“Delibera giusta ma per il Baseball cambierà poco”

Praticamente concordi le opinioni. I vivai li abbiamo e la delibera non ci toccherà più di tanto. Per tenere alto il livello del Campionato bisognerà comunque utilizzare 'altri' giocatori

Sulla delibera CONI dello scorso luglio, relativa alla tutela dei vivai nazionali, abbiamo sentito 5 dirigenti del massimo Campionato di A1. Gli eventuali cambiamenti non preoccupano più di tanto il Grosseto, il Modena, il Nettuno, il Parma e il Paternò.


Luca Moretti, general manager del Prink Grosseto: “Mi trovo d'accordo con la delibera del Coni che impone che il 50% degli atleti a referto siano di scuola italiana (anche se andrà meglio specificato cosa questo significhi). E' giusto dare importanza al vivaio e tutelare gli investimenti nel settore giovanile.
A maggior ragione in uno sport come il nostro, dove il mercato e lo scambio dei giocatori languono per mancanza di risorse. Fino allo scorso anno la nostra società ha adottato la politica di schierare principalmente prodotti del vivaio locale però mancava sempre qualcosa per reggere il confronto con le formazioni di vertice. Questa stagione abbiamo cercato di rinforzare la squadra per metterci al livello delle altre squadre così da riuscire a riportare lo scudetto in Maremma. Prima abbiamo sondato il mercato dei giocatori italiani, quindi ci siamo rivolti oltreoceano


Moretti ha poi ricordato come “Il settore giovanile del Bbc è sempre stato molto prolifico ed ha fornito giocatori alla prima squadra per anni. Pur rientrando nella società madre, il Bbc ha una sua struttura indipendente con un suo presidente (Armando Cipolletti), un suo medico e fondi propri. Sono circa 100 i ragazzi inquadrati nelle nostre squadre giovanili, dalla scuola baseball sino alla Juniores che disputa anche la serie C2. Nelle ultime stagioni mi pare che qualcosa si stia muovendo a livello di ritorno di interesse dei ragazzi verso il baseball. Quest'anno è stato fatto anche un investimento extra nelle scuole per trovare nuovi ragazzi. Ci sono una trentina di bambini che al momento non possono essere inseriti in nessuna delle nostre squadre giovanili, ma che continuano ad essere seguiti. Il problema è proprio quello di riuscire a far giocare i ragazzi, perché è solo con la partita che questi possono crescere. Prosegue inoltre la collaborazione con le altre società della zona (Rosemar, Grifo e Jolly Roger) per far maturare gradatamente i giocatori così da utilizzarli al meglio nei rispettivi vivai. C'è poi la scuola baseball Ymca di Mazzieri, Galli e Natale che sta formando ragazzi che, una volta pronti, potranno transitare nelle nostre squadre

Di questi chi ha “saggiato” la A1?
“Basta scorrere il nostro roster per vedere i giovani del vivaio che giocano in A1. Dal capitano Emiliano Ginanneschi fino ad arrivare ad Attriti, ultimo prodotto del vivaio entrato stabilmente nel gruppo della prima squadra. Sono tutti ragazzi che hanno effettuato la trafila nelle nostre squadre giovanili ed è anni che sono protagonisti nella massima serie”

Per Antonio Bochiccho, direttore sportivo del Fiume Costruzioni Modenala recente delibera del Coni può essere molto valida per sport di massa come ad esempio il calcio dove ci sono migliaia e migliaia di praticanti e quindi con maggiori possibilità di scelta.
Per il baseball, dove ci sono meno praticanti, diventa difficile operare e fare delle scelte; però se la normativa è questa anche il Modena si adeguerà di conseguenza. Siamo convinti che questa normativa porterà ad un indebolimento del livello tecnico del nostro baseball che negli ultimi anni è cresciuto con l'apporto degli italiani residenti all'estero, arrivati anche con l'obiettivo di partecipare alle Olimpiadi.
Voglio comunque sottolineare che la nostra società, già da un paio di anni e per esigenze diverse, annovera nel roster 13 atleti provenienti dal proprio vivaio locale


Com'è organizzata la sua società per il settore giovanile?
Fin dalla sua nascita, il Modena Baseball ha sempre avuto un suo settore giovanile con formazioni presenti in ogni categoria. Si sono avvicinati a noi alcuni giovani rimasti fuori dagli altri sport, ma molti sono veri appassionati di baseball che hanno deciso di far parte del nostro club.
Il Modena ha accolto ed accoglie questi giovani, investendo anche sullo staff tecnico che li aiuta nella loro crescita.
Attualmente abbiamo una squadra juniores di circa 15 giocatori allenati dall'italo-venezuelano Justo Massaro, una formazione cadetti composta da 17 elementi guidati da Ramos Hyojos Fredy ed una squadra ragazzi di circa 25 giocatori allenati dal prof. Roberto Gheduzzi che è anche il coordinatore tecnico di tutto il nostro settore giovanile, preparatore atletico della prima squadra e del Junior Modena e che conta una ventina di atleti


