Andrea Marcon: «Ecco le mie priorità per i prossimi quattro anni»

Il presidente federale uscente indica i punti programmatici: allargamento della A1, una nazionale vincente, investimenti sulla comunicazione, salvaguardia degli impianti e monitoraggio della situazione economica delle società. Il rammarico per l’Olimpiade mancata

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Il presidente Fibs Andrea Marcon
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Allargamento della serie A1, una nazionale vincente, lo snellimento burocratico, il potenziamento del progetto Prime basi, investimenti sulla comunicazione e costante monitoraggio della situazione economica delle società. Sono queste le priorità del presidente uscente Andrea Marcon, che ha ripresentato la propria candidatura per l’assemblea in programma il prossimo 7 novembre al Tuscany Hall di Firenze, nel rispetto dei protocolli anti contagio.

Quello di un ampliamento della massima serie era stato un pallino di Marcon sin dalla prima elezione; un progetto osteggiato dalle società, che temevano uno scadimento del livello tecnico. Adesso però sono proprio le “superpotenze” del batti e corri italiano a caldeggiare un campionato che preveda l’inserimento delle migliori squadre di A2 nel torneo di A1, con una stagione a due velocità. Una prima parte con gironi il più possibile vicini ed una poule scudetto ridotta alle vincitrici dei gironi eliminatori.

Un avvicinamento, quello tra società e dirigenza federale, che si è rafforzato in questa situazione emergenziale che si è presentata e che ha fatto collaborare proattivamente le parti interessate, permettendo di dare vita ad una stagione positiva, con un livello superiore alle aspettative.

Di questo ed altro si discuterà comunque dall’8 novembre, dopo il rinnovo delle cariche federali. Del futuro di baseball e softball abbiamo nel frattempo parlato in questa lunga intervista con Andrea Marcon.

Presidente Marcon, quali sono le prospettive del baseball e il softball?

«Sicuramente di migliorare. I prossimi quattro saranno gli anni della promozione e del rilancio delle nostre attività, dei progetti Prime basi che dovranno diventare sempre più specifici per ogni tipo di realtà locale che andremo ad incontrare. A questo dovrà essere affiancato un solido progetto sulla promozione scolastica del nostro sport, con un’azione che dovrà vedere impegnati in prima linea i comitati regionali, che sul tema rappresentano il punto di riferimento per tutte le realtà locali. Abbiamo costituito una solidità economica che ci permette di fare investimenti che prima non potevamo fare e sono certo che li metteremo a disposizione delle società per migliorare la situazione anche in termini di tesseramenti e di attività che viene svolta».

Cosa ha in mente per la serie A1 baseball?

«Per la serie A1 ho in mente quello che avevo in mente quattro anni fa: l’allargamento, di trovare una soluzione che soddisfi le squadre che storicamente militano in questo campionato e che dia un senso anche alla partecipazione delle altre società. Quello che è stato fatto quest’anno credo che sia da prendere sotto l’aspetto positivo e credo che si sia tracciata una strada per i prossimi anni. E di questo devo ringraziare tutte le società di A1, per quello che hanno fatto per portare avanti un campionato che, secondo me, non è stato solo dignitoso ma anche e soprattutto molto bello».

Quale futuro dobbiamo disegnare per la nazionale?

CB-NADOC
Giovanni Malagò, Mike Piazza e Andrea Marcon

«La nazionale parte con un progetto nuovo  che si baserà sullo sviluppo maggiore dei nostri talenti e sull’interazione fra le varie selezioni. La nazionale  tornerà più forte di prima e sono certo che tutti insieme arriveremo a riportarla nel posto che merita. E non dimentichiamo che il 2021 sarà l’anno dei Giochi Olimpici per le ragazze del softball, che sono anche campionesse europee in carica. Approfitto di questa domanda per mandare, pubblicamente, un grande abbraccio a Bill Holmberg»

Guardando indietro, cos’è che avrebbe voluto fare e che non è riuscito a fare in questi quattro anni?

