Il “quasi” en-plein della prima

Interessante il primo trittico del 2005 che ha visto importanti esordi e registrato alcune prestazioni da segnalare

Tutte triplette nella prima di campionato se escludiamo lo scontro tra Nettuno e San Marino: questo non vuol dire che chi ha vinto ha tra le braccia solo rose e chi ha perso solo spine: non tutti i nuovi assetti delle squadre sembrano stabili e anche tra alcune delle compagini che hanno portato a casa risultati positivi i numeri ci dicono che non tutto ha funzionato.

Partiamo, ovviamente, dai Campioni di Italia, una delle squadre che ha cambiato meno rispetto all'anno scorso, innestando il solo Paz in seconda base rispetto ai titolari che hanno concluso la stagione 2004. Ecco quindi che il miglior battitore del 2004 finisce ottavo nel line up ma chiude il week end con un ottimo 4 su 12 e 3 punti battuti a casa. Il nuovo arrivato Paz messo secondo nel line up, nonostante in precampionato non avesse fatto vedere grandi cose, non eccelle ed esce dal fine settimana con un 3 su 11 non degno del suo curriculum specie vista la messe di punti messa a segno dai compagni. In particolare ci piace segnalare il 3 su 7 con un doppio e tre punti battuti a casa e soprattutto il singolo che ha fatto scendere Ventura in gara 1 e spianato la strada alla Prink Grosseto. Sul monte i grossetani hanno perso solo Coppola rispetto all'anno scorso e infatti i risultati sono gli stessi: 6 lanciatori utilizzati, solo 3 punti subiti in tre partite e solo uno guadagnato: il che evidenzia l'unica spina del Grosseto, la difesa. 4 errori in 3 partite sono troppi per uno squadrone così e se si pensa che li hanno commessi proprio i tre stranieri dell'infield, preoccupano ancora di più. Infine permetteteci una nota di amarezza nel vedere il giovane Sgnaolin impiegato solo in gara 3 iniziata e a risultato acquisito.

Dal canto suo anche l'Italeri Bologna esordiva al Falchi con l'Alpina Trieste, che lotterà probabilmente per la salvezza ed ha svolto diligentemente il proprio compito: il problema è che almeno in attacco non sono stati certo i nuovi arrivi a togliere le castagne dal fuoco: a dire il vero tutta la squadra è apparsa indietro in battuta, svegliandosi solo in gara 3 dopo aver battuto 8 valide totali nelle prime due. In particolare hanno deluso Kelly Ramos e Wady Almonte a secco nelle prime due gare. Almonte è stato poi decisivo in gara 3 con 4 punti battuti a casa. Unici continui nel box per i felsinei sono stati il “solito” Frignani autore anche dell'eroico grande slam che ha risolto gara 1 e Jorge Nunez con un buon 4 su 9 e sempre in base nelle tre gare giocate nella posizione di leadoff. Sul monte troviamo invece un'ottima notizia per i vice campioni, con il ritorno di Ghesini dopo un anno di fermo ed al suo debutto in maglia gialloblù: salvezza per lui con 4 inning di qualità. Forse il line-up giuliano non era il test più probante ma i numeri parlano di una prestazione convincente: speriamo che il baseball italiano abbia ritrovato un ottimo talento mai espresso fino in fondo. Il resto dei lanciatori bolognesi sono tutti nomi noti ed escluso Richetti hanno tutti reso al loro livello. In particolare Matos ha subito esordito con una partita completa e 10 strike out.

C'era grande curiosità invece per la Telemarket Rimini molto rinnovata in attacco ma a ben guardare con nomi noti e buoni. Si diceva che i problemi per Rimini potevano venire dal monte di lancio ma in questo week end non è stato possibile verificarlo visto che l'attacco ha chiuso fin dai primi inning tutte e tre le gare. Il line up giallo nero è apparso quasi devastante e solo Antigua ha deluso anche se il suo 2 su 14 comprende la battuta che ha chiuso gara 2. In particolare ottimo il ritorno di Garcia Bellizzi (5 su 11 , 4 pbc), discreto Hage a zero contro Heredia ma poi devastante al sabato con tre doppi complessivi. Sul monte i pirati sono andati benino ma non avevano certo di fronte gli Yankees. Castro e Trejo hanno sbrigato la pratica con tranquillità, in gara due ci ha dovuto pensare nonno Cabalisti a togliere le castagne dal fuoco al partente Del Bianco e in gara 3, Sandy Patrone non ha dominato come il suo talento gli permetterebbe anche se ha gestito tranquillamente la partita, subendo 3 punti in 6 riprese.

