IBL, analisi e pagelle del girone d'andata

S. Marino possiede un lineup micidiale (29 HR, 295 di media battuta). Ma Bologna, con 25 fuoricampo in meno, ha vinto lo stesso numero di gare. Betto miglior lanciatore in assoluto. Rimini: ecco perché una squadra forte ha già perso 10 volte

Italian Baseball League. Prima Divisione. Il campionato di massima serie. Riflessioni. Valutazioni. Personaggi. Analisi delle squadre al termine del girone d'andata. E "pagelle".

Riflessioni. Il livello tecnico medio è decoroso. Un passetto in avanti rispetto alla stagione scorsa sul piano della qualità. Seppure qualche scelta – riguardante giocatori di scuola straniera – sia stata infelice. Esempi: Jan Rehacek, il pitcher mancino di Ostrava, nazionale della Repubblica Ceca, che la Telemarket Rimini ha già tagliato; René Leveret l'antillano che faceva il cleanup e batteva 309 in Can-Am League e che è stato rilasciato dai Knights dopo 6 partite e un modestissimo 118 nel box. E fra le "delusioni" va inserito anche "El Hombre de Historia", Robert Perez, leggendario esterno venezuelano, quarantunenne,  imbarazzante nel suo anonimato in Italia. Lui che in Venezuela ha firmato record su record, lui che nel suo Paese è una leggenda, lui che è stato "personaggio" anche in America con 221 partite giocate nella MLB, trasmette ora un senso di tristezza nel vederlo depresso in un Novara che ha subìto 19 sconfitte su 21 partite…

A parte le difficoltà tecniche del Club piemontese (che comunque va ringraziato per avere coraggiosamente accettato – a gennaio – l'avventura nella Serie maggiore in sostituzione dei rinunciatari Warriors siciliani, evitando il rischio d'una eventuale IBL a nove squadre), le altre franchigie sono in grado di esprimere un buon baseball. Principalmente San Marino e Bologna, che hanno concluso il girone d'andata della regular season con lo stesso numero di partite vinte: 16.

Il braccio di ferro al vertice e l'equilibrio nella corsa verso i playoff (che coinvolge anche Parma, Rimini, Nettuno e Grosseto) rendono questo campionato 2011 appassionante. Così sembra. In realtà manca qualcosa. Qualcosa di fondamentale. Il pubblico. E' stato fatto un tentativo, in questi primi mesi di stagione, anticipando gli orari delle gare. Esperimento che non ha dato l'esito sperato, ma almeno è apprezzabile che un tentativo sia stato fatto. Purtroppo non è mutato nulla. O poco poco. Sempre le stesse persone a veder le partite. Sempre le stesse facce. Media 250 spettatori per gara. Duecentocinquattotto, per l'esattezza. Ora si ricambia, nel senso che… ogni Società farà un po' come le pare. In base a valutazioni, esigenze, logiche. Alla recente Assemblea delle Franchigie, domenica scorsa, è stato convenuto di consentire alle singole Franchigie di scegliere l'orario di inizio delle partite casalinghe. La scelta sarà fatta tra l'orario delle 20 e quello delle 21 per le "notturne2, e fra l'orario delle 16 e quello delle 16,30 per le partite pomeridiane. Ma l'affluenza di pubblico non dipende dall'orario d'inizio. La realtà è che la gente deve essere "catturata", deve venire attratta. Va portata agli stadi del baseball. Attraverso una campagna di comunicazione, di visibilità, di marketing, di idee, di iniziative, di coinvolgimento. Riusciranno i Club, e la Fibs, a capirlo? Il baseball ha bisogno di "nuovi" spettatori. Da parte delle Società è necessario portare avanti, in maniera più energica ed efficace, un lavoro sul territorio: vale a dire, una intensa collaborazione con gli Enti, con le Scuole, con le Associazioni, con i media, con altre realtà sportive.

L'analisi – E' terminato il girone d'andata della IBL First Division. E' tempo di prime considerazioni e valutazioni. Un "punto" dopo sette trittici di campionato e 21 partite giocate da ogni squadra. Voglio proporre ai lettori di Baseball.it una analisi sul comportamento dei team. E una mia "personale" pagella su ogni team: un voto che tiene in considerazione non soltanto la classifica attuale, ma anche (e soprattutto) il rapporto fra il potenziale d'una squadra ed il suo rendimento.

