Le due facce della Grande Mela – 1a parte

Una rappresenta ‘la storia del baseball”, l’altra una delle franchigie più giovani delle Majors.

In principio erano stati chiamati gli ‘Highlanders” (letteralmente ‘montanari”). Accadde perché Frank Farrell e Bill Devery, il 9 gennaio 1903, avevano deciso di acquistare la franchigia di Baltimore della American League e di trasferirla a Manhattan, dove avevano allestito in tutta fretta uno stadio in cima ad un colle boscoso.
Contro Washington, il 22 aprile, giocano (e perdono 3-1) la loro prima partita, ma la vittoria è rimandata solo di un giorno al giorno, sempre contro la squadra della Capitale: 7-2 il finale.
Nel 1912, sulle uniformi degli ‘Highlanders” appare per la prima volta il classico ‘gessato” che diventerà il ‘look” di tutte le squadre di baseball. L’anno successivo, all’indomani dello spostamento dal vecchio stadio al Polo Ground dei New York Giants, franchigia della NL, la squadra prenderà il fatidico nome di ‘Yankees”.
E si arriva al 1920, quando con l’acquisto di Babe Ruth dai Boston Red Sox per 350.000 dollari e con un ingaggio personale di 125.000 dollari, si darà il via a quella che senz’altro è la ‘madre di tutte le rivalità”. L’anno successivo gli Yankees vinceranno il loro primo ‘pennant” della American League che conquisteranno ancora nelle tre stagioni consecutive.
Nel 1923 lo Yankee Stadium apre i battenti con un bel 4-1 ai danni, neanche a dirlo, dei Red Sox. Il mattatore, per un fatale destino, è proprio Babe Ruth, autore del primo home-run dello stadio. Ma è anche l’anno in cui, dopo averle mancate per due volte di seguito contro i New York Giants (5-3 e 4-0 le Series del 1921 e 1922), finalmente i Bronx Bombers conquistano le World Series per 4-2, opponendosi sempre all’altra squadra della City.
Passerà un altro paio d’anni prima che gli Yankees si riapproprino del titolo di campioni della AL e tornino a disputare le finalissime. Ma le perderanno amaramente 4-3 contro i St. Louis Cardinals, errore questo che non ripeteranno nei due campionati successivi, quando vinceranno il titolo rispettivamente contro i Pittsburgh Pirates nel 1927 e contro gli stessi Cardinals nel 1928, entrambe le volte con un perentorio 4-0. Il 1932 è l’anno in cui Babe firmerà il fuoricampo numero 300, dell’acquisto di Joe Di Maggio dai San Francisco Seals e quello della conquista del quarto titolo di campionissimi, il terzo con un ‘cappotto” (4-0), stavolta ai danni dei Chicago Cubs.
Dal 1936 al 1939 questa inesorabile franchigia conquisterà ben altre quattro World Series consecutive: le prime due contro i New York Giants (4-2 e 4-1 le serie), la terza contro i Chicago Cubs (4-0) e l’ultima contro i Cincinnati Reds (4-0).
Dopo appena una stagione di pausa, gli Yankees si riprendono il titolo nel 1941. Toccherà stavolta ai Brooklyn Dodgers tentare, invano (visto il 4-1 finale nella serie), di fermare queste autentiche furie che parteciperanno anche alle finali del 1942 e del 1943, entrambe le volte contro i Cardinals che riusciranno ad imporsi solo una volta (1942 con una serie di 4-1). I Brooklyn Dodgers ci riproveranno, contro gli Yankees, nel 1947 e nel 1949 perdendo entrambe le volte (4-3 la prima e 4-1 la seconda serie).
Negli anni ’50 la musica non cambia: gli Yankees parteciperanno a tutte le World Series ad eccezione del 1954 e del 1959, perdendone solo due: nel 1955 contro i Brooklyn Dodgers (4-3 finale) e nel 1957 contro i Milwaukee Braves (anche in questo caso per 4-3).
Due anni dopo, esattamente il 27 luglio 1959, l'avvocato newyorchese William Shea annuncia la formazione di una terza lega maggiore, la Continental League, che avrebbe dovuto avere inizio nel 1961. Una delle squadre partecipanti a questa nuova lega sarebbe stata di New York. Il 2 agosto 1960 la Continental League finisce la sua storia con quattro delle sue franchigie che accettano di partecipare ai campionati di National o American League.
Ricapitolando: nel 1960, una squadra sta muovendo i suoi primi passi nelle Majors, mentre l’altra si presenta ai blocchi di partenza forte di 18 vittorie di campionato e di 24 ‘pennant” di AL. E proprio nel ’60 arriverà il venticinquesimo anche se poi la squadra perderà il titolo contro i Pittsburgh Pirates con una serie di 4-3. Titolo che arriverà nei due anni seguenti ai danni dei Cincinnati Reds nel 1961 (4-1 la serie), e dei San Francisco Giants nel 1962 (4-3). Perse invece le due World Series successive contro i Los Angeles Dodgers nel 1963 e contro i St. Louis Cardinals nel 1964).