Nello scontro forse più atteso di questa prima giornata la Danesi Nettuno ha mostrato più che altro che, forse, San Marino questa volta ci ha azzeccato. I laziali avevano un line up sulla carta di tutto rispetto con grossi nomi come Liniak, Colina e Ortega ma proprio loro hanno tradito le attese, almeno in parte. Liniak ha chiuso con eloquente 1 su 13, Ortega dopo essere andato in bianco nelle prime due gare ha sfoderato un fuoricampo in gara 3 che ha chiuso la partita, Colina è andato benissimo con due valide a partita, 6 su 14 e due doppi. Rimangono le perplessità sul monte di lancio, invece . Sampson ha retto bene dopo una partenza disastrosa ma la sua prestazione ha compromesso la partita con i 4 punti subiti al primo inning. Preoccupante anche la prestazione di Masin e Ricci in gara due che non hanno mai fermato le mazze del Titano. Sorprendente in positivo invece la prestazione di Salciccia in gara 3 autore di 7 riprese autorevoli e poi ben supportato dai rilievi affidabili come di solito di Colaceci e Costantini.

Ci ha molto sorpresi la tripletta del Cantine Ceci e Negri Parma sui Warriors Paternò. Alla vigilia le due squadre sembravano di pari livello e sul monte apparivano addirittura più solidi i siciliani. Invece è stato proprio il monte l'arma decisiva dei parmensi: solo due punti subiti in tutto il trittico, solo 19 valide subite (mai più di 7 in una partita). Il meno brillante è stato proprio il lanciatore straniero Montes e sarebbe un vero peccato se il Parma avesse sbagliato di nuovo il partente del venerdì sera. Ottima, ci dicono le cronache, anche la difesa specie sull'asse centrale (ricevitore, interbase, seconda base, esterno centro) con numeri di alta scuola. In attacco luci ed ombre: bene il debutto del giovanissimo De Simoni, riscatto di Zileri in gara 3 (3 su 3 ed un triplo); discreto anche Canate, di cui ci raccontano una grande giocata in un momento decisivo e buono anche il catcher Pinto con un 4 su 11 ed un doppio. Scadente Uquiola con un pessimo 2 su 12 nella posizione di leadoff.

Grande attesa per la T&A San Marino, rivoluzionata e rinforzata da un'ottima campagna acquisti basata su nomi noti ed affidabili. Strada intelligente e ben ripagata in primis da Sheldon, autore di due partite stellari in attacco e in particolare di un Cycle in gara 2 che ha siglato una prestazione da MVP del week end. Non eccelso il rendimento di Raven (2 su 7 con un doppio), grosso nome del campionato venezuelano giocato con molta circospezione, visto che in gara 2 e gara 3 ha totalizzato solo 3 turni validi. In attacco Bindi ha dato spazio e anche al giovanissimo Spinelli dietro il piatto di casa base in gara 2 che lo ha ripagato con uno strepitoso 4 su 4. Il monte di lancio si è rivelato solido come previsto. Spicca la prova di Maestri autore di una salvezza lunga: 3 riprese con tre valide ed un punto subito ma anche 3 strike out e nessuna base ball contro un line up di tutto rispetto.

I Warriors Paternò si sono presentati all'esordio con una squadra, sulla carta, forte e che può pensare ai playoff specie grazie ad un monte di lancio solido e profondo: l'unica incognita poteva essere il partente straniero che in effetti ha un po' deluso: Homero Rivera è rimasto sul monte solo 5 riprese e al di là dei punti subiti ha messo in base ben 11 uomini, ottima la prova invece del suo rilievo Vasquez con 5 strike out in tre riprese. Buono il rendimento degli altri lanciatori siciliani purtroppo per loro per niente supportati dal loro attacco. Se La Fera non avesse fermato una rimbalzante di Rizzo dietro la seconda base con le basi piene forse il giudizio complessivo sull'attacco sarebbe meno severo ma il fatto che solo Carlos Arias abbia portato un punto a casa tra tutti i battitori della parte centrale del line up siciliano, la dice lunga. Da Ametler, Casimiro, Arias e Agli è lecito aspettarsi di più.