BOLOGNA (16 partite vinte, 5 perse). Voto 8. Non ha i fuoricampisti del San Marino. Indubbiamente il suo ordine di battuta è meno potente. Infatti gli uomini di Marco Nanni hanno battuto 25 fuoricampo in meno, rispetto ai Titani. Eppure… in classifica sono alla pari, per numero di partite vinte e perse. E questo è un grande merito per Bologna. In rapporto al suo potenziale, la Fortitudo Unipol ha prodotto un rendimento molto alto. Pur non avendo praticamente mai avuto a disposizione un closer esperto e affidabile come Fabio Milano. E per 11 partite manager Nanni ha dovuto rinunciare alla mazza e alla difesa di Gabriele Ermini. Squadra solida e bene organizzata, quella bolognese. Meno "nomi" altisonanti di altre squadre (Sartori e Langone vengono dalla serie A Federale, il giovanissimo Barbaresi è reduce da un lungo stop per infortunio e in IBL s'era soltanto affacciato l'anno scorso a Rimini). E' cresciuto molto, fra i giovani, Daniele Malengo: ora è una certezza. Acquisto indovinatissimo, quello di Edgard Clemente (390 di media-battuta, 545 di slugging, 42 tb, nessun errore difensivo) seppure condizionato da guai ai polpacci. Meno convincente l'altro straniero "in campo", Julio Ramirez. La forza di Bologna è il monte di lancio. Matos e Moreno rappresentano il massimo della affidabilità. Ma il lanciatore "numero uno" in assoluto del girone d'andata di questa IBL è italianissimo. E' Fabio Betto, un pitcher da… clonare. Lui è la perfetta dimostrazione che si può essere grandi anche senza fare strikeout, come appunto Betto ha fatto sabato scorso contro Rimini. Betto è ancora imbattuto: 6 partite vinte, 0 perse. Più, la "no decision" di sabato (il vincitore morale è l'uomo di Castelfranco Veneto). Il segreto di questo veterano del monte di lancio? La testa. Non ha palla veloce, non è da strikeout, però lancia con tanta intelligenza. Mescola abilmente i lanci e mette la pallina dove vuole lui.

SAN MARINO (16 partite vinte, 5 perse). Voto 7,5.  La formazione del Titano, allenata da Doriano Bindi, propone un lineup che fa paura: Granato, Pantaleoni, Duran, Jairo Ramos, Vasquez, Chapelli, Avagnina, Francesco Imperiali, Albanese (o Reginato). Le statistiche dicono che sei giocatori hanno una percentuale slugging superiore a 500. Lorenzo "Lole" Avagnina, fedelissimo di Mauro Mazzotti ora general manager sul Titano, sta facendo un campionato strepitoso: roba da 397 di media battuta e da 691 di slugging. Quando prende fuoco, questo lineup è micidiale: lo indicano i 29 fuoricampo firmati in 21 partite e una media-battuta di squadra di 295. Carlos Duran, il vincitore della Tripla Corona nel 2010, ha già buttato 5 volte la pallina aldilà della recinzione.  Il ritorno di Willi Vasquez (4 homers, come Avagnina e Granato) si sta rivelando felicissimo.  Inoltre, San Marino ha trovato in Darwin Cubillan uno straordinario rilievo per Bonilla. Si può tranquillamente affermare che Cubillan è per il San Marino quel che è Victor Moreno per Bologna. Da Silva sta facendo il suo, seppure l'attuale 2,76 di ERA sia sotto il suo standard: Thiago è destinato a crescere quando la stagione entrerà nel vivo. Uno squadrone, quello sammarinese, che s'è concesso qualche distrazione: vedi la clamorosa sconfitta di Novara. Qualche problemino c'è stato nella partita dei lanciatori comunitari-oriundi. Ivan Granados ha talento ma in questo impatto con la Italian Baseball League ha avvertito un po' la differenza tecnica con il campionato spagnolo. Cosicchè non è stato ancora efficacissimo (2.82 di ERA). Il giovane rilievo Christian Staehely è bravino, ma per 2 inning o poco più. Greg Palanzo ha avuto problemi di controllo (10 basi su ball in 14 riprese lanciate). Pete Avvento è un ragazzo di temperamento, ma da 1 inning. Claudio Bavera, arrivato a campionato in corso, è fuori condizione e per ora impresentabile. E' vero che la T&A San Marino ha vinto tutte le serie con gli avversari, ma le ho dato nella "pagella" mezzo voto in meno rispetto a Bologna perché ha prodotto lo stesso rendimento (come numero di partite vinte), pur possedendo un potenziale superiore.

