Judi Garman si presenta

Intervista esclusiva di baseball.it alla manager della nazionale di softball

Ho incontrato Judi Garman al campo ‘Stuard 2’ di Parma, subito dopo l’incontro tra la locale Crocetta e le campionesse d’Italia di Macerata.
Non la vedevo da 12 anni, ma non l’ho trovata affatto cambiata. Solo, mi è apparsa appena un po’ più sulla difensiva. Inizia a ragionare da ‘CT’, forse.
Qualcuno della Federazione mi ha chiamata a febbraio per offrirmi di allenare la nazionale. Roba da non crederci! E infatti non ci ho creduto: ho detto di richiamarmi…
E decisamente loro hanno richiamato…E io ho detto subito sì. E’ una grande occasione, guidare una nazionale che può giocare le Olimpiadi. E poi io sono da tempo innamorata dell’Italia.
Qualcuno dice: ma dove hanno trovato i soldi per far venire Judi Garman?Se lo chiedono? Beh, rispondetegli che Judi Garman non è nel softball per diventare ricca. Diciamo che la Federazione mi ha messo nelle condizioni di accettare.

Judi Garman è stata un grande giocatore a Saskatoon, in Canada. Come tecnico ha guidato lo ‘Junior College’ di Golden West in California a 4 titoli. Nel 1979 è passata all’Università di Fullerton, con la quale ha vinto il campionato nazionale del 1986 e ha ottenuto 3 secondi posti. Esattamente 20 anni dopo ha lasciato il lavoro a Michelle Cromacky, che era il suo catcher durante la ‘campagna’ del 1986.

Mi segue attentamente mentre recito, quasi a memoria, il suo profilo. Poi, rapita, mi dice:Saskatoon…era il 1970. Io sono cresciuta in Canada. E una delle cose belle di questo mio incarico è che il ‘Mondiale’ del 2002 si giocherà proprio lì. Così, io porterò in campo l’Italia proprio sul terreno che mi ha vista crescere!
Con che obbiettivi? L’Italia ha notevoli potenzialità. Ha tutto per affermarsi. Voi forse non ve ne rendete conto, ma le strutture qui sono eccellenti, ai vertici mondiali.
E cosa manca, quindi, per arrivarci anche tecnicamente? Ma l’Italia c’è già, mi pare. E’ arrivata quinta alle Olimpiadi….
Con un ‘piccolo aiuto’ da giocatrici non di scuola italiana, però…E’ vero. Ma le giovani possono crescere. Bisogna solo farle giocare. Ad esempio, in queste settimane ho visto molte partite e non ho visto nessuna interbase giocarne 2 di fila. E’ sbagliato. Sapete che differenza c’è tra una 15enne americana e una 15enne italiana? Che quella italiana gioca 20 partite all’anno, quella americana ne fa lo stesso numero in 3 settimane…
A proposito delle giocatrici non di scuola italiana, ne convocherà? Penso di si. Ma solo nei ruoli in cui non ho alternative. Non vedo ad esempio perché dovrei rinunciare a Bugliarello o De Salvio…
Judi, che ‘budget’ le hanno messo a disposizione? Non abbiamo parlato di soldi, mi è però stato garantito che potrò fare tutti i raduni che voglio.

Judi Garman tornerà negli Stati Uniti per sbrigare faccende personali. Il primo impegno azzurro è d’altra parte la ‘Canada Cup’ di giugno, a cui seguirà l’Europeo di fine luglio. Nei programmi più a lunga scadenza c’è anche uno ‘Spring Training’ alla fine di febbraio del 2002.
Quando tornerà, sarà la sua 22esima visita al ‘BelPaese’: Ho fatto tantissimi ‘camp’ qui e la cosa più bella è che adesso mi ritrovo in nazionale le bambine di quasi 15 anni fa!
Ad esempio? Ad esempio Francolini. Me la ricordo che era piccolissima, con la sua ‘coda di cavallo’, ed era assieme ai maschietti. Le proposi di provare con le altre ragazzine e si innamorò del gioco. Mi ha ricordato lei che le dissi: ‘se continui con questa volontà, arriverai in nazionale’.
Le parlava in Italiano, quella volta? No, con l’interprete. Ma adesso sto migliorando. Studio italiano tutti i giorni. Comunque, confesserò che quasi tutte le ragazze capiscono l’Inglese.

Il resto dello staff tecnico di Judi Garman verrà nominato dal ‘Consiglio federale’ di martedì 24 aprile.
La selezione per la nazionale che giocherà la ‘Canada Cup’ è prevista dal 27 al 30 maggio.

Informazioni su Riccardo Schiroli 1190 Articoli
Nato nel 1963, Riccardo Schiroli è giornalista professionista dal 2000. E' nato a Parma, dove tutt'ora vive, da un padre originario di Nettuno. Con questa premessa, non poteva che avvicinarsi alla professione che attraverso il baseball. Dal 1984 inizia a collaborare a Radio Emilia di Parma, poi passa alla neonata Onda Emilia. Cresce assieme alla radio, della quale diventa responsabile dei servizi sportivi 5 anni dopo e dei servizi giornalistici nel 1994. Collabora a Tuttobaseball, alla Gazzetta di Parma e a La Tribuna di Parma. Nel 1996 diventa redattore capo del TG di Teleducato e nel 2000 viene incaricato di fondare la televisione gemella a Piacenza. Durante la presentazione del campionato di baseball 2000 a Milano, incontra Alessandro Labanti e scopre le potenzialità del web. Inizia di lì a poco la travolgente avventura di Baseball.it. Inizia anche una collaborazione con la rivista Baseball America. Nell'autunno del 2001 conosce Riccardo Fraccari, futuro presidente della FIBS. Nel gennaio del 2002 è chiamato a far parte, assieme a Maurizio Caldarelli, dell'Ufficio Stampa FIBS. Inizia un'avventura che si concluderà nel 2016 e che lo porterà a ricoprire il ruolo di responsabile comunicazione FIBS e di presidente della Commissione Media della Confederazione Europea (CEB). Ha collaborato alle telecronache di baseball e softball di Rai Sport dal 2010 al 2016. Per la FIBS ha coordinato la pubblicazione di ‘Un Diamante Azzurro’, libro sulla storia del baseball e del softball in Italia, l’instant book sul Mondiale 2009, la pubblicazione sui 10 anni dell’Accademia di Tirrenia e la biografia di Bruno Beneck a 100 anni dalla nascita. Dopo essere stato consulente dal 2009 al 2013 della Federazione Internazionale Baseball (IBAF), dal giugno 2017 è parte del Dipartimento Media della Confederazione Mondiale Baseball Softball (WBSC). Per IBAF e WBSC ha curato le due edizioni (2011, 2018) di "The Game We Love", la storia del baseball e del softball internazionali.

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