InterLeague, quando il baseball unisce

Da undici anni le migliori formazioni di Croazia, Ungheria, Serbia e Slovenia si sfidano in un campionato sovranazionale: niente più divisioni, grazie al baseball, sport che unifica dove le dogane e i preconcetti dividono

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È il 1998 quando due neonate Federazioni di baseball, quella croata e slovena, decidono che, al di là di sanguinosi conflitti da poco conclusi, è necessario guardare al futuro insieme. Il baseball nei paesi che gravitavano attorno all'allora grande URSS non è mai stato molto "sponsorizzato" dalle autorità locali ed è facile anche comprenderne la ragione: il passatempo degli "yankee" mal si sposava con la cultura imperante e mutuata nello stile dirigista del Generale Tito, padrone di quella Jugoslavia che ora non esiste più. Con la fine di un'orribile guerra fratricida e la creazione di ben 4 nuovi stati dall'unicum precedente (Slovenia, Croazia, Bosnia-Erzegovina e Serbia-Montenegro) era divenuto necessario, in tutti gli sport, frammentare anche quelli che prima erano campionati "nazionali" a scapito del livello qualitativo medio delle competizioni.
Prima ancora che nel basket, vero sport nazionale della regione balcanica, è nel piccolo baseball che si è trovata la volontà di andare oltre le divisioni tra i nuovi stati. E appunto undici anni fa prende il via la "InterLeague" che vede affrontarsi le migliori formazioni croate e slovene. Il progetto, risultato da subito vincente per la formula che prevede comunque il contemporaneo svolgimento dei rispettivi campionati nazionali, ha attirato l'attenzione dei club provenienti dagli stati limitrofi e già l'anno successivo hanno iniziato ad aderire formazioni provenienti dall'Ungheria e dalla Serbia, contribuendo così anche all'innalzamento del livello di gioco, obiettivo primario della Lega.
Il 2006 ha visto anche la partecipazione di una formazione militante nella vicina Austria, i Diving Ducks di Vienna, e la formula pare piaccia moltissimo anche nelle vicine Slovacchia e Repubblica Ceca, oltre che in qualche club italiano prossimo ai confini di Stato.
Quest'anno, anche a causa dell'attuale crisi economica, ai nastri di partenza si sono presentate 8 squadre di cui 4 croate, 3 serbe e 1 ungherese. In testa alla classifica, alla fine della regular season che si è conclusa lo scorso fine settimana, si è posizionata la formazione croata dello Spalato, con un record di 12 vittorie e 2 sconfitte, che si è anche aggiudicata l'organizzazione delle Final Four a cui parteciperanno anche Vindija (Croazia), Zagabria (Croazia) e Szentendre (Ungheria), rispettivamente seconda, terza e quarta. Il dominio croato nella manifestazione è piuttosto palese e scorrendo l'album dei vincitori del torneo si scopre che le formazioni provenienti da questo piccolo Stato si sono aggiudicate ben 8 delle 11 edizioni disputate (tra cui le ultime 6), due invece le vittorie per l'Ungheria e una per la Slovenia. La formazione più titolata è l'Olimpija di Karlovac (Croazia) con 4 vittorie, tallonata da Zagabria con 3 successi, quindi seguono 4 formazioni con un successo ciascuna: Kranj (Slovenia), Sleepwalkers (Ungheria), Ants (Ungheria) e Spalato (Croazia).
Un esempio, quello della "InterLeague" di baseball, seguito pochi anni dopo dal basket con la creazione nel 2001 della "Adriatic League", competizione valevole anche ai fini della qualificazione alla Eurolega di pallacanestro, il massimo campionato europeo per club. Chissà che questo non sia di buon auspicio per celebrare, un giorno, una lega semi-professionistica nell'Est Europa con le migliori squadre e i migliori talenti che il movimento locale può esprimere: un traguardo che farebbe gran ben al baseball del Vecchio Continente.

InterLeague 2009 – Regular season (vinte-perse)

Nada SSM – Spalato (Cro)*            12-2
Vindija – Vindija (Cro)*                   11-3
BC Zagreb – Zagabria (Cro)*         10-4
Sleepwalkers – Szentendre (Ung)*  6-7
Olimpija – Karlovac (Cro)                  6-8
BK Spartans – (Ser)                          5-8
Vojvode Zemun – Vojvode (Ser)     3-11
Beograd 96 – Belgrado (Ser)          2-12
* qualificate alle Final Four

ALBO D'ORO

1998 Olimpija- Karlovac (Croazia)
1999 Olimpija- Karlovac (Croazia)
2000 Lisjaki- Kranj (Slovenia)
2001 Sleepwalkers- Budimpešta (Ungheria)
2002 Ants- Nagykanizsa (Ungheria)
2003 Zagreb- Zagreb (Croazia)
2004 Zagreb- Zagreb (Croazia)
2005 Nada SSM – Spalato (Croazia)
2006 Olimpija- Karlovac (Croazia)
2007 Olimpija- Karlovac (Croazia)
2008 Zagreb- Zagreb (Croazia)

Informazioni su Marco Micheli 86 Articoli
Nato nel 1980, metà trentino e metà vicentino (ma veronese d'adozione), vive e lavora a Milano dove si occupa della comunicazione nel Sud-Europa per Boston Consulting Group (BCG), la multinazionale della consulenza aziendale. Grande appassionato di tutto ciò che è USA, dallo sport ai "dunkin' donuts", dai grattacieli della East Cost alle spiagge assolate della West. Marco scopre il baseball all´età di 10 anni quando, complice un regalo della madre insegnante, inizia a calpestare lo storico diamante della Polisportiva Praissola sotto la guida del "mitico" Bissa. Gli anni dell´università lo allontanano dalla terra rossa, prima a Feltre e poi a Milano. Ma è con il conseguimento della laurea in Relazioni Pubbliche allo IULM di Milano e il conseguente viaggio-premio a Boston che si ritrova e decide di curare la comunicazione dei Dynos Verona. Due anni favolosi, densi di soddisfazioni e ricordi indimenticabili, impegnato nella promozione del sodalizio scaligero sulla stampa locale e sportiva. Per Baseball.it scrive del "batti e corri" giocato nella sua terra, il Nord-Est, ma non disdegna di "intrufolarsi" anche in questioni a carattere nazionale e internazionale.

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