PARMA (13-8). Voto 7. Il club campione d'Italia del Cariparma non è stato felice nella scelta di Jesus Silva al posto del non riconfermato Gustavo Martinez per il ruolo di pitcher straniero "partente". Silva – che è abile mestierante – aveva già avuto problemi l'inverno scorso nella Liga Venezolana. Arrivato a Parma, ha avuto un buon impatto confermando d'essere pitcher di qualità. Ma un infortunio (borsite al gomito) lo ha fermato. E' out da tre settimane. Il Cariparma si trova già da qualche tempo senza il suo unico lanciatore straniero, e nel turno scorso è stato "orfano" anche dell'oriundo Justin Cicatello. Eppure, i parmigiani di Gilberto Gerali sono terzi in classifica. Soltanto tre vittorie meno della coppia San Marino-Bologna. Significa che Parma ha buona mentalità. Nei momenti difficili la squadra ducale ha trovato, a sorreggerla, un cresciutissimo Mihai Burlea (diventato protagonista), 5 partite vinte e 1 persa, con un ottimo 1.59 di ERA, nonché gli affidabilissimi Marco Grifantini e Roberto Corradini. Ora è arrivato il rilievo Leo D'Amico. Sarà utile. Gli interrogativi del Cariparma riguardano: 1) il recupero di Silva; 2) la mancanza di battitori da fuoricampo (appena 2 homers in tutto il girone d'andata); la resistenza di Bertagnon, unico catcher.

NETTUNO (11-10). Voto 6,5. Ruggero Bagialemani non esita a gettare in mischia i giovani. E' il suo modo di pensare e di interpretare il baseball. E nell'anno del suo ritorno alla guida del Nettuno, con coraggio colloca Mirco Caradonna (classe 1992) titolare in seconda base. Con ancora più coraggio il manager nettunese coinvolge e responsabilizza Renato Imperiali nel ruolo di interbase. Piena fiducia anche a Ennio Retrosi, Paolino Ambrosino e a Vinicio Sparagna. I fatti stanno dando ragione a Ruggero: il suo Nettuno, dopo un avvio di campionato un po' sofferto, ha raggiunto un buon equilibrio e sta esprimendo un baseball aggressivo sulle basi e tecnicamente apprezzabile. Merita una pagella più che sufficiente, anche in considerazione che da 9 partite il Nettuno è privo di un bomber come Juan Camilo (infortunato). In realtà, Camilo di partite ne avrebbe perse 6, poiché in "gara1" lui è normalmente lo straniero "sacrificato" fin quando sul monte c'è Wilson (gli altri due stranieri in campo, il catcher Kelly Ramos e il bravissimo Olmo Rosario che batte 357 e ha una media-difesa di 983, sono fondamentali). Grande girone d'andata sul monte di lancio per Kris Wilson (1.23 di ERA, 46 strikeout in 44 inning). Bene Carlos Pezzullo. In chiara ripresa Escalona, dopo un difficile avvio: interessante la scelta di Bagialemani di affidare a Escalona la partenza di gara2 spostando Cruz come rilievo. Da recuperare necessariamente il miglior Richetti in gara3.

RIMINI (11-10). Voto 5. Vien da chiedersi: una squadra che nel lineup presenta Francis Chaves, Lawrence Nelson, Mario Chiarini, Joshua Phelps, Max De Biase, Daniele Santolupo, come fa ad avere già perso 10 partite? Prima spiegazione: non riesce mai a vincere le "partite strette", infatti ne ha perdute due di 1 punto, tre di 2 punti, due di 3 punti, due di 4 punti. Nove sconfitte di stretta misura. In questi casi, è sottile la differenza fra vincere e perdere. A volte significa sfortuna. A volte significa mancanza di lucidità. A volte significa non saper afferrare l'attimo fuggente. Questa è squadra di valore. Il gruppo è compatto. Però… ancora non c'è lo "spirito" vincente. La Telemarket presenta ancora il volto di squadra prigioniera di incertezze. Incertezze legate alla scelta di un pitcher sbagliato (Rehacek, già tagliato), di un "partente" straniero (l'australiano Dushan Ruzic) che ancora non è stato in grado di esprimere con efficacia il suo potenziale. E di un Sandy Patrone condizionato da un problema al gomito. Soltanto Enorbel Marquez fra i pitchers ha prodotto un rendimento continuo ed efficace, e il Sikaras degli ultimi tempi. La sosta del campionato per lasciar posto alla fase di qualificazione di Coppa dei Campioni (vi partecipano Bologna, San Marino e Parma) arriva nel momento giusto per Rimini. Ruzic potrebbe recuperare serenità e Patrone la condizione fisica. Non è vero che Ruzic sia stato un acquisto infelice: non può essere scarso un pitcher che ha partecipato con la nazionale australiana due volte al "World Baseball Classic" e che è stato protagonista nel campionato olandese. Non essendo stato rimpiazzato Rehacek, sarà importante nei prossimi mesi recuperare psicologicamente e tecnicamente Michele Quattrini: nel 2009 andò forte, in quest'inizio di stagione 2011 è finito in una inquietante crisi d'identità. Il box di battuta è alimentato da Chaves (353 di average), Nelson (324), Phelps (314), Chiarini (506 di slugging), Campanini (270 di average), Santolupo 266, ma… sarà opportuno comincino a diventare consistenti De Biase (solo 222 nel girone d'andata) e Santora (che delusione il suo misero 163!).

