Bologna in finale, San Marino ad un passo dalla storia

L'Italeri soffre ma liquida in cinque partite il Rimini. Il San Marino con il minimo sforzo è vicinissimo ad una storica finale

Semifinali all'insegna della pioggia. E non solo. Se a Nettuno per riuscire a vedere l'inizio di garacinque si è dovuto attendere un'ora e mezza, e per la fine la notte inoltrata da un bel pezzo, tutte e due le sfide hanno visto il loro programma posticipato di un giorno. Trasferte da effettuare immediatamente dopo le partite, rotazioni dei lanciatori stravolte, equilibri cambiati.
Fatto sta che, maltempo o meno, l'Italeri Bologna ha conquistato la sua terza finale scudetto consecutiva battendo la Telemarket Rimini, come nelle previsioni. Pronostico rispettato, ma al di là del risultato della serie la Telemarket ha venduto cara la pelle. Se si eccettua la prima della serie, risoltasi nettamente in favore dei ragazzi di Mazzotti, i romagnoli hanno se non altro dimostrato di aver onorato l'ingresso ai play off. In particolare in garaquattro Trejo e Figueroa hanno dato vita ad una delle più appassionanti e combattute partite di play off viste in Italia. Il colpo di mercoledì è stato sicuramente durissimo, ma nonostante tutto anche nella quinta e ultima partita i pirati hanno messo in difficoltà l'Italeri, portandola sino all'undicesimo quando a metà partita sembrava veramente fatta. Lasciando anche trasparire qualche difficoltà quando si tratta di mettere sul monte i rilievi nelle partite degli italiani, unico attuale neo di una squadra che comunque in attacco rimane un'avversaria temibile per chiunque.
Soprattutto per chi, tra Danesi Nettuno e T&A San Marino, dovrà incontrarla. L'impressione che c'era, almeno alla vigilia, era che i tirrenici avessero effettivamente qualcosa in più, partendo proprio dall'attacco. Invece a venire fuori sono stati i punti deboli più evidenti della formazione di Bagialemani, ad . opera di un San Marino che, come ha detto il manager nettunese, giocando tre inning ha vinto tre partite. Parlavamo dei due punti deboli. Il primo è quello di non disporre al momento di partenti italiani affidabili. L'unica vittoria senza Sanchez sul monte è arrivata grazie a Marco Costantini e a quella che non a torto può essere considerata la migliore prestazione da partente della sua carriera in A1. L'attacco, che in garaquattro ha demolito Montane, ha poi dimostrato di soffrire particolarmente i lanciatori lenti e le loro palle ad effetto. Basta andare a guardare le medie (e soprattutto il numero di innocue volate) contro Casseri e Martignoni. Il Nettuno, che ha clamorosamente steccato in casa, dovrà andarsi a cercare le due vittorie che varrebbero la finale lontano dal terreno amico, dove quest'anno ha stentato parecchio. Un quadro che appare complicato per la formazione di Bagialemani.
Ma in un campionato che ha riservato spesso sorprese, ci si può aspettare di tutto, anche di dover aspettare sabato per sapere il nome della seconda finalista. Pioggia permettendo, ovviamente.

Informazioni su Mauro Cugola 545 Articoli
Nato tre giorni prima del Natale del 1975, Mauro è laureato in Economia alla "Sapienza" di Roma, ma si fa chiamare "dottore" solo da chi gli sta realmente antipatico... Oltre a una lunga carriera giornalistica a livello locale e nazionale iniziata nel 1993, è anche un appassionato di sport "minori" come il rugby (ha giocato per tanti anni in serie C), lo slow pitch che pratica quando il tempo glielo permette, la corsa e il ciclismo. Cosa pensa del baseball ? "È una magica verità cosmica", come diceva Susan Sarandon, "ma con gli occhiali secondo me si arbitra male". La prima partita l'ha vista a quattro mesi di vita dalla carrozzina al vecchio stadio di Nettuno. Era la primavera del '76. E' cresciuto praticamente dentro il vecchio "Comunale" e, come ogni nettunese vero, il baseball ce l'ha nel sangue.

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