Facciamo adesso un piccolo passo indietro: Il 6 marzo 1961 il New York Metropolitan Baseball Club Inc. riceve formalmente un certificato di appartenenza alla National League. Il nome dei Mets venne scelto dal proprietario della squadra Joan Payson perché, tra i vari motivi, incontrava il favore di tifosi e stampa, era fortemente legato alla ragione sociale della squadra (Metropolitan Baseball Club, Inc), rappresentativo dell'area metropolitana e senz’altro più corto e quindi più semplice del nome originale.
Gli altri nomi in lizza erano Rebels, Skyliners, NYBs, Burros (in nome dei cinque distretti amministrativi della città), Continentals, Avengers, Jets e Islanders (ma questi ultimi due erano già utilizzati in altri sport).
Il 16 novembre 1961 viene presentato il logo circolare dei Mets, progettato dal caricaturista Ray Gatto, e rimasto praticamente immutato fino ad oggi. La forma dello stemma, con la sua cucitura arancione, rappresenta il baseball, ed il ponte in primo piano simboleggia che i Mets, nel restituire la National League a Nuova York, rappresenta tutti i cinque distretti amministrativi della città. Lo skyline che si vede sul fondo non è casuale, ma ha un significato speciale. Partendo da destra si vede una chiesa, simbolo di Brooklyn, il distretto amministrativo delle chiese.
Il secondo edificio a destra è il Williamsburg Savings bank, l'edificio più alto a Brooklyn. Quello seguente è l'edificio di Woolworth, a cui si affianca l’Empire State Building ed il Palazzo delle Nazioni Unite. I colori dei Mets sono il blu dei Dodgers e l’arancione dei Giants, in onore delle due precedenti organizzazioni che hanno rappresentato New York nella National League nel passato, entrambe passate in California. Blu e arancione sono anche i colori ufficiali dello Stato di New York.
Gli anni che seguirono furono tra i più bui per gli Yankees che inanellarono un lungo record negativo di 11 stagioni senza post-season, al contrario dei Mets che vivevano invece uno dei periodi più floridi della loro breve storia. La prima partita ufficiale dei ‘Blue-orange” risale all’11 aprile 1962 a St. Louis contro i Cardinals. Verranno sconfitti per 11-4. Miglior sorte ebbe invece, due giorni dopo, la prima gara casalinga, al Polo Ground, contro i Pittsburgh Pirates: 4-3 per New York. Il 17 aprile 1964 i Mets giocano la loro prima gara allo Shea Stadium ancora contro i Pirates e perderanno 4-3. Lo stadio, dedicato a chi riportò la National League nella Grande Mela e che originariamente avrebbe dovuto chiamarsi Flushing Meadow Park, è stato il primo concepito per ospitare partite di baseball e football, ed è famoso per il rumore dagli aeroplani del vicino aeroporto LaGuardia.
E passiamo al 1969, anno in cui i Mets con un record di 100 vittorie e 62 sconfitte approdano per la prima volta ai playoffs. Affronteranno, nelle finali di NL, gli Atlanta Braves che liquideranno con un secco 3-0. Le prime World Series i Metropolitan le vinceranno ai danni dei Baltimore Orioles con 4 vittorie ed 1 sconfitta. Torneranno alle finali delle Majors nel 1973, dopo aver vinto il secondo ‘pennant” di NL per 3-2 contro i Cincinnati Reds, ed avranno come avversari gli Oakland A’s che vinceranno la serie con 4 vittorie e 3 sconfitte.
A questo punto tornano alla ribalta gli Yankees che nel 1976 conquistano la AL (per la trentesima volta), grazie ad una vittoria per 3-2 nella serie delle finali di lega contro i Kansas City Royals, ma perderanno 4-0 le World Series a favore dei Cincinnati Reds. Il ventunesimo ed il ventiduesimo titolo gli Yankees li conquisterà comunque nei due anni successivi, battendo i Los Angeles Dodgers per 4-2 e dopo aver eliminato di nuovo i Kansas City Royals con un 3-2 identico a quello dell’anno precedente. La franchigia del Missouri avrà in ogni modo la sua vendetta due anni dopo quando, dopo un anno di pausa, i Bronx Bombers torneranno alle post-season arrivando primi nella Division, infliggeranno un secco 3-0 nella serie di finali per il titolo AL.

Andrea Tolla
Informazioni su Andrea Tolla 504 Articoli
Nato a Roma nel 1971, Andrea è padre di 3 figli, Valerio, Christian e Giulia. Collabora con il quotidiano Il Romanista dove si occupa, tra le altre cose di baseball e football americano. Appassionato di sport in genere collabora anche con il mensile Tutto Bici e con il quotidiano statunitense in lingua italiana America Oggi. Ex-addetto stampa della Roma Baseball, cura una rubrica di baseball all'interno di una trasmissione sportiva di un'emiitente radiofonica romana.

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