GROSSETO (10-11). Voto 5,5. Fino a qualche tempo fa, la squadra maremmana avrebbe meritato un bel 7. Poi… è caduta 7 volte nelle ultime 9 gare. Addirittura, sei sconfitte casalinghe: 0-3 nel trittico contro Bologna, 0-3 nel trittico contro Parma. L'impressione è quella d'una squadra che ha perso serenità. Penalizzata da situazioni che la stanno condizionando. Forse così si spiegano certe cattive prestazioni di Cooper e di Marcus Carvajal sul monte di lancio. Non ha neppure avuto buona sorte, il gruppo maremmano: tanti gli infortuni. A togliere risorse ad un roster già "corto". In attacco va forte l'ex-nettunese Luis Perez, ma ha problemi ad un braccio ed è difficile trovargli una collocazione difensiva. E' esploso Daniel Bittar (392 di average e 684 di slugging): il problema è che in gara1 e in gara2 Perez e Bittar debbono alternarsi, il primo è comunitario e l'altro è oriundo, dunque non possono essere contemporaneamente accanto a Maza e a Johnny Carvajal quando sul monte c'è uno straniero o un comunitario. Manager Vecchi li può utilizzare insieme nella gara del lanciatore italiano, dove Riccardo De Santis sta facendo un campionatone mentre Junior Oberto è molto indietro.

KNIGHTS (5-16). Voto: 6,5. Questa "strana" franchigia, in parte romagnola e in parte veneta, figlia d'una fusione dettata da problemi economici, ha avuto una partenza molto sofferta. Comprensibili difficoltà per un gruppo che vive metà a Godo e metà a Verona. Duecentoventi chilometri di distanza. Difficile per manager Daniele Fuzzi organizzare gli allenamenti e raggiungere certi equilibri. Hanno lavorato duro. Hanno lavorato con convinzione. E da qualche settimana i De Angelis Knights di Godo-Verona producono un baseball apprezzabile. E tengono il campo in modo dignitosissimo. I "cavalieri" si sono presi il lusso di battere in una partita i campioni d'Europa di Bologna e i campioni d'Italia di Parma. Buon acquisto, quello di Terrence McLain. E importante il ritorno del catcher Danilo Sanchez. In particolare nella partita dei pitchers stranieri (Rodney Rodrigyez e Emmanuel Ulloa) i Knights sanno farsi rispettare. Adesso è arrivato l'oriundo Joe Persichina, ex-Doppio A, per dare più sostanza al monte di lancio in gara2. Rispetto al suo potenziale, il gruppo romagnolo-veneto di Fuzzi ha avuto un rendimento superiore al previsto.

NOVARA (2-19). Voto 4,5. Sarebbe da 4. Il mezzo voto in più è per quel "colpaccio" contro il San Marino. Squadra costruita in fretta. Ma senza una identità tecnica. Franklin Tavarez (295 di media battuta) sembra essere l'unico vero giocatore di baseball in un gruppo che batte… 195 e che – clamorosamente – ha più errori commessi (43) che punti realizzati (42). E ben 172 i punti subìti. L'Uomo della Storia, Robert Perez, non sta incidendo. Appare ormai un ex. E il monte di lancio raggiunge una media-pgl di 7.94.

 

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Informazioni su Maurizio Roveri 192 Articoli
Maurizio Roveri, giornalista professionista, è nato il 26 novembre 1949. Redattore di Stadio dal 1974, e successivamente del Corriere dello Sport-Stadio, fino al gennaio 2004. Iscritto nell'Albo dei giornalisti professionisti dal luglio 1977. Responsabile del basket nella redazione di Bologna, e anche del pugilato. Caporubrica al Corriere dello Sport-Stadio del baseball, sport seguito fin dal 1969 come collaboratore di Stadio. Inviato ai campionati mondiali di baseball del 1972 in Nicaragua, del 1988 in varie città d'Italia, del 1990 a Edmonton in Canada, del 1998 in Italia, nonché alle Universiadi di Torino del 1970 e ai campionati Europei del 1971, del 1987, del 1989, del 1991, del 1999. Dal 2004 al 2007 collaboratore del quotidiano "Il Domani di Bologna" per baseball, pugilato, pallavolo.  

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