Catania Warriors Paternò, non ci resta che la IBL

Una promozione costruita vittoria dopo vittoria fino all'atto conclusivo con l'Anzio. Il successo di un gruppo di "guerrieri" con 7 volti nuovi e che, unito, è riuscito ad arrivare in fondo. Oltre 1.500 spettatori per le finali

Quando lo scorso novembre Mario Raciti, Nunzio Botta e Antonio Consiglio si sedettero ad un tavolo per discutere della possibilità di affrontare la stagione 2009 insieme da vincenti, fondendo due storiche realtà del baseball etneo, nessuno dei tre avrebbe mai immaginato di poterlo fare con tante soddisfazioni. Una marcia inarrestabile e trionfale. Prima la regular season che regala al Catania Warriors Paternò un primato da record, 28 vittorie e solo 8 sconfitte, poi i play off quando le vittorie diventano 34 e che lanciano nell'Olimpo del baseball italiano i nero-arancio. Con più di 1.500 spettatori presenti nelle tre gare per la promozione nella IBL giocate al Warriors Field lo scorso fine settimana contro l'Anzio, gli etnei vivono un finale thrilling (vittoria al dodicesimo inning), che il Presidente, Antonio Consiglio, definirà "degno del miglior film di Tarantino".
D'altro canto in casa catanese, dopo un netto primato in classifica, saldamente mantenuto per tutta la regular season, non si poteva immaginare un finale diverso. Una vittoria che passa da ogni singolo guanto indossato dai 18 ragazzi del roster, 19 se si considera anche Neal Murray, utility statunitense del Catania Warriors Paternò che per motivi di lavoro è stato costretto a rimanere negli USA per tutta la stagione. Nel roster ben sette volti nuovi all'inizio della stagione, sei dei quali esordienti assoluti nella categoria.
Il successo dei Warriors è la vittoria di Franklyn "braccio di gomma" Torres, straordinario lanciatore dominicano, naturalizzato italiano, che ha anche avuto l'onore grazie alla splendida stagione disputata di essere chiamato ad indossare la maglia azzurra. Cioccolattino, come lo chiamano i compagni, è stato capace di vincere ben 20 incontri in questa stagione. Torres dopo la sconfitta in gara-1 delle finali play off meditò vendetta e sul mound castigherà i bravissimi avversari di Anzio, andando a lanciare due volte nel giro di 24 ore. Franklyn è un tipo che non si tira mai indietro quando c'è da dare qualche consiglio ai lanciatori più giovani, aiutandoli settimanalmente negli allenamenti.
È la vittoria del capitano Nelwin Sforza, che per scaramanzia entra in campo sempre con la tasca sinistra posteriore dei pantaloni rivoltata e quando nella stagione ci sono stati momenti negativi ha sempre incitato i suoi compagni a non mollare mai.
Del ventottenne Weltin Cabrera, l'uomo dei fuoricampo (8), la cui folta e informe chioma fatica quasi ad entrare nel casco da ricevitore. Lui che quando sente la musica non riesce a stare mai fermo anche se si trova a difendere la prima base fa partire i piedi.
La vittoria di Ciccio Aluffi che, al contrario di Cabrera, ad infilare il caschetto di problemi non ne ha. Il DH è stato praticamente "adottato" dalla squadra paternese essendo già dieci gli anni trascorsi tra i nero-arancio e solo l'accento tradisce le sue origini piemontesi.
Di Angelo Soraci e Antonio "Matrix" Savasta, i due messinesi della squadra, aggregati tra gli ultimi al roster, ma fortemente voluti da manager e dirigenza, entrambi per la prima volta al traguardo della A1. Loro che hanno confezionato con due valide, con la complicità di un errore ed una corsa estenuante, l'unico punto che ha permesso ai nero-arancio di vincere gara-2 nelle semifinali play-off a Montegranaro (1-0 sull'Unione Picena).
Di Nino Russo e Nicola Vazzano inseparabili compagni di stanza nei ritiri, sempre con la battuta pronta e non parliamo poi delle battute, vere, con la mazza.
Di Simone Astuto, il furetto del gruppo, che quando non è impegnato sul diamante diventa uno dei classificatori ufficiali dalla squadra. Con professionalità e dedizione lo si trova nel dug out.
Di Giuseppe "Pepito" D'Ignoti e Salvatore Sciacca, giovani lanciatori: il primo da sempre nei Warriors, il secondo per il primo anno in A2 dopo l'esperienza nei Normanni Paternò, entrambi ottimi rilievi per il monte di lancio.
