Addio a Renato De Notta, pioniere del baseball livornese

A 84 anni se ne va una leggenda del batti e corri. Dagli inizi come ricevitore alla carriera di tecnico, con l’indimenticabile esperienza nello spring training nei Mets di Yogi Berra. Riccardo Fraccari: «E’ una grande perdita per tutti»

Renato De Notta posa davanti alla maglia ritirata dal Livorno 1948

Gli appassionati di baseball e softball hanno salutato per l’ultima volta, al cimitero comunale dei Lupi di Livorno,  Renato De Notta, scomparso nello scorso fine settimana a 84 anni, dopo una breve malattia.

Con De Notta se va una leggenda del batti e corri amaranto: pioniere del Livorno 1948, ha dedicato sessant’anni della sua vita alle due discipline. Iniziò a muovere i primi passi da giovanissimo sul diamante, scegliendo il difficile ruolo di ricevitore, arrivando a giocare fino alla serie B. Prima di appendere mazza e guantone al chiodo visse la più straordinaria delle esperienze. Nella primavera del 1971, a 35 anni, grazie al presidente Fibs, Bruno Beneck, fu invitato per quindici giorni negli Stati Uniti ad apprendere i segreti della Major league frequentando lo spring training dei New York Mets, guidati all’epoca da Yogi Berra. Renato era all’epoca un aspirante tecnico e ritrovarsi accanto dei campioni come Willie Mays, Tom Seaver, Gary Carter e Ed Yost lo fece sentire veramente importante. «In quelle due settimane – ha sempre raccontato per tutta la sua vita – mi sono sentito anch’io un professionista».

E quella trasferta gli dette lo stimolo per migliorare il suo Livorno. Con Alfredo Sisi, uno dei fondatori della società, scomparso a 84 anni il 1° giugno 2013, formò una coppia straordinaria: insieme fecero crescere l’interesse in città e tra i tanti giovani che s’avvicinarono ci fu anche il figlio Michele, apprezzato arbitro internazionale.

De Notta, che lavorava come portuale, nel 1972 fu tra i fondatori della sezione softball del Baseball Livorno, che nel 1982 si trasformò in Liburnia. Fu materialmente De Notta a costruire il nuovo campo per la “palla soffice” di via Campania, a Coteto, dove negli anni novanta le girls amaranto vinsero due Coppa Italia e organizzarono anche una Coppa delle Coppe. Molte delle attuali atlete della Liburnia, con in testa la lanciatrice Stefania Balloni, che ha allenato fino all’ottobre scorso, sono cresciute grazie ai preziosi insegnamenti di De Notta. Il consiglio direttivo del Softball Club Liburnia ha tra l’altro annunciato di voler avviare le pratiche necessarie per richiedere al Comune l’intitolazione del campo di Coteto.

Per rendere omaggio a questo personaggio straordinario, il 26 luglio 2020, il presidente Luciano Vitiello, decise di ritirare la maglia n.36 di De Notta e di inserirlo ufficialmente nella Hall of Fame del baseball livornese.

«Renato De Notta – sottolinea Riccardo Fraccari, presidente della World baseball softball confederation,  general manager del Livorno negli anni Novanta, culminati con l’unica stagione di A1 – verrà ricordato per la passione, per l’amore e la dedizione. Oltre ad essere stato uno dei primi italiani a partecipare ad uno spring training negli Usa, ha dato vita ad una vera e propria scuola del baseball livornese. Partendo dal baseball, s’è avvicinato al softball, diventando un grande protagonista e Coteto è una sua creatura».

«Renato è stato il mio secondo padre – ricorda invece Luciano Vitiello, attuale presidente del Livorno 1948 – Mi ha cresciuto dentro e fuori il campo: per  40 anni ha lavorato in porto al fianco di mio babbo. Proprio lì, nel primo dopoguerra a stretto contatto i marinai americani che sbarcavano, è scoccata la scintilla con il nuovo gioco. Si faceva spedire materiale e attrezzatura praticamente di contrabbando, pur di sviluppare e far crescere il baseball da queste parti. Ha svezzato generazioni di giocatori, anche nel softball, compreso il sottoscritto che è passato da tagliare lerba del campo a dirigere questa gloriosa società».

Maurizio Caldarelli
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Giornalista del quotidiano "Il Tirreno" di Grosseto, collabora anche con la Gazzetta dello Sport.