Cillo inchioda il Cariparma

Superlativa prestazione del lanciatore della UGF Bologna che, nella quinta sfida delle finali-scudetto, ferma il grande lineup del Parma costringendolo a 4 battute valide. Salvezza di Milano. Un "solo homer" di Angrisano. Santaniello 3 su 4

Quel velenoso sinker di Cody Cillo, che si abbassa e va ad infilarsi nell'angolo dei misteri, sorprende confonde e tormenta anche il grande line-up del Cariparma. I forti battitori del gruppo di manager Gerali per una volta steccano. Infastiditi, innervositi, addirittura annullati dalle curve, dagli effetti, dal controllo, dalla sapienza, dalla sicurezza del lanciatore italo-americano della UGF Fortitudo. Cillo, nella partita che permette alla Fortitudo Bologna (vittoriosa col punteggio di 5 a 1) di recuperare il vantaggio nella serie-scudetto portandosi sul 3-2, fabbrica la sua migliore prestazione stagionale. Sette inning (7.1) di grande qualità, di assoluto controllo, di concretezza, di resistenza (123 lanci, senza mai un cali di tensione né di attenzione).
Era – quella di ieri – una gara psicologicamente delicatissima per la UGF Bologna che veniva da due dolorose sconfitte al "Falchi" ed aveva cacciato al vento un'opportunità straordinaria dopo le due imprese firmate a Parma la settimana scorsa in avvio della serie. Ebbene, Cody Cillo – con un atteggiamento sereno, sicuro e interpretando una partita di notevole espressione tecnica – ha trasmesso un mondo di certezze alla squadra di Marco Nanni. Che ha recuperato morale, coraggio, pensieri positivi, tranquillità.
Sorprendente, decisamente sorprendente vedere la "macchina delle valide" di Parma improvvisamente incepparsi, balbettare, smettere di sputare fuoco dopo i grandi bagliori e le tempestose "legnate" delle notti precedenti (11 valide giovedì, ben 15 venerdì). Stavolta, i tempestosi battitori del Cariparma hanno raccolto soltanto briciole. Appena 4 battute valide: 1 su 4 Yepez, 1 su 4 Munoz, 1 su 4 Bertagnon, 1 su 3 Zileri. Tutti gli altri sono rimasti a mani vuote: De Simoni 0 su 2, Dallospedale 0 su 2, Camilo 0 su 4 (anche se è suo l'unico RBI parmense), Gasparri 0 su 1, Michele Gerali 0 su 1, Ugolotti 0 su 1, Sambucci 0 su 3. Cillo e una difesa bolognese estremamente concentrata e solida hanno tenuto prigioniero il line-up del Cariparma. E per la prima volta in questa Italian Series 2010 la Fortitudo Bologna – i cui limiti nel box di battuta sono evidenti – ha chiuso una partita battendo più valide (8) dei parmigiani. E' il fatto clamoroso della quinta gara delle finali. E in questo scenario s'inseriscono due grandi interpreti della notte che rilancia le possibilità di scudetto di Bologna. Si tratta di Juan Pablo Angrisano, che ha fatto passare in vantaggio la Fortitudo al quarto inning con un fuoricampo ("solo homer) a sinistra, pallina scaraventata a 110 metri. E poi… Livinston "Livi" Santaniello, clamorosamente in versione slugger, lui che non ha di certo il fisico del battitore di potenza. Il seconda base della UGF, nono uomo dell'ordine di battuta bolognese, soprende tutti confezionando alla terza ripresa un triplo: "legge" bene la dritta interna di pitcher Burlea, bel contatto, la pallina vola lontano a destra, scavalca Camilo posizionato un po' avanti. Santaniello accende il turbo, le sue gambe veloci lo spingono fino in terza base. Una prodezza che va a guadagnarsi uno scroscio di applausi da parte del popolo fortitudino. E l'entusiasmo della gente diventa euforia quando Santaniello andrà poi a segnare il punto del pareggio (1-1) su "lancio pazzo" di Burlea.
Abbiamo già accennato al fuoricampo di Juan Pablo Angrisano, al quarto inning, per il 2-1 della Fortitudo.
La serata magica di Santaniello prosegue nelle riprese successive. Quinto attacco di Bologna: "Livi" dà il benvenuto a Justin Cicatello (rilievo del rumeno Burlea) confezionando una valida interna. Le gambe di Santaniello sono così rapide che neanche un interbase dello spessore di Yepez riesce ad impedire a Livinston di arrivare "salvo" in prima. Aggressivo e tempista, Santaniello ruba la seconda e successivamente va a segnare il punto del 3 a 1 su un bruttissimo errore di tiro di pitcher Cicatello messo sotto pressione da un bunt di Carlos Infante (l'assistenza in prima del lanciatore di Parma è un missile e la pallina si perde nella zona dell'esterno destro). Dopo uno strikeout subìto nel suo terzo turno di battuta (settimo ining) Livi Santaniello si veste nuovamente di luce producendo un singolo a destra. E' l'ottava ripresa: una battuta intelligente che spinge a punto Bidi Landuzzi per il quinto punto bolognese. In precedenza – settimo inning – Bologna aveva ottenuto la quarta segnatura, con Infante, spinto a casabase da una valida – puntuale – dell'inesorabile Jairo Ramos.