Di Mario Pesce, promettente esterno classe 1987, che riesce sempre a piazzare la valida al momento giusto. Nato a Motta Sant'Anastasia (piccolo paese alle porte di Catania), ha realizzato nella partita finale il fuoricampo che al quinto inning ha permesso ai suoi di tenersi in partita e poi quella valida decisiva che ha fatto urlare, piangere e abbracciare tutti gli spettatori del Warriors Field.
Di Edson Piovan, interno, che al suo primo anno con i nero-arancio, ha anche vinto tre partite come rilievo. Piovan ormai si sente siciliano dentro e se potesse nell'isola metterebbe radici.
Di Giovanni Privitera, utility etneo costretto a star fuori per gran parte della stagione per un problema fisico.
Di Jose Quintero lanciatore venezuelano detto Nenè con un fratello in Major League. Nenè in questa stagione non è stato solo un professionista, ma sul monte ha anche lanciato con il cuore per quella maglia che alla fine si sentiva tatuata sulla pelle. Ha un rapporto particolare con la Coca-Cola che vuole sempre nel dug out quando lancia, per capirci la Coca-Cola sta a Quintero come la benzina sta alla macchina.
Di Peppe Sciacca, ventitreenne dai doppi e tripli facili. Lui che al campo viene sempre seguito dagli occhi attenti dei suoi genitori e della sua fidanzata che per la finale ha preparato centinaia di pon pon nero-arancio.
Di Javier "Mascalzone" Sosa Cavicchioni, mascotte del gruppo. Il numero 7 etneo, anche lui come Piovan ormai innamorato della Sicilia e delle sue bellezze.
Di Jesus (Je Je) Alberto Marquez, l'ultimo giunto in casa Warriors, ma sin dal suo arrivo molto utile alla causa nero-arancio. L'uomo che Falcone ha calato come asso dalla manica sul monte di lancio nell'ultima decisiva finale, un asso che ha reso la mano vincente.
Ed è la vittoria di un soddisfatto ed entusiasta Antonio Consiglio, Presidente del Catania Warriors Paternò, che ha sempre spronato i suoi a dare il massimo per lo sprint finale."È stato un campionato duro – ha spiegato Consiglio – che siamo riusciti a portare a termine brillantemente. Abbiamo sin dall'inizio lavorato per raggiungere quest'obbiettivo e adesso ci siamo. La IBL è un sogno per il quale lavoriamo da molto tempo".
È la vittoria del Direttore Generale Mario Raciti, sempre presente nelle trasferte, del Direttore Sportivo, Nunzio Botta, che insieme ai manager ha costruito una squadra perfetta, del Responsabile della logistica, Giuseppe Corallo, che porta sempre con se il figlio Vincenzo ormai portafortuna della squadra. È la vittoria di Roberto Barbera e Sebastiano D'amico magazzinieri della squadra e di Marcello Montalto che da responsabile delle attività scolastiche si è trasformato in ottimo dj per i tifosi del Warriors Field. Ma è anche la vittoria del manager e del suo staff, su tutti Benedetto Falcone, che da Alì Terme ha raggiunto la serie A, del coach di prima base Michele Consiglio e dei coach cubani Alexander Ramos, Renè Rojas e Sergio Ramirez che hanno dato un incredibile contributo a questa promozione.
Ma è più di tutto la vittoria di un gruppo che ci ha creduto dall'inizio e che ha vissuto la stagione 2009 come fosse una grande famiglia. La A1 mancava dalla Sicilia da quattro e tutti ora gli appassionati di baseball sognano.

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Informazioni su Antonietta Licciardello 12 Articoli
Nata a Catania il 17 Gennaio 1983, Antonietta Licciardello entra nel mondo del giornalismo a 19 anni occupandosi sin dall’inizio anche di sport. Collabora da subito con diverse radio locali e attualmente conduce un programma sportivo radiofonico sul Calcio Catania in onda quotidianamente su Radio Catania. Realizza servizi radiofonici per il GR locale di Studio 90 Italia curando anche una rubrica, “Il personaggio sportivo della settimana”, dedicata agli sport minori, all’interno del programma "Sicilia in Campo" in onda anch’esso su Studio 90 Italia. Collaboratrice dell’agenzia di stampa siciliana Italpress e del settimanale "i Vespri" è addetto stampa del Catania Baseball Project. Nel 2007 scopre anche il meraviglioso mondo del baseball grazie alla squadra etnea che la ingaggia per curare la propria comunicazione verso i media. I suoi hobby? Il calcio e lo sport in generale, la tv e i manga giapponesi.

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