Playoffs al via: la National League

A poche ore dall'inizio della post-season analizziamo anche le altre due serie divisionali

Uno sguardo alle due serie divisionali della National League, al via tra poche ore.

GIANTS-MARLINS:

Negli Stati Uniti, i commentatori più “burloni” suggerivano di non programmare nessuno dei match nelle ore serali, vista l'età decisamente avanzata di entrambi i manager, Jack McKeon e Felipe Alou, per entrambi i quali, tra l'altro, si tratta della prima partecipazione ai playoffs.
Sulla carta potrebbe sembrare l'ennesima riedizione di Davide contro Golia, visto che si tratta del match tra una squadra reduce dalle World Series dello scorso anno e un team che molti pensavano avrebbe fatto fatica a finire la stagione al di sopra del 50{69f996f5920302fe53d2c9b8e835d830d430a9cd590b3ddc6c130a5134366c09}. Ma non è così.
I Giants dipendono moltissimo dal rendimento di Barry Bonds: se Barry sarà in palla, Florida non darà particolari problemi alla squadra di Felipe Alou, ma se i lanciatori dei Marlins riusciranno a tenerlo a bada (e aspettiamoci la solita valanga di basi-ball intenzionali) il risultato potrà essere diverso. Florida ha bisogno di un buon rendimento da parte dei primi giocatori del line-up, Luis Castillo e Juan Pierre: dovrà cercare il più possibile di muoversi sulle basi e costringere i Giants a forzare qualche giocata difensiva.
Importante anche la tenuta da parte dei lanciatori partenti: l'esperienza dello staff di pitcher non è molta. Josh Beckett, Brad Penny, Chris Redman e Dontrelle Willis sono tutti giovanissimi, e come reagiranno alla pressione del baseball di ottobre è un'incognita; eppure molti di loro hanno fatto dei passi da gigante in termini di crescita nel corso di quella che è stata una stagione da incorniciare, a Miami. Non dimentichiamoci, poi, che su di loro potrebbe farsi sentire l'influsso positivo del catcher Ivan Rodriguez, veterano di mille battaglie: lo scorso inverno molti l'avevano preso per pazzo quando aveva scelto di andare ai Marlins, ma ora l'ex Ranger ha smentito tutti dimostrando di avere ottimo fiuto.
In passato, le squadre che stavano per affrontare Barry Bonds nei playoffs potevano tirare un sospiro di sollievo, visto che ottobre sembrava un mese non molto fortunato per lui, ma con gli exploit della scorsa post-season le cose sono cambiate, e ora il manager dei Marlins Jack McKeon dovrà decidere come affrontare il più grande fuoricampista degli ultimi anni. Ma i Giants non sono solo Bonds: sono una squadra piena di veterani, che pur avendo cambiato buona parte del lineup che lo scorso anno ha raggiunto le World Series (oltre al manager), è riuscita a tornare ai play-offs, guidando la NL west dal primo all'ultimo giorno della stagione. Il suo lanciatore di punta è Jason Schmidt, non un nome altisonante come tanti altri ma probabilmente il miglior partente quest'anno nella National League. Un parziale punto interrogativo è rappresentato da Sidney Ponson, acquisito a metà stagione dalla squadra di Felipe Alou; non si sa come potrà reagire alla pressione della post-season.
Florida ha perso cinque delle sei gare stagionali contro San Francisco, e contro una squadra molto costante, la cui partecipazione ai playoffs non è mai stata in dubbio, avrà bisogno di una prestazione sopra le righe da parte di tutti per superare il turno.