Il Fiume Modena si è presentato senza Tamburro e con molte facce nuove ad un esame severissimo e quindi non ci sentiamo di sbilanciarci nei giudizi negativi. Certo sembra che il grandissimo Munoz non riesca a tappare tutti i buchi che si sono aperti: il venezuelano è stato schierato in terza, seconda e prima base, lasciando il suo ruolo naturale di interbase al colombiano Gomez. Questi, schierato leadoff è andato in base una sola volta in tutto il trittico. Il giovane Vittozzi, schierato in terza quando Munoz è stato schierato in seconda, ha commesso ben tre errori. Un infield quindi un po' precario per i canarini. Notizie contrastanti del resto anche dagli esterni: buono il nuovo arrivato Villero con 5 su 9 e due doppi, negativi Roversi e Tinti con due valide in tutto e due errori dell'esterno destro. Sul monte Modena ha dimostrato di poter contare su un Ventura inossidabile e un Nava che, considerato che aveva di fronte il Prink, si è ben disimpegnato ma ha pagato l'assenza di rilievi affidabili. Soprattuto grande delusione per il disastroso esordio di Machado che se dovesse aver mostrato il suo vero volto renderebbe Modena una delle maggiori candidate alla retrocessione, visto che il doppio lanciatore straniero lo hanno praticamente tutti ed il venerdì sera sarà spesso il fattore decisivo.

L'Acegas Trieste ha avuto un esordio durissimo e non è riuscita ad andare oltre tre onorevoli sconfitte. Non sappiamo dire se abbia pesato più la qualità dei pitcher giuliani o la scarsa forma dei battitori felsinei, di certo Trieste ha utilizzato 8 lanciatori tutti con una certa efficacia , se escludiamo De Prato in gara 3. In particolare tutti e tre i partenti hanno tenuto in partita la loro squadra e questo è fondamentale per sperare per il futuro. Anche in difesa non ci sono stati errori mentre in attacco l'Acegas ha raccolto meno di quanto ha seminato visto che ha battuto una valida in più dei suoi avversari con più battute extra base: ben 5 doppi ed un triplo nel trittico, con l'italo argentino De Biase che ha mancato di continuità ma quando ha toccato la palla ha fatto male. Non ha tradito le attese Ruben Castillo autore di un 5 su 12 condito da un doppio.

La Palfinger Reggio Emilia non aveva invece impressionato nella sua campagna acquisti: a parte Matamoros e Heredia gli altri nomi stranieri sembravano un po' leggerini. In effetti Minatogawa e Uraguchi hanno chiuso in attacco con uno sconsolante 3 su 22 e anche Matamoros ha chiuso a 1 su 10, un triplo. In attacco si sono salvati solo Adami (3 su 6 in due gare) ed il 21-enne Biagini (3 su 6 in tre gare). Minatogawa ha poi pensato di metterci il carico commettendo anche 3 errori dalla posizione di seconda base. Anche i nuovi arrivati d'oltre oceano Lollio e Macaluso non hanno fatto vedere niente di buono: 4 su 19 da terzo e quarto in battuta ed anche un errore di Lollio. Il problema è che anche a guardare il monte, tolti gli stranieri c'è poco da ridere. Heredia non è stato aiutato dalla difesa ma lui e Villalon hanno fatto il possibile con un pgl totale di 3. Il problema arriva guardando il monte italiano: Zambelli non è mai stato in partita ed ha chiuso dopo sole 4.1 riprese e ben 7 punti subiti. Bova ha tenuto i suoi in partita ma ha comunque subito ben 12 valide in 5 riprese. Il suo rilievo Perogio è stato disastroso non chiudendo nemmeno la sua ripresa e lasciando dilagare con 5 punti i riminesi.

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Informazioni su Ivano Luberti 324 Articoli
Ivano è cresciuto in Maremma dall'eta' di 6 anni e ha visto la sua prima partita di baseball a 9 anni. Ha abbandonato la sua passione per il batti e corri a 19 anni quando si è trasferito a Pisa per l'Universita' e lo ha riscoperto dieci anni dopo quando ha cominciato ad utilizzare Internet per lavoro. Si definisce uno spettatore informato con una logorrea innata che ha deciso di sfogare scrivendo qualche articolo, dopo che il forum di Baseball.it non gli bastava piu'. Laureato in Scienze dell'Informazione e informatico di professione crede nella cooperazione al punto di aver fondato una cooperativa a Pisa, città dove risiede e che purtroppo è un deserto per lo sport che ama.

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