Alfredo Pacini spiega la sua candidatura con Notari

Intervista al vicepresidente dalla Fortitudo Italeri

Ecco quanto emerso da una chiacchierata telefonica con un disponibilissimo e pacato Alfredo Pacini, candidato al consiglio federale in supporto ad Aldo Notari e vicepresidente della Fortitudo Italeri (nonché presidente all’epoca dell’ultima Coppa campioni bolognese del 1985).
nDottor Pacini, ammetterà che, per chi conosce l’atteggiamento tenuto da sempre da parte della Fortitudo verso la gestione Notari, la sua candidatura nella sua squadra può suonare strana.
nLe nostre convinzioni non sono cambiate. Direi piuttosto che in questi ultimi tempi c’è stato un avvicinamento da parte del presidente federale nei confronti nostri e di Bologna.
nSecondo noi la Federazione, che non è una Lega, in questi ultimi anni, ha fatto bene, sempre nell’ambito dei suoi compiti istituzionali: ha mantenuto il baseball e il softball in posizione di prestigio all’interno del Coni, senza mancare mai un’Olimpiade e portando in Italia le più importanti manifestazioni, come i Mondiali nel 1988 e nel 1998 e diverse edizioni degli Europei.
nNei suoi incontri in giro per l’Italia il presidente uscente non ha ancora presentato un programma definito del vostro gruppo, ce ne può parlare?
nSicuramente il primo obiettivo è essere alle Olimpiadi di Atene con entrambe le nostre Nazionali, ed esserci per ben figurare.
nInoltre punteremo ad aumentare il numero dei giocatori, dei ragazzi e delle ragazze che si avvicinano a questo sport e lo faremo garantendo tutto il supporto possibile alle società che svolgono attività di base.
nPoi il miglioramento dello spettacolo, al quale l’introduzione degli oriundi ha già dato un buon contributo. Ma molto dipenderà dalla maturità delle Società, se sapranno finalmente creare una Lega che funzioni, superando gli storici individualismi e orticelli vari, avranno il nostro pieno appoggio. Ma attenzione: la Lega dovrà essere fonte di introiti, non un costo aggiuntivo a carico della Federazione. Finora il progetto Lega non è decollato perché le Società sono state le prime a non crederci veramente, a non andare fino in fondo.
nInsomma, il nostro gruppo di lavoro è consapevole che uno sport costituito dalla sola base è destinato a rimanere invisibile, e che uno sport di sola vetrina è destinato a morire per mancanza di giocatori. Ecco, in chiave vetrina vedrei bene l’impegno di un uomo immagine come Everardo Dalla Noce, magari nella futura Lega, ma una Federazione deve rapportarsi con tutti, anche con la base.
nPersonalmente cosa promette ai suoi elettori?
nIo sono uomo-Fortitudo e la mia esperienza riguarda la Serie A da un lato e il Settore giovanile dall’altro, visto che la nostra Società non ha mai abbandonato la cura estrema del reclutamento e della formazione dei giocatori, mi metterò quindi a disposizione della Federazione in particolare per questi ambiti, ma sono sempre disponibile a imparare. E poi, penso sia da troppo tempo che Bologna non esprime un proprio consigliere!n

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