BRAVES-CUBS

L'ultima volta che queste due squadre si sono affrontate nei playoffs era il 1998, e allora Atlanta spazzò via Chicago in tre gare. Ma, da allora, molte cose sono cambiate. I Braves non sono più una squadra il cui punto forte è uno staff di lanciatori solido dal primo all'ultimo elemento, e i Cubs sono un team deciso a non terminare la sua avventura post-stagionale così presto: cinque anni fa a Wrigley Field il re indiscusso era Sammy Sosa, ora gli occhi di tutti i tifosi di Chicago sono sul monte di lancio. La rotazione di partenti dei Cubs, con Kerry Wood, Mark Prior e Carlos Zambrano, è oggetto di invidia da parte di tutta la lega. Quella di Atlanta non ha l'effetto intimidatorio degli anni passati: i Braves hanno ancora Greg Maddux, che lancerà in gara tre, ma prima di lui devono affidarsi a Russ Ortiz e Mike Hampton. Di certo la prestazione dei partenti sarà importantissima, perchè a livello di bullpen nessuna delle due squadre è messa benissimo; e aspettiamoci scintille quando i “pistoleri” Wood e Prior tenteranno di non far prendere la loro palla veloce alle due mazze più potenti del line-up di Bobby Cox, Gary Sheffield e Javy Lopez.
Per i Cubs è stato importante prendere possesso della NL central con una gara di anticipo, così da poter sistemare i lanciatori in modo da avere la rotazione migliore; Wood lancerà gara uno, con possibilità di tornare sul monte per l'eventuale gara cinque, e sarà seguito da Zambrano e Prior.
Atlanta ha vinto quattro delle sei gare stagionali giocate contro i Cubs: la metamorfosi dei Braves da squadra costruita sulla difesa a team basato sull'attacco si è completata quest'anno, tanto che delle quattro franchigie qualificate per i playoffs nella NL Atlanta è quella con la media pgl globale più elevate. Oltre ai già citati Sheffield e Lopez, il line-up dei Braves comprende giocatori del calibro di Chipper Jones, Andrew Jones, e Marcus Giles, cresciuto quest'anno fino a diventare una super-star. Ma non dimentichiamoci di Robert Fick, importante acquisizione dello scorso inverno, e di Rafael Furcal, veterano di mille battaglie.
In una serie che ha tutta l'aria di essere molto equilibrata, il fattore x potrebbe essere John Smoltz. Se il closer dei Braves confermerà di essere tornato al 100{69f996f5920302fe53d2c9b8e835d830d430a9cd590b3ddc6c130a5134366c09} dopo l'infortunio, difficilmente le gare della serie cambieranno risultato dopo l'ottavo inning, se in vantaggio ci sarà Atlanta.
Le mazze dei Cubs dovrebbero essere abbastanza valide da impensierire il monte dei Braves. Ovviamente, buona parte del peso dell’attacco di Chicago cadrà sulle spalle di Sammy Sosa, che in questa stagione è andato a nozze contro i lanciatori di Atlanta, ma che non ha fatto vedere gran che nella sua unica apparizione ai playoffs in carriera, proprio quella serie del 1998 di cui i Braves misero fine ai sogni di gloria di Chicago.
I Cubs, infine, godranno del tifo di tutti gli spettatori neutrali, visto il loro lunghissimo digiuno (non vincono le World Series dal 1908).

Informazioni su Matteo Gandini 704 Articoli
Giornalista pubblicista e collaboratore di Baseball.it dall’ottobre 2000, Matteo è un grande appassionato in genere di sport, soprattutto del mondo sportivo americano, che segue da 10 anni in modo maniacale attraverso giornali, radio, web e TV (è uno dei pochi fortunati in Italia a ricevere la mitica ESPN).Per Baseball.it ha iniziato seguendo le Majors americane. Ora, oltre ad essere co-responsabile della rubrica giornaliera sul baseball a stelle e striscie, si occupa di serie A2. Inoltre, nel 2002, per il sito e l’ufficio stampa FIBS ha seguito da inviato lo stage della nazionale P.O. in Florida, la Capital Cup e i mondiali juniores di Sherbrooke (Canada), il torneo di Legnano di softball, e la settimana di Messina, a cui ha partecipato anche la nazionale seniores azzurra. Nel 2003 è stato invece inviato agli Europei Juniores di Capelle (Olanda). Nel 2001 ha anche collaborato alla rivista “Tutto Baseball e Softball”.Per quanto riguarda il football americano, da 3 anni segue il campionato universitario e professionistico americano per Huddle.org, oltre ad essere un assiduo collaboratore alla rivista AF Post. Nel 2003 partecipa al progetto radio di NFLI, ed è radiocronista via web delle partite interne dei Frogs Legnano.Dopo aver collaborato per un periodo di tempo ai siti web Inside Basketball e Play it, nel 2001 ha seguito i campionati di basket americani (NBA e NCAA) per Telebasket.com, in lingua italiana e inglese. Ora segue la pallacanestro d’oltreoceano per Blackjesus.it.Più volte apparso come opinionista di sport americani a Rete Sport Magazine, trasmissione radiofonica romana, lavora stabilmente nella redazione di Datasport, dopo una breve esperienza in quella di Sportal.Nel 2003 ha lavorato anche per l’Ufficio Stampa delle gare di Coppa del Mondo di sci a Bormio.Ha 26 anni, è residente in provincia di Lecco e si è laureato in scienze politiche alla Statale di Milano. La sua tesi, ovviamente, è legata allo sport: il titolo è “L’integrazione dei neri nello sport USA”. Il suo sogno è dedicare tutta la vita al giornalismo sportivo, in particolare nel settore sport USA.

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