“Se la vita è così, non conviene morire”

Uno staff azzurro di filosofi ci fa fare importanti divagazioni…

“Se la vita è così, non conviene morire”.
L'importante dichiarazione è attribuita ad uno dei 2 membri dello staff medico della nazionale azzurra e risale a questa mattina (fuso orario cubano, che è quello della costa Est degli Stati Uniti).

Abbiamo uno staff medico eccellente. Entrambi non parlano molto e uno, non necessariamente l'autore del 'copy' (ovvero testo) di cui sopra, è preoccupato perchè nei miei articoli non li cito mai. Ecco fatto, 2 classici piccioni con una classicissima fava.
Dicevo che non parlano molto ma, come potete constatare tornando alla prima riga, quando lo fanno regalano momenti importanti.

Tornando al 'copy', non vorrei che vi venisse l'idea che stiamo facendo uno spot pubblicitario per Varadero. Anche se comunque se lo meriterebbe. In una parola, 'splendido'. In qualche parola in più, 'se vi capita veniteci'.

Oggi mi è passato a fianco Roberto Kelly. Che fino a ieri avevo visto solo in televisione.
Non ci crederete, ma mi sono emozionato. Anche se il suo dinoccolare annoiato per i corridoi dell'Arenas Blancas non è che renda troppo onore alla bellezza del luogo, mi fa una certa impressione condividere l'albergo e i pasti con uno che ha giocato nella All Star Game sia dell'American che della National League.
Invidio un po' gli azzurri che tra non molto lo affronteranno sul campo, lo ammetto.

Partecipare a queste manifestazioni sta diventando un onore, anche nel mio semplice ruolo di scribano del Team Italia. Figuriamoci farlo in campo.
Non a caso, direi, si moltiplicano i messaggi di amici, compagni di squadra e simpatizzanti dei giocatori e che arrivano alla mia casella di posta elettronica. Statene certi, riferisco tutto, anche se magari non vi arrivano riscontri immediati.

Ieri contro Taiwan non è andata bene. O è andata bene per metà.
Io però alla squadra non trovo nulla da rimproverare, perchè i cinesi sono semplicemente stati più forti. Quando è uscito Masin, nessun rilievo azzurro è riuscito a mettere un freno al line up avversario, a parte Badii, che però è entrato sul 10-4. Nel baseball succede. E' successo al Brasile contro l'Italia, all'Olanda contro Cuba e anche a Cuba contro il Giappone, anche se poi i padroni di casa hanno vinto quella partita.
Io sono dell'idea che lo capiremo questa sera, se dobbiamo preoccuparci per la seconda metà della partita contro Taiwan o essere contenti della prima metà. Ma a me per ora questa Italia piace.

Comincio anche a familiarizzare con la tecnologia locale. La svolta è stata l'acquisto di 5 ore pre pagate di Internet a $15. Un po' caro, ma fondamentale. Da quel momento, sono tornato padrone della situazione e anche il mio umore è considerevolmente migliorato.

Internet costa 3 dollari all'ora con le schede, 6 in albergo, dove però si usa un loro PC, che aggrava il costo ma non semplifica le cose, perchè le tastiere cubane mancano di ausili importanti per chi scrive in Italiano, come ad esempio gli accenti.
Allo stadio tutto il resto (panini, bibite in lattina, in bottiglia e acqua) sembra costare un dollaro, cifra che mi fa sorgere il dubbio che io paghi cose che mi spetterebbero di diritto gratis. Ma non importa.

Non ho ancora avuto il coraggio di confessare ai Vertici Federali che ho regalato una delle magliette della divisa da tempo libero ad un simpatico cameriere grande e grosso come me. Non avrei dovuto farlo, ma dovreste vedere come il nostro è contento della sua nuova maglietta grigia con scritta azzurra: lo ha raccontato a tutti e adesso non posso fare un passo nell'albergo che mi segue lui con coca cola, caffè, birra e strette di mano sempre più vigorose.
E' proprio vero: se la vita è così, non conviene morire.

Informazioni su Riccardo Schiroli 1195 Articoli
Nato nel 1963, Riccardo Schiroli è giornalista professionista dal 2000. E' nato a Parma, dove tutt'ora vive, da un padre originario di Nettuno. Con questa premessa, non poteva che avvicinarsi alla professione che attraverso il baseball. Dal 1984 inizia a collaborare a Radio Emilia di Parma, poi passa alla neonata Onda Emilia. Cresce assieme alla radio, della quale diventa responsabile dei servizi sportivi 5 anni dopo e dei servizi giornalistici nel 1994. Collabora a Tuttobaseball, alla Gazzetta di Parma e a La Tribuna di Parma. Nel 1996 diventa redattore capo del TG di Teleducato e nel 2000 viene incaricato di fondare la televisione gemella a Piacenza. Durante la presentazione del campionato di baseball 2000 a Milano, incontra Alessandro Labanti e scopre le potenzialità del web. Inizia di lì a poco la travolgente avventura di Baseball.it. Inizia anche una collaborazione con la rivista Baseball America. Nell'autunno del 2001 conosce Riccardo Fraccari, futuro presidente della FIBS. Nel gennaio del 2002 è chiamato a far parte, assieme a Maurizio Caldarelli, dell'Ufficio Stampa FIBS. Inizia un'avventura che si concluderà nel 2016 e che lo porterà a ricoprire il ruolo di responsabile comunicazione FIBS e di presidente della Commissione Media della Confederazione Europea (CEB). Ha collaborato alle telecronache di baseball e softball di Rai Sport dal 2010 al 2016. Per la FIBS ha coordinato la pubblicazione di ‘Un Diamante Azzurro’, libro sulla storia del baseball e del softball in Italia, l’instant book sul Mondiale 2009, la pubblicazione sui 10 anni dell’Accademia di Tirrenia e la biografia di Bruno Beneck a 100 anni dalla nascita. Dopo essere stato consulente dal 2009 al 2013 della Federazione Internazionale Baseball (IBAF), dal giugno 2017 è parte del Dipartimento Media della Confederazione Mondiale Baseball Softball (WBSC). Per IBAF e WBSC ha curato le due edizioni (2011, 2018) di "The Game We Love", la storia del baseball e del softball internazionali.

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