La caccia interrotta…

La storia del calvario di Barry Bonds

2 giugno 2005 ore 12,46: l’AP (Associated Press) batte la notizia che Barry Bonds, il formidabile ‘slugger” dei San Francisco Giants, ha ripreso ad allenarsi iniziando ad afferrare qualche pallina con il guantone. Apparentemente sembra una notizia di poco conto, ma per chi ama il baseball, per chi ritiene che lo spettacolo non debba avere né bandiere né pregiudizi, per i tanti tifosi dei Giants (me compreso naturalmente..), questa è una notizia fantastica!
Quello che sta capitando a Bonds (40) ha difatti dell’incredibile: durante la pausa invernale, il giocatore si era sottoposto a due interventi alle ginocchia, una sorta di pulizia e controllo di una fastidiosa artrite che lo affliggeva da qualche tempo. Barry si era presentato puntuale allo Spring Training fiducioso di poter giocare l’Opening Day contro i rivali dei Los Angeles Dodgers, consapevole del fatto che mai in carriera aveva saltato la prima gara della stagione; i primi allenamenti, anche se separato dal resto del gruppo, andavano nel migliore dei modi ed il morale era sempre più alto, tanto che un giorno, stufo di veder battere i suoi compagni, chiamò il nuovo closer Armando Benitez invitandolo a lanciargli qualche pallina; tra lo stupore di tutti, Barry iniziò a colpire qualche ‘change-up”, ma dopo un po’ cominciò a chiedere dei lanci ‘veri”, qualche palla veloce. Quello che nessuno poteva immaginare è che la fine di quella divertente sfida non era altro che l’inizio del suo calvario….
Dopo pochi giorni una notizia comparve su tutti i siti web come una condanna: Bonds si era sottoposto d’urgenza ad un nuovo intervento al ginocchio destro! Ma cos’era successo? Possibile che quei pochi giri di mazza, peraltro non autorizzati dallo staff medico, avessero avuto un epilogo così disastroso?
Le polemiche cominciarono ad impazzare, ma la realtà era impietosa, come la foto in cui si vede Bonds tornare allo Spring Training sorretto da due stampelle. Intervistato quel giorno da una platea di giornalisti, Barry appare un giocatore distrutto, ma cosa più importante, un uomo distrutto; parla di stagione finita, forse di carriera finita, lasciando tutti a bocca aperta.
Dopo quell’intervista un lungo silenzio durato diverse settimane, settimane in cui la gente s' interrogava su quelle sua parole, nella speranza che fossero state dette solo in un momento di gran frustrazione. Ma non era ancora finita: Bonds, infatti, a distanza di qualche settimana si sottopone al terzo intervento chirurgico allo stesso ginocchio, questa volta per ‘pulirlo” da una forte infezione, forse presa in piscina durante la riabilitazione, che impediva al ginocchio di progredire come avrebbe dovuto. Quindici giorni di antibiotici presi per endovenosa, immobilità totale dell’arto, rischio che l’infezione possa attaccare le ossa con conseguenze disastrose, mettendo a rischio non la sua carriera, ma la vita stessa. Non vi nascondo che in quei drammatici giorni ho seriamente pensato che il baseball stesse per perdere per sempre le sue prodezze.
Poi lentamente il ginocchio ha cominciato a rispondere alle terapie, le endovenose hanno lasciato il posto a semplice compresse e le analisi hanno cominciato a mostrare i risultati che tutti speravano.
Infine la recente notizia che Barry Bonds ha nuovamente indossato il suo guantone per afferrare qualche pallina da baseball, mentre si fa a gara nel prevedere il suo ritorno sul diamante che, senza contare disastrose ricadute, dovrebbe avvenire appena dopo l’All Star Game di luglio.
Nel frattempo la sua squadra, i San Francisco Giants, sono in grande difficoltà, soltanto quarti nella West Division a circa una decina di partite di ritardo dai San Diego Padres: neanche l’esperienza del manager Felipe Alou è riuscita fin ora a far migliorare le cose, ma d’altronde non si può affermare che il campionato dei Giants sia nato sotto una buona stella se pensiamo che, Bonds a parte, hanno anche perso per l’intera stagione il closer Armando Benitez e che hanno avuto per un periodo in lista infortunati tutti e tre gli esterni titolari, il closer ed il loro miglior lanciatore, Jason Schmidt; se non è sfortuna questa!
Bonds, lo ricordiamo, ha battuto in carriera 703 HR e gli mancano 11 HR dal secondo posto di Babe Ruth e 52 HR dal primo posto assoluto detenuto dal grande Hank Aaron.

Forza Barry, ti stiamo aspettando: ci mancano troppo quelle palline spedite nell’oceano, i ‘buuu” dei tifosi avversari quando ti presenti al piatto, la paura negli occhi dei lanciatori; ci manca infine il gusto della caccia, la caccia al fuoricampo n. 756 !!!





Francesco Paolo Falanga
Informazioni su Francesco Paolo Falanga 83 Articoli
Sposato dal 1999 con Ester, Paolo ha due maschietti, Federico di 2 anni (lanciatore destro!) e Carlo di un anno (battitore mancino!), che spera prendano la sua stessa passione per il baseball.Commercialista di professione, adora la sua famiglia e la casa con le quali passa tutto il tempo possibile.Come hobby ha la televisione (è un divoratore di eventi sportivi in TV), internet e viaggi, ha passato molto tempo negli Stati Uniti dove ha avuto la fortuna di visitare molti stadi di baseball e di vivere da vicino l'educazione sportiva degli americani.Ha collaborato saltuariamente con qualche rivista in America ed è un grande tifoso dei San Francisco Giants. (Spera di rendersi utile al sito cercando di trasmettere quelle stesse emozioni che prova ancora oggi nel vedere una partita del 'meraviglioso gioco del baseball'....

Commenta per primo

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.