Un grande Diego Ricci trascina la Danesi alla vittoria (6-0)

Nove riprese e solo tre valide subite. Migliore nel box Candela, 4 su 5

Con il tennistico 6 a 0 del pomeriggio arriva l'ottava vittoria per la Danesi Nettuno in campionato, che equivale a dire imbattibilità mantenuta. Stavolta il grande trascinatore è il lanciatore Diego Ricci, che in nove riprese complete in pedana subisce solamente 3 battute valide, 3 basi e lasciando al piatto 6 battitori avversari.
Subito al primo inning il Nettuno segna due volte, singoli di Candela e Martins, base a Schiavetti e con due rimbalzanti interne entrano due punti per il 2 a 0. Al terzo altra segnatura tirrenica, singolo di Schiavetti, altra valida di Peppe Mazzanti (2/5 per lui) e dopo un errore del lanciatore parmense Massimino su una rimbalzante, arriva la battuta interna di D'Auria per il 3 a 0.
Per vedere il Ceci&Negri pericoloso occorre attendere il quarto, nell'unico piccolo momento di difficoltà di Ricci. Valida in apertura di Morelo, poi eliminato Chapelli all'esterno destro, singolo a destra di Balgera e con due uomini in base la rimbalzante di Parisi è preda dello stesso pitcher nettunese, che gira all'interbase Martins il doppio gioco che chiude il turno d'attacco emiliano.
Alla seconda parte del settimo, dopo aver sprecato al quinto una situazione di basi cariche e due fuori, la Danesi chiude i conti: con zero fuori singolo di Peppe Mazzanti, colpito Miller ed arriva la sostituzione sul monte. Esce Massimino (6,0 rl, 9 bv, 1 b, 4 k) ed entra Olenberger, che elimina in prima su azione di bunt D'Auria. Seguono i quattro ball intenzionali che caricano le basi su Leo Mazzanti, e a far entrare i tre punti del 6 a 0 definitivo ci pensano i due singoli a destra di Fabio Origlia e di Candela, quest'ultimo senza dubbio uomo match, insieme allo stesso Ricci, grazie alle sue quattro valide su cinque turni.

Informazioni su Mauro Cugola 545 Articoli
Nato tre giorni prima del Natale del 1975, Mauro è laureato in Economia alla "Sapienza" di Roma, ma si fa chiamare "dottore" solo da chi gli sta realmente antipatico... Oltre a una lunga carriera giornalistica a livello locale e nazionale iniziata nel 1993, è anche un appassionato di sport "minori" come il rugby (ha giocato per tanti anni in serie C), lo slow pitch che pratica quando il tempo glielo permette, la corsa e il ciclismo. Cosa pensa del baseball ? "È una magica verità cosmica", come diceva Susan Sarandon, "ma con gli occhiali secondo me si arbitra male". La prima partita l'ha vista a quattro mesi di vita dalla carrozzina al vecchio stadio di Nettuno. Era la primavera del '76. E' cresciuto praticamente dentro il vecchio "Comunale" e, come ogni nettunese vero, il baseball ce l'ha nel sangue.

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