Quanti giocatori formati nel vivaio sono stati lanciati nella prima squadra in questi anni?
Il Modena è partito dalla C1 nel 1989, ha riorganizzato tutta la società fino a raggiungere nel 1995 la promozione dalla A2 alla A1. Abbiamo sempre schierato nostri giovani prospetti, ma anche altri giocatori provenienti da Parma e Bologna.
In questi ultimi anni sono stati promossi in prima squadra con Mauro Paglioli diversi atleti del nostro vivaio come il capitano Laffi e Generali (prima base/esterno), i ricevitori Malagoli, Cori e Cremaschi, gli esterni Tinti, Roversi e Martinelli, gli interni Giugni, Vittozzi e Righi, i lanciatori Nava e Paltrinieri.
Sempre dal vivaio modenese sono arrivati anche molti giocatori che ci hanno consentito di raggiungere la massima serie come Pizzi, Antonelli, Malaguti, Goldoni, Martinelli, Baraldi, Brandoli, Ferrari, Bochicchio, Scaramelli, Scantamburlo e Ferretti che ha battuto la palla della promozione in A1 nove anni fa.
Ma tra i locali va anche ricordato Toriaco, proveniente da Ozzano ma modenese d'adozione. E, infine, aggiungerei anche Lucena e Orta, cresciuti baseballisticamente parlando all'ombra della Ghirlandina e da considerarsi quindi modenesi a tutti gli effetti


Per il dirigente della Danesi Nettuno Luigi Noro: “Ci siamo sempre schierati contro l'impiego di giocatori 'oriundi' sin dal primo momento, e nel corso degli anni siamo stati costretti ad adeguarci per non perdere il confronto con le altre formazioni. Il Nettuno quando non c'erano gli 'oriundi' era una squadra che vinceva, vedi dal 1990 al 2001. I giocatori per affrontare un campionato così ce li abbiamo, siamo favorevoli
Noro prosegue sulla gestione del settore giovanile “C'è il Nettuno2 con il quale esiste un contratto di convenzione, nel senso che loro ci portano avanti le squadre giovanili e noi contribuiamo alle spese. La prima squadra milita in serie A2, e ci vengono garantite anche tutte le altre categorie”
L'addetto stampa della Caffè Danesi Nettuno ci tiene ad enfatizzare la quantità di giocatori prodotti dal vivaio che hanno raggiunto la A1: “solo per citare gli ultimi” ha ricordato “Igor Schiavetti, Giuseppe Mazzanti, Marco Costantini, Fabio Origlia, Fabio Mariani, Mauro Salciccia, Daniele Frezza“.

Massimo Fochi è il vice presidente federale, viene dal campo e a Parma è sempre una “istituzione”.
Fochi, che ne pensa della delibera del Coni sul 50% di giocatori formati nei vivai?
Penso che sia giusta ma che sia insignificante per quanto riguarda la realtà del nostro movimento, se guardiamo il campionato di A1, forse solo due società su 10 superano tale tetto

Com'è organizzata il Ceci&Negri Parma per il settore giovanile?
Stiamo portando avanti un progetto unitamente alle società della zona, che svolgono attività giovanile, per lo sviluppo delle potenzialità dei giovani in modo che possano crescere ed avvicinarsi allo standard qualitativo dell' A1.
Il problema grosso oggi, è che c'è troppo divario tra le varie categorie e non è che abbassando il livello delle categorie superiori (molto semplice da attuare, ma a mio avviso, è una strada che ti porta al suicidio), si risolva il problema, si deve trovare il modo di far crescere quelle inferiori


In questi ultimi anni, quanti sono stati i giocatori formati nel vivaio e successivamente inseriti nella prima squadra?
Direi una decina. Tentativi ne sono stati fatti parecchi ma il problema è che solo in rarissimi casi si sono dimostrati all'altezza del livello della serie A1 o hanno avuto la pazienza di lavorare dimostrando di aver raggiunto lo standard per giocare con continuità.

ndr: Quest'anno Zileri e Comelli, poi Caravita, Brambilla, Bertolini (non più nel roster), Vasini. Andando ancora più indietro nel tempo possiamo citare Simone Vecchi, Squarcia e Salsi e ancor prima Massimiliano Ferrari, Magriotis, Paini anche se giocavano poco

Secondo Raciti dei Warriors Paternòil principio ispiratore è giusto ma questa delibera così com'è punta solo a colpire il calcio e per il baseball non serve a niente. E' difficile prevedere cosa succederà visto che da ora in poi ci saranno molte riunioni per decidere come attuare la delibera ed è difficile capire cosa produrrà. Difficile limitare il calcio e questa sorta di tratta degli schiavi attuata dalle grosse società che vanno a pescare in paesi africani centinaia di ragazzi che poi si perdono per strada.
Il problema dei vivai esiste ma non si risolve con soluzioni calate dall'alto.
Sarebbe stato opportuno una concertazione prima di sparare una delibera che rischia di lasciare il tempo che trova. Il vero problema del nostro baseball e' di convincere i ragazzi che smettono di studiare ed iniziano a lavorare a non mollare


E il vostro settore giovanile?
Prima producevamo per un livello basso: adesso abbiamo aumentato il numero di squadre giovanili e abbiamo ingaggiato tecnici stranieri, visto che e' impossibile trovarne un numero sifficiente di italiani che possano lasciare il loro principale lavoro per dedicarsi solo al baseball.
Stiamo anche facendo un grosso lavoro con le scuole.
In Sicilia abbiamo perso una grossa occasione quando c'era un buon numero di praticanti ma non avevamo impianti e li condividevamo con il calcio. Ora che abbiamo gli impianti dobbiamo ricominciare ma è difficile.
Poi quando si arriva ad alto livello la distanza per i nostri ragazzi non 'oriundi' è un problema. Spesso alcuni rinunciano alle trasferte perche' non possono prendere ferie. Nella prima squadra possiamo annoverare D'Ignoti (juniores), Alibardi ('oriundo' ma cresciuto nel Paternò), Sciacca (juniores), Rizzo e Astuto


Le dichiarazioni sono state raccolte da Davide Bertoncini, Mauro Cugola, Filippo Fantasia, Ivano Luberti e Gianni Vellutini

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