«In termini pratici non siamo riusciti a portare a compimento la riforma totale delle carte federali ma c’è stato un impedimento oggettivo rappresentato dalla legge delega dello sport, che ha presentato una riforma del Coni che non è ancora stata portata a compimento; dal nostro punto di vista è urgente portare a termine la riforma delle carte federali perché è necessario fare un passo deciso e definitivo verso lo snellimento dell’apparato burocratico. Su questo punto devo anche dire però che sento proposte di programma, e non parlo in questo caso della Legge Delega, che ritengo offensive dei principi che regolano non solo il Baseball ed il Softball ma in generale tutto lo sport».

«Se potessi tornare indietro – prosegue Marcon – il rammarico più grande è la mancata qualificazione alle Olimpiadi dei ragazzi del baseball. Non devo comunque imputare niente ai miei collaboratori a cominciare da Gibo Gerali, che ha fatto un lavoro pazzesco. Forse avrei potevo fare qualcosa di più io. Sicuramente l’obiettivo per gli anni a venire è quello di andare a riprenderci la leadership europea nel baseball ripartendo dal secondo posto di Bonn. Per questo è necessario, non solo concentrarsi sulla nazionale seniores, ma continuare a sviluppare il lavoro svolto con le selezioni giovanili, con grande attenzione al progetto relativo alla nazionale P.O. Per quanto concerne le nazionali giovanili, ripartiti nel 2017 con l’Under 12 e l’Under 15, sono certo che già dal prossimo anno sentiremo suonare l’Inno di Mameli con una certa costanza».

Uno dei nodi cruciali, collegato allo sviluppo della pratica sportiva, riguarda la questione dell’impiantistica. Com’è la situazione?

«In questi quattro anni siamo sempre stati a disposizione delle società per cercare di risolvere le problematiche relative agli impianti sportivi su tutto il territorio. Si tratta di una materia complicata, in cui più livelli decisionali, spesso di istituzioni diverse, si intersecano. Da parte nostra abbiamo sempre cercato di stare dalla parte delle nostre società, sostenendo le loro istanze e facendoci promotori attivi di incontri con le amministrazioni comunali e regionali che erano coinvolte. Per il futuro saremo sempre disponibili in tal senso per salvaguardare il più possibile le nostre realtà territoriali».

Lauro Bassani (PhotoBass)
Marcon con il vicepresidente De Robbio (PhotoBass)

«Una cosa c’è da dire sull’impiantistica sportiva – aggiunge il presidente federale in carica dal 2016 –  molto spesso non vengono sfruttate le occasioni che derivano dalla messa a disposizione di fondi da parte di bandi locali, nazionali ed europei. Sono opportunità importanti che cercheremo di valorizzare e portare a conoscenza delle nostre affiliate, tramite i canali istituzionali. In questi quattro anni ho visitato tantissimi posti diversi del Bel Paese riuscendo, con le società, a risolvere molte situazioni. Qualcosa non è arrivato a punto, è vero, come il campo di softball all’Acqua Acetosa su cui però abbiamo intascato allora, e rinnovato anche da poco, il supporto concreto del presidente Malagò. Ti faccio io una domanda ora: se un proprietario di un’area ti dice che si riprende gli spazi perché quell’area non viene praticamente utilizzata, come possiamo pensare di avere armi per difenderci? Un’altra ferita aperta è il campo di Brescia su cui ci siamo battuti strenuamente ma, in questi caso, l’Università non ha voluto sentire ragioni». 

Come ritiene il lavoro svolto per dare visibilità al movimento?

«In questi quattro anni per quanto riguarda la visibilità, la comunicazione abbiamo lavorato bene e si può lavorare di più. Ci stiamo adattando al nuovo trend della comunicazione, incrementando i social, le presenze su internet. Siamo partner fissi di Sky e, a differenza di quanto è stato detto da qualcuno, noi non paghiamo niente per andare su Sky, anzi. Le qualificazioni olimpiche sono state trasmesse sulla Rai e adesso abbiamo questo progetto di FIbs Tv che ci ha dato tante soddisfazioni quest’anno e che è destinato a migliorare sempre di più nei prossimi anni. Il primo passo è quello di portare l’esperienza di Fibs TV su un’app, in modo che l’esperienza di fruizione della stessa sia sempre più accessibile».

Maurizio Caldarelli
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Giornalista del quotidiano "Il Tirreno" di Grosseto, collabora anche con la Gazzetta dello Sport.