Bud Selig: “Visto che successo la Wild Card ?”

Il Commissioner si compiace della sua idea dopo le prime World Series disputate da squadre che non hanno vinto le singole 'division'

Dopo una stagione di sofferenze, il Commissioner del Baseball Bud Selig si gode una vittoria personale.
Selig è infatti il padre della 'wild card', la regola che qualifica anche le migliori seconde ai play off: Ci pensai seriamente per la prima volta nel 1993. Quell'anno i Giants vinsero 103 partite e non si qualificarono per i play off. Mi chiesi se una cosa del genere aveva senso.

Quindi è soddisfatto di come ha funzionato la regola quest'anno: E' stata una cosa grande. Meravigliosa. Ha funzionato tutto come speravo. Alle World Series si sono qualificate 2 squadre che lo meritavano e, senza la regola della 'wild card', non avrebbero avuto questa possibilità.

Sul fatto che le 2 squadre meritassero le 'World Series' non ci sono d'altra parte dubbi. I Giants hanno vinto 93 partite, gli Angels 99. Anaheim ha vinto più gare 3 dei 6 campioni divisionali. Senza contare che entrambe sono passate da 2 turni dei play off.

La partita che è piaciuta di più al Commissioner, come si presume a tutti i tifosi, è stata la sesta: Una gara meravigliosa. Mi ha dato grandi emozioni.
Il bilancio, ribadisce Selig, è pienamente positivo: Non mi pare di aver sentito nessuno dire 'le World Series mi interessano meno, con in ballo 2 squadre qualificate con la Wild Card'. A questo punto, credo che il valore della scelta di introdurre la 'wild card' sia chiaro a tutti.

Informazioni su Riccardo Schiroli 1195 Articoli
Nato nel 1963, Riccardo Schiroli è giornalista professionista dal 2000. E' nato a Parma, dove tutt'ora vive, da un padre originario di Nettuno. Con questa premessa, non poteva che avvicinarsi alla professione che attraverso il baseball. Dal 1984 inizia a collaborare a Radio Emilia di Parma, poi passa alla neonata Onda Emilia. Cresce assieme alla radio, della quale diventa responsabile dei servizi sportivi 5 anni dopo e dei servizi giornalistici nel 1994. Collabora a Tuttobaseball, alla Gazzetta di Parma e a La Tribuna di Parma. Nel 1996 diventa redattore capo del TG di Teleducato e nel 2000 viene incaricato di fondare la televisione gemella a Piacenza. Durante la presentazione del campionato di baseball 2000 a Milano, incontra Alessandro Labanti e scopre le potenzialità del web. Inizia di lì a poco la travolgente avventura di Baseball.it. Inizia anche una collaborazione con la rivista Baseball America. Nell'autunno del 2001 conosce Riccardo Fraccari, futuro presidente della FIBS. Nel gennaio del 2002 è chiamato a far parte, assieme a Maurizio Caldarelli, dell'Ufficio Stampa FIBS. Inizia un'avventura che si concluderà nel 2016 e che lo porterà a ricoprire il ruolo di responsabile comunicazione FIBS e di presidente della Commissione Media della Confederazione Europea (CEB). Ha collaborato alle telecronache di baseball e softball di Rai Sport dal 2010 al 2016. Per la FIBS ha coordinato la pubblicazione di ‘Un Diamante Azzurro’, libro sulla storia del baseball e del softball in Italia, l’instant book sul Mondiale 2009, la pubblicazione sui 10 anni dell’Accademia di Tirrenia e la biografia di Bruno Beneck a 100 anni dalla nascita. Dopo essere stato consulente dal 2009 al 2013 della Federazione Internazionale Baseball (IBAF), dal giugno 2017 è parte del Dipartimento Media della Confederazione Mondiale Baseball Softball (WBSC). Per IBAF e WBSC ha curato le due edizioni (2011, 2018) di "The Game We Love", la storia del baseball e del softball internazionali.

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