A casa di Victor Mesa

Il vostro cronista incontra uno degli eroi nazionali del baseball cubano

Credo che non possiate capire la soddisfazione fanciullesca che l'evento mi ha dato, ma ho voluto egualmente celebrarlo con voi.

Vi devo ringraziare per i tanti messaggi di stima e di apprezzamento per il lavoro che sto facendo da qui. Io penso che il ruolo di un 'autore' sia quello di trasmettere emozioni a qualcuno. Io mi sono sempre detto che se riuscissi mai a far provare le emozioni che ha suscitato in me la prima lettura di “Cronaca di una morte annunciata” di Gabriel Garcia Marquez o il primo ascolto della canzone “Stay free” dei Clash anche ad una sola persona, avrei raggiunto lo scopo della mia vita.

Per la cronaca, oggi all'Avana piove e c'è brutto tempo. Per loro (intesi come i cubani) è inverno. Per noi sembra una di quelle giornate di fine agosto che si passavano al mare da bambini, quando ormai l'estate era diventata tanto lunga che tornare a scuola non era poi un dramma e si stava in spiaggia col costume ma con la maglietta addosso e la sabbia sembrava quasi marrone, tanta poca luce c'era.

Sono un po' malinconico oggi, eh?
Torniamo al baseball. Mi sono letto tutti gli interventi dei forum sulla “Coppa Intercontinentale” e sono abbastanza sorpreso del fatto che ci sia così tanto (e appassionato) interesse.
Quel che posso dirvi, è che 'sto lavorando per voi'. Ho buone speranze di procurarmi alcune delle partite dell'Italia (sfortunatamente, la prima sfida con Panama pare non sia disponibile) allo scopo di 'ri editarle' e trasmetterle sul circuito delle televisioni locali. Sto poi valutando che tipo di costo potrebbe avere (in vista del prossimo Mondiale) un play by play delle partite degli azzurri da qui. Costo proibitivo, temo. Ma ci guardo lo stesso.
Insomma, vogliamo dare il massimo della visibilità agli azzurri. Perchè abbiamo capito (il plurale non è majestatis, 'noi' come sezione comunicazione della FIBS) che il movimento ce lo chiede a gran voce.

Giovedì sera ero a casa di Victor Mesa. Sì, l'esterno centro della grande nazionale cubana che ha battuto a Parma gli Stati Uniti di Abbot, Ventura e Tino Martinez, proprio “El Loco”.
Voglio essere chiaro: io, che nel 1988 gli chiedevo l'autografo, ero a casa di colui che nel 1988 mi firmava lo score della partita, e sua moglie mi diceva: “Riccardo posso offrirti un caffè?”.
Comincio a pensare di essere effettivamente morto ed essere approdato nel Paradiso degli appassionati di baseball.

Victor comunque è una persona modesta e alla mano, benchè qui sia un eroe nazionale.
C'è un corridoio nella sua bellissima casa tutto dedicato alla carriera, pieno di foto che lo ritraggono in compagnia di Fidel Castro.
Mesa mi ha confidato una cosa: “Ho giocato 5 anni in Giappone. E' stato bruttissimo, ma necessario, per il contributo che la mia presenza là ha dato a Cuba”.

La cosa più bella accaduta in casa di Victor Mesa? Mi sono chiuso nel bagno. E non nel senso che ho chiuso la porta a chiave (normale, direte voi) ma nel senso che non riuscivo più a riaprirla. Per fortuna, un amico del 'Loco' ha scavalcato la porta (che, sempre per fortuna, non arrivava al soffito, e con un coltello ha fatto scattare la serratura.
Immagino potrete capire la mia vergogna…

E' tempo per trasferirci allo stadio “Latinoamericano” per la sfida tra Italia e Giappone, che l'organizzazione ha anticipato alle 14 per riempire lo stadio in occasione del derby centroamericano tra Cuba e Panama.
Visti ieri i giapponesi, ammetto che le nostre speranze sono piuttosto poche. Ma chi vi parla è pur sempre quello che aveva previsto che Panama era la favorita del torneo, prima che perdesse con l'Italia.
A più tardi.

Informazioni su Riccardo Schiroli 1196 Articoli
Nato nel 1963, Riccardo Schiroli è giornalista professionista dal 2000. E' nato a Parma, dove tutt'ora vive, da un padre originario di Nettuno. Con questa premessa, non poteva che avvicinarsi alla professione che attraverso il baseball. Dal 1984 inizia a collaborare a Radio Emilia di Parma, poi passa alla neonata Onda Emilia. Cresce assieme alla radio, della quale diventa responsabile dei servizi sportivi 5 anni dopo e dei servizi giornalistici nel 1994. Collabora a Tuttobaseball, alla Gazzetta di Parma e a La Tribuna di Parma. Nel 1996 diventa redattore capo del TG di Teleducato e nel 2000 viene incaricato di fondare la televisione gemella a Piacenza. Durante la presentazione del campionato di baseball 2000 a Milano, incontra Alessandro Labanti e scopre le potenzialità del web. Inizia di lì a poco la travolgente avventura di Baseball.it. Inizia anche una collaborazione con la rivista Baseball America. Nell'autunno del 2001 conosce Riccardo Fraccari, futuro presidente della FIBS. Nel gennaio del 2002 è chiamato a far parte, assieme a Maurizio Caldarelli, dell'Ufficio Stampa FIBS. Inizia un'avventura che si concluderà nel 2016 e che lo porterà a ricoprire il ruolo di responsabile comunicazione FIBS e di presidente della Commissione Media della Confederazione Europea (CEB). Ha collaborato alle telecronache di baseball e softball di Rai Sport dal 2010 al 2016. Per la FIBS ha coordinato la pubblicazione di ‘Un Diamante Azzurro’, libro sulla storia del baseball e del softball in Italia, l’instant book sul Mondiale 2009, la pubblicazione sui 10 anni dell’Accademia di Tirrenia e la biografia di Bruno Beneck a 100 anni dalla nascita. Dopo essere stato consulente dal 2009 al 2013 della Federazione Internazionale Baseball (IBAF), dal giugno 2017 è parte del Dipartimento Media della Confederazione Mondiale Baseball Softball (WBSC). Per IBAF e WBSC ha curato le due edizioni (2011, 2018) di "The Game We Love", la storia del baseball e del softball internazionali.

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