infatti questo weekend la fase decisiva del torneo con la disputa di 16 concentramenti (Regionals) da 4 squadre ciascuno, le cui vincitrici si affronteranno fra loro in 8 "Super Regional" (una mini serie al meglio delle 3 partite) dai quali scaturiranno infine le partecipanti alle College World Series in programma come da tradizione ad Omaha nel Nebraska, ma per la prima volta in assoluto di scena nel nuovissimo TD Ameritrade Park (stadio di moderna concezione che ha preso il posto dello storico Rosenblatt Stadium, andato in pensione lo scorso anno).
Appassionante è stata finora la stagione di baseball Ncaa, come sempre d'altronde, che ha visto confermarsi al vertice del ranking Florida, Vanderbilt, Virginia oltre ai campioni in carica di South Carolina. Da registrare anche la novità, che ha avuto un forte impatto su tutto il movimento, ovvero l'introduzione delle nuove mazze, molto simili a quelle di legno utilizzate nel baseball professionistico e che, come previsto dai più, hanno fatto calare sensibilmente le medie e produzioni offensive dando più importanza alla difesa e ai fondamentali, favorendo nel contempo i lanciatori.
Lunedì, in diretta nazionale sul canale Espn, il Comitato Universitario Statunitense, composto anche da ex allenatori, ha reso noti i nomi delle 64 squadre che prenderanno parte al torneo Ncaa 2011 e che avrà il suo momento culminante quando le migliori 8 compagini disputeranno le College World Series a partire dal 18 giugno prossimo.
Fra le escluse di lusso il nome più altisonante è senz'altro quello di Louisiana State, da sempre ad alti livelli nel baseball universitario americano, la cui discontinuità nel 2011 l'ha portata ad un record negativo all'interno della sua conference, la Southeastern, da tutti considerata la più difficile ed impegnativa dell'intera Ncaa.
Tante sarebbero le storie da raccontare ma ci piace sottolineare la prima apparizione al torneo per i Braves di Alcorn State, vincitori della Southwestern Athletic Conference, ed il ritorno, dopo un assenza di 10 anni, dei Pirates di Seton Hall trascinati al titolo della Big East anche da un quartetto di giocatori di origini italiane composto dal seconda base Mike Genovese, il terza base Giuseppe Papaccio, il ricevitore Frank Esposito e soprattutto il lanciatore partente Joe DiRocco (8 vittorie ed una sconfitta con una media Pgl di appena 1.68).
Forte la componente "italiana" anche nell'ottima stagione di Vanderbilt con il terza base Jason Esposito ed il ricevitore Curt Casali in evidenza al centro del lineup.
Virginia e Florida sono da molti considerate le probabili finaliste ed entrambe aspirano a dar vita ad una sfida inedita a livello di College World Series. E proprio Florida può vantare nel proprio line-up il giocatore dell'anno della Southeastern Conference: si tratta del ricevitore Mike Zunino, nome che risveglierà tanti ricordi nella memoria dei tifosi bolognesi in quanto figlio di Greg Zunino, ex giocatore della Fortitudo nel 1983 e 1985, anno in cui contribuì alla conquista della Coppa dei campioni, oggi scout dei Cincinnati Reds.
Da non sottovalutare, infine, i campioni in carica di South Carolina, capaci di rimanere in vetta nonostante i cambiamenti nella formazione rispetto allo scorso anno: tutto questo grazie a lanciatori di ottimo livello, primo fra tutti il mancino Michael Roth.

Informazioni su Andrea Palmia 133 Articoli
Andrea Palmia è nato a Bologna il 4 aprile 1968 e vive nel capoluogo emiliano con la moglie Aurora e la figlia Lucia di due anni. Laureato in Pedagogia con una tesi sperimentale sui gruppi ultras, lavora dal 1995 come educatore professionale con utenti disabili mentali e fisici. Appassionato di sport in genere ed in particolare di quelli americani, ha sempre avuto come sogno nel cassetto quello di fare il giornalista sportivo. Dal baseball giocato nel cortile del condominio con una mazza scolorita alle partite allo stadio Gianni Falchi con i fuoricampo di Roberto Bianchi e Pete Rovezzi, il passo è stato breve. Fortitudino nel DNA, nutre una passione irrazionale per i "perdenti" o meglio per le storie sportive "tormentate" fatte di pochi alti e di molti bassi.

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