Manuale di strategia offensiva

10 regole che ogni manager dovrebbe conoscere per ottimizzare l’attacco della propria squadra

Un manager ha grandi responsabilità nei confronti della squadra, dei tifosi e della dirigenza, e spesso una sua decisione, presa in pochi secondi, può decidere non solo una partita, ma un’intera stagione.
Nel baseball, a differenza di altri sport, il manager svolge un ruolo molto importante: è lui che decide chi far lanciare in un momento decisivo della gara, è lui che decide quale tipo di strategia adottare in quel preciso momento, spesso affidandosi solo al suo intuito.
Il baseball però non è una scienza esatta: le variabili sono infinite e le decisioni da prendere sono svariate: pensate che spesso un manager deve tener conto anche della forza del vento nello stabilire dove vanno posizionati gli esterni! Una partita prevede situazioni tattico-strategiche sempre diverse l’una dall’altra, ed in ogni momento una scelta corretta o sbagliata può dare alla squadra la vittoria o la sconfitta. Ad aiutarlo in questo compito ci sono le statistiche (sappiamo bene che il baseball è un gioco di numeri), i suggerimenti dei coach, l’esperienza, un pizzico di fortuna ed infine ci sono alcune regole non scritte, una sorta di ‘manuale delle giovani marmotte”, che tutti i manager conoscono e seguono come linee di guida generali.
Oggi ci occuperemo proprio di queste regole a cui i manager si affidano nel preparare la strategia offensiva della propria squadra:

1) Avere una perfetta conoscenza dei propri giocatori e della loro abilità: la strategia varia molto a secondo della bravura del giocatore in battuta o sulle basi; ci sono battitori che sono caldissimi mentre altri hanno uno scarso momento di forma; ci sono battitori che hanno un eccellente ‘match-up” con il pitcher avversario ed altri che invece non la beccano mai. Tutte queste informazioni sono fondamentali per decidere sempre la strategia con la più alta percentuale di successo…
2) Non esagerare con la strategia! Molti manager, specialmente i più giovani, tendono a controllare troppo l’andamento della gara a scapito dell’inventiva e dell’abilità dei giocatori. Non esagerare quindi chiamando in continuazione bunt, hit-and-run, doppie rubate ecc…Ricordarsi sempre che è il talento dei giocatori a vincere o perdere le partite!!
3) Stabilire l’approccio mentale dei giocatori durante la gara: capita a volte che un manager chiami un particolare gioco solo per far capire ai propri giocatori che tipo di partita vuole; alcuni esempi ci aiuteranno a capire meglio: il nostro battitore si trova sul conto di 3-0 ma il manager gli dà ugualmente il segnale di girare la mazza: questa chiamata dà un messaggio al battitore ed a tutta la squadra; il manager vuole la massima aggressività sul lanciatore. Un esempio opposto lo abbiamo nel caso in cui il manager ordini ai propri battitori di prendere sempre i primi due lanci: il messaggio è di pazientare molto al piatto e di far stancare il più possibile il pitcher avversario…
4) Cercare all’inizio della partita il ‘big inning”: molte partite vengono decise spesso da un inning in cui riusciamo a segnare molti punti; evitare quindi di sacrificare uomini in battuta quando ci troviamo ad inizio partita, lasciar battere anche i più scarsi può portare a volte risultati insperati….
5) Rischiare di più quando ci sono più eliminati: sembra un controsenso, ma nel baseball non lo è; giochi speciali e rischiosi come l’hit-and-run e le rubate si verificano spesso quando abbiamo già uno o due eliminati; con zero eliminati è sempre consigliabile rischiare poco. Esempio: abbiamo un corridore in seconda con zero eliminati ed il nostro giocatore al piatto batte un singolo; il corridore si lancerà verso casa base soltanto se è perfettamente sicuro di segnare il punto; restare in terza con zero eliminati dà la quasi certezza di segnare, per cui è inutile rischiare di farsi eliminare a casa base. Se invece abbiamo già due eliminati state certi che il coach di terza base darà il segnale di correre a casa base in quanto potremmo non avere più un’occasione così ghiotta!
6) Verso il finale delle partite aprire il libro dei ‘match-up”! Anche se abbiamo un giocatore che non la prende mai contro quel lanciatore, negli inning iniziali lo lasceremo tranquillamente battere, ma se la partita è equilibrata, non esitate a trovare il ‘match-up” più favorevole. Il baseball è un gioco di percentuali, trovate sempre quella più favorevole alla vostra squadra!
7) Giocare lo ‘short game” contro lanciatori dominanti: dello short game ci siamo già occupati in un recente articolo per cui non mi soffermerò oltre sulla sua spiegazione. Il concetto è molto semplice: se giochiamo contro Randy Johnson ed abbiamo la fortuna di avere un corridore in prima con zero out, è meglio se quel punto lo facciamo ad ogni costo!
8) Eliminare ogni strategia offensiva quando siamo parecchio sotto nel punteggio: inutile sacrificare uomini con bellissime mosse strategiche se dobbiamo recuperare 5 punti; lasciar battere i vostri giocatori può essere l’unica arma per recuperare una partita quasi persa…
9) Evitare di ripetere sempre le stesse mosse nelle stesse situazioni: ricordatevi che sulla panchina accanto siede un altro manager intelligente e preparato come voi, per cui se fate sempre la stessa chiamata lui posizionerà la sua difesa in modo da fregarvi!
10) Rispettare sempre i giocatori, a livello umano e professionale: se un vostro battitore vi ha deluso, una pacca sulla spalla ed una frase di incoraggiamento faranno sicuramente meglio di una partaccia davanti ai compagni! Alcuni anni fa durante una partita degli Yankees, Alfonso Soriano, allora 2B della squadra di New York, sbagliò l’esecuzione di un gioco in maniera clamorosa impedendo alla sua squadra di segnare con le basi piene; le impietose telecamere della ESPN seguirono il ritorno di Soriano in panchina dove Joe Torre aveva un’espressione che più cupa non si poteva; senza scomporsi con un cenno della mano stile ‘Il Padrino” fece avvicinare il povero Soriano il quale si accovacciò vicino a lui e lo ascoltò in rispettoso silenzio per diversi minuti: nessuno saprà mai cosa gli disse, ma sapete cosa fece Soriano nel suo successivo turno di battuta? Uno spettacolare fuoricampo!!
Infine evitate di umiliare un battitore meno forte togliendolo dal piatto con le basi piene, a meno che la situazione non lo richieda (finale di partita, World Series ecc…).

Quest’articolo è dedicato a tutti gli allenatori di baseball italiani, uomini che con tanta passione e sacrificio insegnano a grandi e piccini il nostro meraviglioso gioco…







Francesco Paolo Falanga
Informazioni su Francesco Paolo Falanga 83 Articoli
Sposato dal 1999 con Ester, Paolo ha due maschietti, Federico di 2 anni (lanciatore destro!) e Carlo di un anno (battitore mancino!), che spera prendano la sua stessa passione per il baseball.Commercialista di professione, adora la sua famiglia e la casa con le quali passa tutto il tempo possibile.Come hobby ha la televisione (è un divoratore di eventi sportivi in TV), internet e viaggi, ha passato molto tempo negli Stati Uniti dove ha avuto la fortuna di visitare molti stadi di baseball e di vivere da vicino l'educazione sportiva degli americani.Ha collaborato saltuariamente con qualche rivista in America ed è un grande tifoso dei San Francisco Giants. (Spera di rendersi utile al sito cercando di trasmettere quelle stesse emozioni che prova ancora oggi nel vedere una partita del 'meraviglioso gioco del baseball'....

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