Bella Fortitudo, ieri sera: sul monte di lancio, nel gioco sulle basi (mettendo pressione sui pitchers avversari). E ovviamente in difesa, perché è fondamentale giocare forte in difesa se vuoi riuscire a limitare o addirittura a bloccare la potenzialità del line-up di Parma. Ieri sera la UGF ha dato dimostrazione di notevole solidità difensiva: forte concentrazione, molta pulizia in ogni azione, due doppi giochi, un "numero" da Major League dell'interbase Infante che in tuffo ha fermato una secca battuta di Munoz e poi – tirando in acrobazia con un ginocchio a terra – ha magistralmente completato l'out in prima, e un'altra bella giocata firmata da Santaniello: riflessi e senso della posizione per bloccare nel guantone una linea molto insidiosa di Camilo.

Chiaro che viene tutto più semplice, e si gioca con più sicurezza e disinvoltura, quando il monte di lancio funziona alla grande.
Come è riuscito Cody Cillo a confondere e a portare via il ritmo ai tanti battitori pericolosi del Cariparma? Lo ha fatto variando magistralmente i suoi lanci e le location, giocando con sapienza sui fili della zona dello strike, non concedendo mai qualcosa di semplice da battere. Parma ha confezionato un singolo al primo inning, un doppio (Zileri) al terzo, due singoli – non di fila – al quarto. Poi, stop. Cillo ha abbassato la saracinesca. E quando all'ottava ripresa ha concesso la base su ball a De Simoni, tempestivamente e saggiamente Nanni è andato a riprenderselo. Cody aveva già dato tutto. E anche di più. Per lui una standing ovation, mentre prendeva la via del dugout. Sul monte è salito Fabio Milano, il re dei closer, mister sicurezza. Un avvio con qualche brivido, poi due K consecutivi. E proprio con uno strikeout (su Bertagnon) Milano ha chiuso il nono inning e la partita. Realizzando la sua "salvezza" numero 60 nella carriera italiana. Gliene mancano tre per raggiungere il veterano Ilo Bartolucci, e quattro per diventare il "numero uno" delle salvezze nella storia del campionato italiano.

Sottolineati giustamente i meriti della Fortitudo UGF (da Cillo a Milano, da Angrisano a Santaniello, e ai due doppi giochi d'una difesa attenta e solida), va anche detto che evidentemente il Cariparma ha accusato un po' di stanchezza: tre giorni di viaggi si sentono, e inoltre i giocatori di Gerali hanno lasciato tante energie nervose e fisiche nelle aspre battaglie dei giorni scorsi e nel grande recupero per portare la serie da 0-2 a 2-2. Penso che il Cariparma abbia avvertito la necessità di prendere fiato. Ieri sera non aveva la solita energia. Stavolta l'attacco è mancato. Il monte di lancio invece ha retto decorosamente, come ha sottolineato manager Gerali in conferenza stampa nel dopogara: bene Mihai Burlea, non male neanche Cicatello ma su di lui pesa quell'infelice "rilascio" per quella… assistenza che ha fruttato il punto del 3 a 1 per Bologna. E da quell'episodio il gruppo di Nanni ha trovato altro coraggio.

Dunque, la Fortitudo ha ripreso il comando della serie. Ora "vede" davvero lo scudetto ad un passo. Ha recuperato l'inerzia. Ma… si tornerà a Parma e al "Nino Cavalli" farà molto caldo la sera di venerdì 10 settembre, e il Cariparma tornerà a dare battaglia. In scena i lanciatori di scuola italiana: Roberto Corradini ("eroe" di gara3) contro Fabio Betto. Se vincerà Bologna, sarà scudetto. Per il secondo anno consecutivo. Se avrà la meglio il Cariparma, si arriverà a gara7 per uno spareggio-thrilling, la sera dell'11 settembre.

Informazioni su Maurizio Roveri 192 Articoli
Maurizio Roveri, giornalista professionista, è nato il 26 novembre 1949. Redattore di Stadio dal 1974, e successivamente del Corriere dello Sport-Stadio, fino al gennaio 2004. Iscritto nell'Albo dei giornalisti professionisti dal luglio 1977. Responsabile del basket nella redazione di Bologna, e anche del pugilato. Caporubrica al Corriere dello Sport-Stadio del baseball, sport seguito fin dal 1969 come collaboratore di Stadio. Inviato ai campionati mondiali di baseball del 1972 in Nicaragua, del 1988 in varie città d'Italia, del 1990 a Edmonton in Canada, del 1998 in Italia, nonché alle Universiadi di Torino del 1970 e ai campionati Europei del 1971, del 1987, del 1989, del 1991, del 1999. Dal 2004 al 2007 collaboratore del quotidiano "Il Domani di Bologna" per baseball, pugilato, pallavolo.  

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